image_pdfimage_print

La Sardegna è famosa nel mondo per il suo mare e le sue spiagge, ma l’entroterra è altrettanto suggestivo e importante. Esistono luoghi, lontani dal litorale, dove la storia ha lasciato un segno indelebile, in un suo luogo interno possiamo scoprire la storia con la “S” maiuscola. Iniziamo il nostro viaggio in Sardegna.

Ichnusa, Sardinia, Sardegna

Un luogo di storia e civiltà così antica che ancora oggi nasconde molti misteri irrisolti.

Non che l’Italia non abbia altri luoghi storici dove sono state trovate tracce di antiche popolazioni.

Basti pensare che l’Italia fu abitata fin dal III millennio a.C.

A quei tempi risalgono tracce ritrovate dei Liguri (nell’entroterra della Liguria) e dei Camuni in Val Camonica (Lombardia).

Poi, nel II millennio a.C. l’Italia fu abitata dai cosiddetti popoli italici, Umbri, Sabini, Latini, Sanniti, Campani, Lucani, fino ad arrivare agli Etruschi nel 900 a.C.

Seguirono quindi i Greci che dal 700 a.C. fondarono numerose colonie a sud, nella Magna Grecia, e poi i Celti, un popolo di origine indoeuropea, che dal 400 a.C. invase le regioni settentrionali.

Successivamente tutti i popoli dell’Italia vennero sottomessi dai Romani secondo la storia ben conosciuta da tutti.

“Su Nuraxi”, un posto unico al mondo

Su Nuraxi”, un posto unico al mondo nelle vicinanze di Cagliari.

Ma in Sardegna, a 60 Km. da Cagliari, esiste invece un posto unico al mondo la cui storia risale a circa 3.500 anni fa.

Si tratta del sito archeologico di “Su Nuraxi” vicino al piccolo paesino di Barumini.

I nuraghi sono diffusi su tutta l’isola, e se ne contano ben 7.000, ma questo complesso monumentale costituisce il più importante insediamento di “civiltà nuragica” sviluppatosi in Sardegna dal XV secolo a.C.

Per “Nuraghe”, nel senso comune, si intende una costruzione fortificata, ma nella lingua sarda significa letteralmente “mucchio di massi”.

Ed effettivamente, queste incredibili costruzioni, ancora oggi presenti dopo qualche migliaio di anni, sono costruite con centinaia blocchi di basalto, una pietra vulcanica assai resistente proveniente dal vicino parco della Giara.

Questo modo di costruire permetteva di raggiungere grandi altezze, come i 20 metri nel caso del nuraghe centrale di Barumini.

Delle vere e proprie torri, per cui si è sempre pensato che queste costruzioni avessero uno scopo di avvistamento e di difesa.

Nel tempo, ulteriori studi hanno invece dimostrato che il sito di Barumini, ma anche altri, costituivano delle vere e proprie cittadine, con una piazza centrale, il pozzo, altri locali attigui come la capanna delle assemblee per le riunioni e le funzioni sacre della popolazione.

In pratica una sorta di villaggio fortificato con alte torri poste nel nucleo centrale.

Nuraghi:1000 anni avanti

Quello che infatti stupisce di più e l’altezza di queste costruzioni, in parte ora mancanti, ma dimostrato da appositi studi costituivano delle vere e proprie “torri in stile medievale” (ricordo però che questo sito risale almeno a 1.000 anni prima del periodo medievale europeo che conosciamo).

L’area che ospita il nuraghe di Barumini è stata riscoperta e riportata alla luce dal suo antico e misterioso passato soltanto nel secondo dopoguerra, dall’archeologo baruminese Giovanni Lilliu (1914-2012), ritenuto il massimo conoscitore della civiltà nuragica.

Infatti, i suoi scavi svelarono quello che secoli di storia avevano occultato, ossia che il nuraghe centrale era costituito da quattro torri angolari più una centrale, proprio secondo uno schema di tipo medievale.

Purtroppo, i ritrovati resti di utensili, armi e vasellame, non hanno fornito sufficienti spiegazioni di come questa civiltà, poi scomparsa, abbia concepito in anticipo di secoli costruzioni di questo tipo.

Per questo il sito archeologico di “Su Nuraxi” a Barumini è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità dal 1997, proprio per la sua unicità a livello mondiale, al pari del mistero delle piramidi egiziane.

Spesso giriamo il mondo ma alla fine alcuni dei luoghi storici più straordinari del pianeta si trovano in Italia.

La civiltà nuragica: un mistero irrisolto tra storia e leggenda

Non per niente alcuni studiosi ritengono che la Sardegna sia stata l’antica e misteriosa Atlantide.

Infatti, lo stesso Platone descriveva Atlantide come “un’isola grande … potente, civile, sacra a Poseidone … e i cui abitanti erano costruttori di torri”. Ma questa è un’altra storia.

Intanto, vi invito a visitare questo sito archeologico, non così conosciuto come meriterebbe.

L’area archeologica di “Su Nuraxi” è aperta al pubblico tutti i giorni dell’anno ed è visitabile solo ed esclusivamente accompagnati da una guida (per ragioni di sicurezza).
Le visite guidate prevedono, infatti, un percorso all’interno del villaggio nuragico durante il quale vengono illustrate le principali tipologie abitative che lo compongono, per poi entrare fin nel cuore del grande complesso delle torri, accessibile solo attraverso corridoi e scale di non facile transito.

Vi assicuro però che ne vale la pena, una volta scesi nella torre centrale, vi sembrerà di entrare a far parte di una storia nata 3.500 anni fa.