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Le Residenze Sabaude, patrimonio universale di arte e storia, ritornano ad aprire le porte ai cittadini e ai turisti. Dopo una lunga chiusura dovuta al lockdown, riparte anche il progetto “Reali Sensi”, l’iniziativa di Torino Turismo e Provincia.

Il complesso delle Residenze Sabaude è stato dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1997.

Ma quando racconto a qualche amico di fuori regione delle Residenze Sabaude, scorgo sempre nei suoi occhi lo stupore nello scoprire che sono ben 23.

Ma quali sono le Residenze Sabaude?

Tutti conoscono la Reggia di Venaria, quasi tutti Palazzo Reale e Palazzo Madama a Torino, moltissimi il Castello del Valentino, molti la Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Castello di Rivoli. E siamo a 6.

Ma quali sono le altre 17 Residenze Sabaude ?

Vi sfido a far mente locale e a conteggiare tutte quelle che conoscete o avete visitato.

Difficilmente arriverete a 23, anche se alcune, poco conosciute, sono delle vere e proprie perle preziose di arte, storia e cultura. Altre sono state completamente dimenticate.

I motivi per cui le Residenze Sabaude sono patrimonio dell’umanità 

Ma prima di riscoprirle tutte, rivediamo quali sono stati i motivi che le hanno elevate, giustamente, a patrimonio dell’umanità.

Arte e architettura barocca

Innanzi tutto, le Residenze Sabaude sono una testimonianza immortale dell’arte e dell’architettura barocca e tardo barocca, realizzata nel corso di molti decenni da architetti geniali come Guarino Guarini e Filippo Juvarra, che hanno dato ai palazzi le forme curvilinee tipiche del ‘700 barocco, ma anche, e non di meno importanti, Ascanio Vitozzi, Benedetto Alfieri, Amedeo di Castellamonte.

La pianificazione urbanistica e la creazione di queste opere monumentali sono state espressione della monarchia assoluta dei tempi, secondo un progetto strategico della casata sabauda che ha attraversato i secoli.

Nate nel 1563 per volere del Duca Emanuele Filiberto quando trasferì la capitale da Chambery a Torino, le Residenze Sabaude raggiunsero il loro apice all’inizio del Settecento per celebrare il potere assoluto dei Savoia.

Per questo le Residenze Sabaude costituiscono un esempio eccezionale, forse unico al mondo, di questa strategia e dei più alti stili del Barocco, con un complesso di Residenze che creano una perfetta simbiosi tra cultura e natura, spaziando dal centro della città alla così detta “Corona di Delizie” concentrica e fuori Torino, per finire in altri castelli sparsi per il Piemonte.

Scopriamo quali sono le 23 Residenze Sabaude

Scopriamo adesso la sospirata lista, e le loro caratteristiche, di tutte le 23 Residenze Sabaude.

In Torino

Partendo dal centro della città di Torino, ossia dalla cosiddetta zona di comando della dinastia Sabauda, troviamo l’imponente Palazzo Reale, centro del potere e luogo di rappresentanza della magnificenza dinastica.

Quindi Palazzo Chiablese, confinante a ovest del Palazzo Reale, residenza dei principi di casa Savoia fino al 1753 quando diventò quella di Benedetto Maria Maurizio Duca del Chiablese, da cui deriva il nome.

Collegate al Palazzo Reale abbiamo anche la Biblioteca Reale, custode di più di 200mila libri e manoscritti tra cui il Codice sul volo degli uccelli di Leonardo da Vinci, l’Armeria Reale, una delle collezioni di armi e armature tra le più importanti del mondo, e il Palazzo del Governo, ex Regie Segreterie di Stato, ora Prefettura di Torino.

Reali sensi - Il Palazzo Reale di Torino di notte illuminato in modo molto suggestivo

Le residenze diventano Teatro, Archivio, Accademia e…

Segue, continuando sotto i portici dopo la Prefettura, il Teatro Regio, realizzato tra il 1738 e 1740 su disegno di Benedetto Alfieri, quindi distrutto dall’incendio del 1936 e ricostruito tra il 1965 e il 1973.

Vicino al teatro troviamo l’Archivio di Stato di Torino (ex archivio di Corte), il quale costudisce 14 secoli di storia, dall’anno 726 (del primo documento ancora presente) fino ai giorni d’oggi.

Non distanti dal centro fanno parte delle Residenze Sabaude l’Accademia Militare e la Cavallerizza Reale, anch’esse opere del Settecento che purtroppo sono state mal conservate.

Non ha avuto vita migliore la storica Regia Zecca, dietro al Teatro Regio in Via Verdi, trasformata in Questura dei giorni nostri.

Elegante si erge invece nel centro città in Piazza Castello, a poca distanza dal Palazzo Reale a cui una volta era collegato, il famoso Palazzo Madama, abitato dalle due Madame Reali che le hanno dato il nome e con la magnifica facciata barocca dello Juvarra.

Poco distante, in Via Accademia delle Scienze, abbiamo Palazzo Carignano costruito da Guarino Guarini a partire dal 1679 per il ramo collaterale dei Savoia, i principi di Carignano. Al suo interno troviamo il Museo del Risorgimento, il più importante d’Italia.

Quindi il Castello del Valentino sul Po e immerso nell’omonimo parco, villa fluviale trasformata in palazzo di corte per Cristina di Francia, la prima Madama Reale. Di grande fascino, è stato teatro di memorabili feste reali.

E infine, sempre a Torino, sulla collina proprio di fronte alla rettilinea Via Po che conduce al centro della città, ecco la meravigliosa Villa della Regina, che prese questo nome da Anna d’Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, che nel 1713 assunse il titolo regio.

Fuori Torino, invece, abbiamo le seguenti splendide altre residenze, soprattutto di caccia e di piacere.

Reali Sensi - Villa della Regina
Reali Sensi – Residenze Sabaude – Villa della Regina

Le residenze fuori Torino

Sulla collina il non così noto Castello di Moncalieri, oggi in parte caserma dei Carabinieri ma che ha visto passare nelle sue stanze la storia, come il famoso Proclama di Moncalieri. Oggi, solo parzialmente visitabile.

Il Castello di Rivoli, ora Museo d’Arte Contemporanea ma uno dei più antichi castelli della dinastia sabauda. Trasformato nei secoli, vide l’ultimo tocco di Filippo Juvarra, che però non riuscì a completare il suo progetto di una grandiosa reggia.

Rimane intatto l’asse prospettico che collega il Castello di Rivoli alla Basilica di Superga sulla collina torinese opposta, altra opera immortale dello Juvarra e tomba dei Savoia.

Quindi, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, altro esempio del genio Juvarriano, che qui realizzò delle simmetrie perfette (bracci a X dal salone delle feste verso l’esterno) nella splendida costruzione barocca da lui completamente ideata.

In tale crescendo ecco giungere alla Reggia di Venaria Reale, la più grandiosa delle residenze componenti la “Corona delle Delizie”, esterne e concentriche a Torino. Di tutte le sue bellezze ricordiamo la Galleria Grande, ancora un’opera di Filippo Juvarra, che per magnificenza faceva, e fa, concorrenza alla galleria degli specchi di Versailles.

I castelli

Non lontano dalla Reggia, a circa 2 km., possiamo trovare il Castello della Mandria, residenza prediletta del primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II che qui amava vivere con la sua amante, la Bella Rosina.

Verso Ivrea, ma ancora in provincia di Torino, troviamo il Castello Ducale di Agliè, appartenuto a una delle più antiche famiglie nobiliari piemontesi, i Conti di San Martino.

In provincia di Cuneo si trova invece il Castello Reale di Racconigi che dall’inizio del Seicento diventò residenza dei Savoia-Carignano, ramo collaterale della dinastia regnate. Fu la residenza prediletta dell’ultimo Re d’Italia.

Non lontano da Racconigi è interessante riscoprire il Castello di Pollenzo, luogo di villeggiatura ottocentesco poi trasformato in centro vitivinicolo dal Re Carlo Alberto nel 1849. Tanto è vero che oggi il castello, e gli edifici adiacenti, ospitano l’Università di Scienze Gastronomiche, l’unico ateneo in Italia dedicato alla cultura del cibo e del vino.

Finiamo con il Castello di Govone, anch’esso in provincia di Cuneo e sopra la collina che domina l’omonima cittadina. Di origine medievale fu ricostruito nelle forme barocche dai Conti Solaro, e solo nell’Ottocento passò ai Savoia.

Prossimamente, andremo alla loro riscoperta, vedendole però con occhi diversi, andando alla ricerca di particolari fatti, eventi e personaggi che le hanno rese immortali.

Reali Sensi 2020

Per vivere al meglio le vostre visite in questi luoghi che sono la storia d’Italia, ritorna anche “Reali Sensi” edizione 2020, il progetto che ripropone, attraverso un calendario di visite guidate “tematiche curiose ed inedite”, come egregiamente definite sul sito ufficiale, per scoprire i luoghi, le sale e i giardini regali, in un’esperienza unica.

Un percorso che è iniziato il 21 giugno e che andrà avanti fino a quest’autunno.

Le principali Residenze Reali Sabaude del Piemonte saranno accessibili con un ricco calendario di appuntamenti dedicati, appunto, ai “cinque sensi”.

Ripartire insieme e fare le vacanze in Italia parte da qui: dal riscoprire l’Italia e farsi sopraffare dalle sue bellezze.

Il Piemonte vi aspetta.

Reali Sensi il logo del progetto per le visite alle residenze sabaude
“Reali Sensi”