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E’ una delle meraviglie del regno animale. Dalle forme armoniose e fluttuanti con colori straordinari, la medusa non nuota, ma sembra danzare nell’acqua.

Il suo corpo a forma di ombrello è composto dal 90% di acqua e i suoi tentacoli variano per lunghezza e forma da soggetto a soggetto. Si sviluppa intorno ad un asse centrale e da qualsiasi parte la guardiate, la medusa si presenta uguale, da ogni angolazione. Dalla parte concava parte un corpo centrale fatto a cilindro chiamato manubrio ed è qui che troviamo la bocca della medusa, l’unica apertura presente nel suo corpo.

La sua massa gelatinosa le permette di galleggiare ed è anhe la parte che presenta la straordinaria varietà di colori.

Ma se sono così belle, perchè sono anche così pericolose? Perchè sono dotate di un’arma micidiale che nascono nei loro tentacoli.

Perchè le meduse pungono?

Come tutti gli animali, la sopravvivenza è la loro massima priorità. Ogni essere vivente ha sviluppato strategie e tecniche di difesa per proteggere la sua specie, e tecniche di caccia per cibarsi, e la medusa non è da meno. I tentacoli di questi organismi sono urticanti e rilasciano un veleno composto da tossine. Per questo il suo tocco è fatale.

Quando si tratta di umani, il contatto con i tentacoli di una medusa porta conseguenze fastidiose, ma a volte anche molto più pericolose. Le proteine che compongono le tossine del veleno sono l’ipnotossina, che ha un effetto paralizzante, la talassina che crea infiammazione e la cogestina che invece agisce sull’apparato circolatorio e respiratorio. Il mix di questi tre elementi causano i sintomi di una bruciatura. Irritano la pelle, a volte generando bolle e vesciche, a volte lasciando delle vere e proprie strisce tipiche da ustione.

In alcuni casi l’aspetto più pericoloso è la reazione dell’apparato circolatorio e respiratorio. In soggetti già predisposti ad allerghie respiratorie, il morso di una medusa può davvero essere pericoloso, se non si agisce in tempo, e generare uno shock anafilattico. E’ importante sottolineare che una reazione così grave non è imputabile alla tipologia di veleno ma al sistema immunitario del soggetto stesso.

E’ vero che esistono meduse che sono mortali ma per fortuna, non sono presenti nei nostri mari. La Chironex fleckeri, più nota come vespa di mare o Cubomedusa, classificata tra le più pericolose, ma vive al largo delle coste australiane.

Cosa NON fare in caso di puntura di medusa

Attenzione alle leggende metropolitane e ai retaggi del “sentito dire”. Potrebbero complicare ancora di più la situazione.

Una premessa doverosa: non toccate con le mani l’ustione. Il veleno presente potrebbe trasferirsi anche sul palmo e interessare altre parti del corpo

Primo mito da sfatare, fare la pipì sulla ferita. L’ammoniaca è vero che potrebbe aiutare ma solo se riscaldata ad alte temperature. Quindi evitate, per favore.

Secondo rimedio farlocco, il risciacquo con acqua dolce. Niente di più sbagliato. L’acqua dolce favorisce la rottura delle strutture urticanti rimaste sulla pelle ed aumentare il dolore. Risciaquate immediatamente la parte interessata con acqua di mare. Evitate assolutamente il ghiaccio.

Non strofinate della sabbia, così come è da evitare lo strofinio con una pietra calda, l’uso di aceto, limone o alcol. Tutte cose che aumenterebbero solo l’irritazionee il dolore.

Non esponentevi al sole per qualche giorno, anzi, se proprio non potete fare a meno di andare a spiaggia, coprite la ferita con delle garze sterilizzate e pulite ed evitate il più possibile che venga a contatto con sabbia o altri elementi che possano infettare ulteriormente la pelle.

Cosa fare

Prevenire è meglio che curare. Quindi, prima di buttarvi in acqua scrutate la superficie del mare e assicuratevi che non ci siano meduse. Potete sempre informarvi presso lo stabilimento o il personale di salvataggio. Il monitaraggio dei lidi è costante e quotidiano, pertanto potranno rassicurarvi o mettervi in guardia.

La prima cosa da chiarire è che non è la medusa a venirvi a cercare, conla chiara intenzione di attaccarvi. Siete voi che inavvertitamente vi imbattete nei suoi tentacoli.

Se state nuotando e vedete una medusa, non date per scontato che, siccome è lontana, non correte pericoli. Ciò che vedete è il loro “ombrello” ma non sapete quanto lunghi sono i loro tentacoli. In alcune specie questi raggiungono svariati metri di lunghezza. Quindi allontanatevi immediatamente, senza panico, nuotando con calma.

una medusa con ombrello trasparente e lunghi tentacoli nuota nel mare

In caso di contatto, e quindi di reazione, la prima cosa da fare è non andare in panico. Non vi ha colpito un cecchino e non state morendo. Meno vi agitate e meglio è.

Uscite dall’acqua e controllate di non avere filamenti o residui ancora attaccati alla pelle. Se è così, rimuoveteli utilizzando un coltellino, o della plastica rigida. Il vostro bancomat, carta di credito o tessera sanitaria andranno benissimo per grattare via i residui, ma non usate le mani nude.

Farmaci e pomate: cosa usare

Per quel che riguarda i rimedi farmaceutici o naturali, se è disponibile del personale di salvataggio, informatelo immediatamente. Dispongono di tutto l’occorrente per un primo soccorso. A seguire, evitate il fai da te.

Ciò che può funzionare con vostra zia, non è detto che funzioni con voi. Quindi, prima di prendere pomate al cortisone, miscele di acqua e bicarbonato o qualsiasi altra cosa, chiedete aiuto ad un farmacista o un medico. In caso di ustione importante, recatevi immediatamente al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino o chiamate il 112.