Partendo da Carlo Magno, a ritroso nel tempo, risaliamo la dinastia dei carolingi, fino al capostipite Carlo martello

Nel precedente articolo abbiamo parlato della leggendaria “Corona Ferrea” custodita in Italia nel Duomo di Monza, simbolo dell’Europa Cristiana e del Sacro Romano Impero nato il giorno di Natale dell’anno 800 d.C. con l’incoronazione a Roma di Carlo Magno.

Ma come si era sviluppata la conquista dell’Europa occidentale da parte della dinastia Carolingia proveniente dalla Francia ?

Come sempre, per capire la storia, bisogna partire secoli prima, più precisamente da Carlo Martello, antenato del più famoso Carlo Magno che conquistò poi l’Italia sconfiggendo i Longobardi nel 773 d.C.

Carlo Magno in un affreasco che lo rappresenta in una campagna davanti a una chiesa con mantello rosso e corona. Davanti a lui un cavaliere a cavallo e dietro di lui delle figure religiose
Carlo Magno

Da Carlo Magno a Carlo Martello, a ritroso nel tempo

Carlo Martello, nacque nel 690 d.C. in Francia, e fu il capostipite della famiglia carolingia. Ebbe due figli, Carlomanno (che morì in giovane età) e Pipino, detto il breve.

Quest'ultimo diventò poi il primo Re della dinastia francese dei Carolingi, mentre il nipote, Carlo Magno, espanse il regno dei Franchi in tutta Europa, fino a diventare il primo imperatore del nuovo Sacro Romano Impero, come abbiamo già avuto modo di raccontare in precedenza.

Tornado indietro nel tempo, è importante ricordare la figura di Carlo Martello perché è stato uno dei più grandi condottieri europei, nonché colui che fermò l’invasione araba proveniente dalla Spagna nel VIII sec. d.C.

Carlo magno in una rappresentazioe della dinastia dei carolingi - affresco

Carlo Martello, il difensore dell'Europa Cristiana

In quel tempo, in un’Europa e in una Francia ancora divisa, pur non avendo Carlo Martello un titolo regale, grazie alle sue capacità militari e politiche, riuscì a imporre il suo potere su tutta la Gallia, creando uno stato centralizzato e unito contro l’invasione mussulmana.

Fu così che nella famosa battaglia di Poitiers del 25 ottobre 732 d.C. sconfisse le truppe arabe di Abd al-Rahman

Una battaglia epica che vide contrapporsi i due eserciti in un'area vicino a Tours in Francia, circa 30.000 Franchi a piedi contro ben 60.000 cavalieri arabi.

Per diversi giorni i contendenti si osservarono a vicenda e finalmente, in una mattina di ottobre, l'esercito di Abd al-Rahman partì alla carica delle falangi franche. I fanti di Carlo Magno, con grande eroismo, respinsero l'attacco del nemico, colpendo e infilzando i cavalieri arabi.

Un vero massacro, che cessò solo al calare dell'oscurità, ma non appena spuntò l'alba del giorno dopo, la battaglia riprese con rinnovato vigore e continuò per diversi giorni, finché lo stesso Abd al-Rahman non venne ucciso sul campo.

Alla fine della battaglia i musulmani sconfitti ripiegarono in Spagna senza più il loro capo, mentre i Franchi esultarono per la grande vittoria.

Questa vittoria viene riconosciuta dalla maggior parte degli storici come un atto fondamentale per la conservazione della cultura occidentale, che in caso di sconfitta, probabilmente sarebbe stata spazzata via per sempre.

Onore quindi a Carlo Martello, l’antenato di Carlo Magno, che difese l’Europa Cristiana. 

Carlo Magno - battaglia di Poitiers
La battaglia di Poitiers

L'importanza della storia sche spesso si ripete

L’importanza della storia, che spesso si ripete

Ecco perché è importante la storia, anche per ricordare gli eroi che circa 13 secoli fa ci hanno permesso di costruire l’Europa che ancora oggi conosciamo, e che sempre più spesso viene minacciata.

Incredibile che a distanza di secoli proprio in Francia, di nuovo, si stia verificando uno scontro di civiltà, diverso dal passato quando venivano mossi gli eserciti, ma pur sempre con morti in attentati che sempre più spesso insanguinano le nostre città europee e soprattutto francesi.

Per questo diventa utile, anzi, direi fondamentale, riscoprire la storia, proprio come facciamo noi in questa rubrica settimanale.

ZetaTiElle Magazine
Condividi questo articolo