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Siracusa, un fazzoletto di terra che racchiude 3000 anni di storia mediterranea

L’Italia è stata non solo culla di grandi civiltà, ma anche ospite di altre popolazioni che hanno fatto la storia dell’umanità, come quella dell’antica Grecia.

Dopo il viaggio a Matera, scendiamo quindi ancora più a Sud per scoprire il sito di Siracusa e della Necropoli rocciosa di Pantalica, posizionate sulla costa mediterranea della Sicilia sud-orientale.

Questo zona, di eccezionale importanza storica per tutta l’Europa occidentale, si compone di due elementi separati, l’antica città di Siracusa e la Necropoli rocciosa di Pantalica, che insieme sono testimoni della cultura mediterranea attraverso i secoli.

Siracusa, dalla Grecia antica al Barocco

L’antico cuore pulsante di Siracusa è ancor’oggi costituito da Ortigia, centro storico della città, praticamente un’isola abitata da circa 3000 anni, e oggi collegata alla terraferma da due ponti.

Ricordiamo che Siracusa fu la seconda colonia greca fondata in Sicilia ad opera dei Corinzi nel 743 d.C., descritta già nell’antichità da Cicerone come “la più grande città greca e la più bella di tutte”, rivaleggiando addirittura con Atene.

Siracusa, detta allora “Pentapoli“, era appunto costituita da cinque parti, ancora visibili oggi, di cui Ortigia è la base di tutti gli sviluppi urbanistici e architettonici delle successive epoche.

In questa zona, sviluppatesi sul mare a coronamento di un suggestivo paesaggio naturale, troviamo fra i resti più remoti, il tempio di Apollo, il più antico della Grecia occidentale (VI secolo a.C.) realizzato in stile dorico, e il tempio di Atena, eretto per la vittoria di Gelone sui Cartaginesi nel 480 d.C., riutilizzato come chiesa dal VI secolo d.C. e ricostruito come cattedrale barocca alla fine del XVII secolo, ora Duomo della città.

Il Duomo e le Latomie

Il Duomo di Siracusa vanta una delle più belle facciate della Sicilia, con suggestivi elementi barocchi e rococò, mentre l’interno ospita un magnifico crocefisso di epoca bizantina.

Siracusa, il duomo, con un'alta torre all'angolo, la facciata è chiara ed è adornata di colonne. ai lati della scalinata centrale si ergono due statue

L’area più antica, detta la “Neapolis” contiene invece i resti archeologici di un teatro greco, l’anfiteatro romano, la Latomia del Paradiso, e la cosiddetta Tomba di Archimede.

Le Latomie erano delle cave di pietra, utilizzate nell’antichità come prigioni, di cui la più famosa è quella detta del Paradiso, che ospita l’Orecchio di Dionisio, proprio sotto il teatro greco.

Qui, Dionisio di Siracusa, noto tiranno della città nell’antichità, era solito ascoltare i discorsi dei nemici imprigionati, grazie alla particolare forma della grotta sotterranea, in grado di amplificare i suoni fino a 16 volte.

La presunta tomba di Archimede è invece una grotta artificiale scavata nella pietra calcarea, sempre all’interno del parco archeologico della Neapolis, ma nella parte più a nord della necropoli di Grotticelle.

Una latomia, cioè una caverna nella roccia bianca della montagna

L’incontro di civiltà diverse ha reso Siracusa unica al mondo

A parte i resti della Grecia antica, molte altre strutture attestano il continuo sviluppo della città attraverso l’epoca romana prima, e poi successivamente con i Bizantini e i Borboni, intervallati dagli Arabo-Musulmani, dai Normanni, dagli Aragonesi e dal Regno delle Due Sicilie.

Magnifico risulta essere il Castello Maniace, costruito da Federico II di Svevia nel 1200 sulla punta estrema dell’isola di Ortigia, con una vista spettacolare sul mare che sembra dominare come la casata che lo costruì.

Sebbene Siracusa sia stata poi colpita dall’urbanizzazione e dall’espansione nella seconda metà del XIX secolo, la maggior parte delle strutture che risalgono ai suoi periodi di splendore, sono ancora oggi intatte.

Una città straordinaria, non così valorizzata come meriterebbe, dove in circa mezzo chilometro quadrato, un fazzoletto di terra, sono racchiusi 3000 anni di storia.

Lo straordinario paesaggio della Necropoli rocciosa di Pantalica

Ma Siracusa non è solo questo. A circa 40 chilometri dalla città sorge la Necropoli di Pantalica, posta su uno sperone roccioso dove circa 5000 tombe sono state scavate nella roccia tra il XIII e l’VIII sec. a.C.

Nonostante le tombe siano state saccheggiate in diversi periodi, la Necropoli rocciosa di Pantalica ha un elevato livello di autenticità grazie alla sua integrità, al buon livello di conservazione e all’assenza di sviluppi moderni.

Rappresenta un paesaggio straordinario come lo era in un preciso periodo storico, senza variazioni significative nei tempi successivi.

Associate alle tombe ci sono anche i resti di abitazioni risalenti al periodo della colonizzazione greca, come il noto Anaktoron, il Palazzo del Principe di quei tempi lontani.

Forse addirittura precedente ai greci, visto che esso risulta molto simile ai palazzi micenei, civiltà mediterranea incontrastata prima dell’avvento al potere dell’antica Grecia.

Praticamente, una zona storica-geografica dove civiltà diverse si sono incontrate attraverso i secoli, lasciando tracce indelebili e significative del progresso umano nell’area mediterranea.

Riassumendo, è per questo che i due siti di Siracusa e Pantalica sono stati inseriti nel 1999 nel patrimonio culturale Unesco, perché la stratificazione culturale, architettonica e artistica di questi luoghi testimonia in modo eccezionale la storia e la diversità sociale della regione siracusana in tre millenni, passando dall’antico periodo greco al barocco.

Lo straordinario paesaggio della Necropoli rocciosa di Pantalica

Riserve Naturali e Saline

Oltre alle bellissime spiagge, la provincia di Siracusa gode di alcune bellezze naturali straordinarie e suggestive.

Una di queste e la riserva naturale del fiume Ciane.

L’orgine di questo fiume è legato ad una leggenda alquanto affascinante. si narra che Ade, Dio dei morti e delle ombre, si innamorò di Persefone, filgia di Zeus, e pur di averla la rapì. La ninfa Ciane cercò di fermarlo aggrappandosi al suo cocchio e Ade, infuriato la trasformò in acqua di fonte. Si narra ancora che il giovane Anapo, innamorato di Ciane, quando vide la sua bella trasformarsi in acqua decise di di farsi mutare anche lui in fiume.

Da allora, Siracusa celebra ogni anno le Coree, delle feste in onore di Persefone, immergendo dei tori nelle acque del fiume.

La riserva naturale, istituita nel 1984, questa zona è una splendida oasi che nasce con lo scopo di conservare l’ambiente naturale delle saline e salvaguardare il papiro. Infatti, ospita esemplari di papiro, alti diversi metri, di cannucca di palude e di giaggiolo acquatico.

Le saline di Siracusa sono fin dal 1600, per volere del barone Giuseppe Bonanni, un patrimonio importante dal punto di vista economico. Fino a pochi decenni fa, le saline erano ancora sfruttate e l’attività estrattiva era florida. la crisi degli anni ’80 ha messo in disuso il settore e le saline sono state abbandonate. Ma non tutto il male vien per nuocere. Infatti, oggi sono fondamentali per la conservazione di alcune specie migratorie. Ospitano, infatti, gli uccelli che due volte all’anno si spostano da nord a sud. Qui, trovano un luogo adatto per rifocillarsi e riposarsi prima di riprendere il loro viaggio L

Un’altra perla della nostra magnifica Italia, che non finisce mai di stupirci.