“Side A – storie a 45 giri”: John Lennon e (Just Like) Starting Over, il ritorno più fragiledella storia del pop
Ci sono canzoni che parlano di nuovi inizi quando il mondo sembra pronto ad ascoltarle, e altre che arrivano quando il mondo ha già deciso di andare altrove. (Just Like) Starting Over appartiene a questa seconda, più fragile categoria. Quando uscì, alla fine del 1980, non suonava come un evento, non pretendeva attenzione, non cercava di rimettere John Lennon al centro del discorso pop. Sembrava quasi una canzone fuori tempo massimo, un sorriso appena accennato in un’epoca che stava imparando a convivere con il disincanto.
Eppure, proprio per questo, col tempo è diventata una delle sue dichiarazioni più sincere. Non un manifesto, non un addio consapevole, ma il tentativo, umano e imperfetto, di rimettere in moto qualcosa dopo il silenzio. Non il ritorno di un’icona, ma il gesto semplice di chi prova a ricominciare senza sapere davvero come andrà a finire.
Fine anni Settanta: quando le utopie si spengono piano
Per capire (Just Like) Starting Over bisogna guardare al clima di fine anni Settanta, a quel momento sospeso in cui le grandi azioni collettive avevano già perso forza, ma non erano ancora state sostituite da qualcosa di altrettanto solido. Il rock aveva smesso da tempo di credere alla propria missione salvifica; il punk aveva già consumato la sua carica distruttiva; la new wave stava trasformando il disagio in stile. Il pubblico, più che messaggi, cercava riconoscibilità. Più che visioni, voleva sopravvivere al rumore di fondo.
In questo contesto, Lennon era diventato una figura quasi mitologica, per la propria assenza dalla scena: ex Beatle, simbolo politico, voce di un’epoca che sembrava definitivamente archiviata.
Il suo silenzio discografico durava da cinque anni, un’assenza che il mondo della musica aveva imparato a metabolizzare. (Just Like) Starting Over non arriva per rispondere a una domanda del pubblico, perché quella domanda, semplicemente, non c’era più. Arriva come un oggetto estraneo, volutamente rétro, costruito su un linguaggio che guarda agli anni Cinquanta, al rock’n’roll delle origini, come se il tempo potesse essere riavvolto non per nostalgia, ma per necessità. È una canzone che sembra dire: non so dove siamo arrivati, ma so da dove posso ripartire.
Welcome back John
Il vero cuore di (Just Like) Starting Over non è il suono, ma il gesto che rappresenta. Lennon torna a fare musica dopo anni dedicati alla vita privata, alla paternità, a un’esistenza volutamente defilata. E sceglie di farlo non con una canzone impegnata, non con un attacco politico, ma con una dichiarazione affettiva.
“Our life together is so precious together”: non è l’incipit di un’epopea, è una frase che potrebbe appartenere a chiunque.
Musicalmente, la canzone gioca con leggerezza. C’è ironia, c’è auto-consapevolezza, c’è persino un sorriso nella struttura spezzata, in quel cambio improvviso che sembra ammiccare al passato senza mai scivolare nella parodia. John Lennon non sta cercando di dimostrare nulla. Non deve più essere il portavoce di nessuno. E proprio per questo, paradossalmente, il suo ritorno risulta più credibile di qualsiasi grande rientro orchestrato. (Just Like) Starting Over non promette redenzione: promette solo un tentativo.
1980: l’anno che cambia il peso delle parole
Poi c’è il 1980. Un anno che, per questa canzone, pesa più del disco stesso. All’uscita, (Just Like) Starting Over viene accolta come un ritorno riuscito, elegante, forse un po’ anacronistico, ma sincero. Funziona, viene ascoltata, entra nel flusso normale della musica pop, diventa un tormentone radiofonico. Poi il tempo si spezza. La morte di Lennon, improvvisa e brutale, trasforma ogni verso in una superficie riflettente, carica di significati non previsti.
È qui che il rischio della retorica diventa massimo.
(Just Like) Starting Over non è una canzone scritta per essere un addio, e leggerla solo in quella chiave sarebbe una forzatura. Piuttosto, è il documento di un momento sospeso, di un futuro immaginato che non ha avuto il tempo di compiersi. Il suo peso emotivo nasce proprio da questa frattura: non da ciò che dice, ma da ciò che non ha potuto diventare.
John Lennon dentro la canzone
In (Just Like) Starting Over, John Lennon non è l’icona, non è il simbolo, non è il martire. È una voce che accetta la propria vulnerabilità. Canta il rapporto con Yoko Ono non come dichiarazione ideologica, ma come spazio reale, quotidiano, imperfetto. Non c’è messaggio universale, se non quello, molto semplice, che ricominciare è sempre un atto rischioso.
La sua interpretazione è leggera, quasi disarmante. Non c’è rabbia, non c’è rivendicazione politica. C’è un uomo che sembra consapevole del proprio passato, ma che non vuole più esserne prigioniero. In questo senso, (Just Like) Starting Over è forse una delle canzoni più adulte di Lennon: perché rinuncia alla pretesa di dire qualcosa di definitivo. E accetta, finalmente, il valore del provvisorio.
Side A: un 45 giri per la ripartenza
Prodotta da Jack Douglas, la canzone evita ogni eccesso. Il falsetto iniziale, il ritmo controllato, il bridge che spezza la linearità: tutto contribuisce a creare un’atmosfera di leggerezza studiata, mai superficiale. È una canzone che sembra quasi non voler essere importante, che rifugge la monumentalità. Ed è proprio questa scelta a renderla significativa.
Nel panorama del pop di inizio anni Ottanta, (Just Like) Starting Over non detta una direzione, non inaugura una moda. Si limita a esistere. Ma in quella esistenza discreta c’è una forza rara: la capacità di parlare a chi ascolta senza alzare la voce.
Riascoltata oggi, (Just Like) Starting Over non offre soluzioni, né consolazioni facili. Non promette che tutto andrà bene.
Suggerisce, piuttosto, che ricominciare è un atto fragile, spesso silenzioso, che non ha bisogno di grandi dichiarazioni. È una canzone che non chiede di essere seguita, ma semplicemente ascoltata.
Forse è per questo che funziona così bene come primo “Side A” dell’anno nuovo. Non come augurio, ma come possibilità. In un tempo che tende a sovraccaricare ogni inizio di aspettative, John Lennon ci ricorda, che a volte ricominciare significa solo accettare di rimettere il disco sul piatto, abbassare la puntina, e vedere cosa succede.
E per un 45 giri, ancora una volta, non è poco: soprattutto se si vuole raccontare una storia.
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