Nel 312 d.C. la Valle di Susa fu testimone dell’inizio della storia Cristiana in Europa.
Riprendiamo a parlare della Valle di Susa, in provincia di Torino, crocevia fondamentale della storia d’Italia e d’Europa.
Dopo avervi raccontato del passaggio di Carlo Magno in queste terre verso la conquista dell’Italia nel 773 d.C. (quando sconfisse i Longobardi), della Marchesa Adelaide di Susa che intorno all’anno mille diede il via al dominio dei Savoia imparentandosi con essi, è ora di tornare ancora più indietro, al tempo dell’Impero Romano.
A circa 30 Km. da Susa, tra la città di Rivoli e quella di Alpignano, proprio all’imbocco della valle, nell’autunno del 312 d.C. (in data non precisata) avvenne una delle battaglie più importanti dell’intera storia dell’umanità, uno di quegli eventi che mutarono la storia dell’Europa intera.

Dove avvenne la visione rivelatrice di Costantino?
Ancor oggi, gli storici sono purtroppo in disaccordo, ritenendo che la battaglia finale, e rivelatrice, avvenne a Ponte Milvio, ma ci sono alcune tracce storiche che fanno pensare che invece avvenne nella valle di Susa, nel luogo che vi ho indicato.
Stiamo parlando della famosissima battaglia fra Costantino contro Massenzio per il controllo dell’Impero Romano d’Occidente.
Sembra che Costantino, all’inizio dell’autunno del 312 d.C., stesse scendendo con le sue truppe dal passo del Monginevro, attraversando l’unica strada della Valle di Susa diretta a Torino.
Alla fine della valle, tra Rivoli ed Alpignano, si trovò la strada sbarrata dalle truppe di Massenzio, disposte a cuneo con la cavalleria pesante al centro.
Qui si inserisce il fatto storico noto a tutti (il quale sembra sia accaduto qui, in prossimità di Torino e non di Roma come tutti pensano) che avvenne la sera prima della battaglia, quando Costantino ebbe la visione di una Croce luminosa in cielo, nonché sentì una voce misteriosa che gli rivelava:
“In Hoc Signo Vinces” (con questo simbolo vincerai).
Durante la notte, ebbe poi anche il suggerimento di decorare i vessilli delle sue milizie con dei simboli cristiani.

I simboli cristiani che cambiarono la storia
Costantino prestò fede alla visione e fece apporre sugli stendardi il simbolo cristiano con il monogramma formato dalle iniziali (in greco) di Cristo “XP”.
Costantino fregiò con questo simbolo e con la croce cristiana anche l’elmo, lo scudo, la corazza e la spada, subito seguito da tutti i suoi soldati.
La cosa ebbe un’enorme importanza pratica nella battaglia, poiché i due eserciti contrapposti avevano le stesse divise, essendo entrambi composti da legionari romani.
La sostituzione dell’aquila romana di Giove con il “Cristogramma” sullo stendardo e l’apposizione della “Croce” sugli scudi dei legionari a lui fedeli, consentì ai soldati di Costantino di non fare confusione e di individuare immediatamente il nemico, consentendo la vittoria.

Un'epica vittoria di un'epica battaglia
L’epica battaglia, prima di Ponte Milvio, avvenne vicino a Torino, alle porte della Valle di Susa
Fu così che ebbe origine l’epica vittoria di Costantino nella piana tra Rivoli ad Alpignano vicino a Torino, e non a Ponte Milvio.
Ce lo ricorda uno storico del tempo poco conosciuto ma citato in un unico libro di epoca moderna, che tra l’altro ci indica anche con esattezza come erano disposte le truppe in campo nel momento dell’inizio della battaglia.
Tanto è vero che nel 1900 venne innalzata sul vicino monte Musinè, muto osservatore naturale della battaglia, una croce bianca a ricordo del fatto storico conosciuto da pochi.
Questa croce fu poi consacrata il 22 settembre 1912, esattamente dopo 16 secoli dalla famosa battaglia (presunta data il 22 settembre del 312 d.C.), e da allora è lì, ben visibile dalla strada a valle e raggiungibile a piedi con un sentiero in un paio d’ore.

La marcia di Costantino
Pochissimi ne conoscono il significato passando per la strada statale che ancora oggi percorre tutta la Valle di Susa.
Per la cronaca, la marcia trionfale di Costantino in Italia continuò verso Roma, dove il 29 ottobre del 312 d.C. a Ponte Milvio, in località Saxa Rubra, sconfisse definitivamente Massenzio, diventando così il supremo e solo capo dell’intero Impero Romano d’Occidente.
Egli entrò quindi trionfalmente in Roma, padrone incontrastato dell’Europa occidentale e patrono dei Cristiani.
La storia si era compiuta. Ma ancora una volta tutto aveva avuto inizio nella Valle di Susa, vicino a Torino, crocevia della nostra storia da secoli.











