Ultimo: concerto record anche per parcheggi da incubo e richieste di rimborso

Ci sono concerti per i quali basta infilarsi in macchina, seguire il navigatore, parcheggiare e pensare: “Bene, ci siamo”. Poi c’è il concerto di Ultimo a Tor Vergata, dove il concetto di “ci siamo” richiede una certa elasticità geografica, perché chi c’era, sicuramente, si ricorderà di quell’evento per molto tempo e non solo per il concerto, ma anche per il parcheggio.

Un bug che, curiosamente, non ha ricevuto la stessa attenzione riservata nei giorni precedenti alla cosiddetta “perfetta organizzazione” dell’evento. Per giorni, infatti, su tutte le reti televisive, comprese quelle nazionali, sui social e sulle piattaforme dedicate alla musica, si è parlato del concerto dei record – prima, durante e dopo, fino allo sfinimento – celebrandone numeri, gestione e macchina organizzativa. Tutto giustamente raccontato e applaudito.

Eppure, dentro quella macchina enorme, qualcosa evidentemente ha girato in modo decisamente meno perfetto: il sistema di prenotazione dei parcheggi. Una piccola crepa in un’organizzazione raccontata come impeccabile, che per alcuni spettatori si è trasformata in una bella dose di nervosismo.

Il record di Ultimo

Il 4 luglio Roma ha assistito a uno degli eventi musicali più imponenti mai organizzati nella Capitale – ma non “il più”, perchè il concerto “When in Rome” dei Genesis del 2007 al circo Massimo, ha visto più di 500mila spettatori – con circa 250mila spettatori arrivati nell’area di Tor Vergata, molti dei quali si sono sistemati con tende da campeggio addirittura una settimana prima dell’appuntamento. Sotto il sole bollente di luglio, dentro uno spazio di oltre 150mila metri quadrati, è nata di fatto una delle arene per concerti più grandi d’Europa. Numeri enormi, logistica enorme, aspettative enormi.

L’organizzazione ha raccolto applausi per diversi aspetti: sono stati distribuiti rifornimenti d’acqua alle persone in attesa, gli spazi sono stati suddivisi in diversi “pit” e sono state predisposte strutture pensate per gestire una folla delle dimensioni di una piccola città. Anche il parcheggio, naturalmente, faceva parte della grande macchina organizzativa.

Ed eccoci al dettaglio che interessa particolarmente chi ha deciso di arrivare in automobile: quando prenoti un posto auto online, di solito immagini che il grosso del problema sia risolto. Paghi, ricevi la conferma, parcheggi e vai verso il concerto. Una faccenda quasi matematica. Peccato che, per alcuni spettatori, la storia abbia preso una piega decisamente più avventurosa.

Il parcheggio non è l’Ultimo dei problemi…

Il parcheggio, nell’immaginario collettivo, rappresenta la parte meno romantica di qualsiasi concerto. Nessuno scrive poesie su un’area di sosta, nessuno compra una maglietta con scritto “Io c’ero al parcheggio di Tor Vergata”. Eppure, quando si organizza un evento da 250mila persone, trovare un posto dove lasciare l’automobile diventa una questione fondamentale. Per questo molte persone hanno scelto di prenotare online il posto auto, confidando in una semplice equazione: acquisto il parcheggio, arrivo sul posto, lascio la macchina e raggiungo l’arena. Tutto giusto, ma…c’è un ma.

Volendo anche sorvolare sul fatto che il parcheggio non fosse esattamente a pochi passi dai “pit”, visto che per raggiungerli occorreva affrontare a piedi un percorso che ricordava più il Cammino di Compostela che il tragitto verso un concerto, ci sono altri due dettagli sui quali diventa decisamente più difficile glissare: il prezzo e il colossale disservizio nelle prenotazioni online. Per una giornata di parcheggio si arrivava infatti a spendere tra i 45 e i 95 euro. Una cifra che, a seconda della tipologia di biglietto, poteva arrivare a sfiorare o addirittura eguagliare il costo dell’ingresso al concerto. E se pensate che sia finita qui, vi devo deludere perché è proprio il caso di dire “oltre al danno, la beffa”, visto quanto dichiarato dall’Associazione Codici.

 Provarci sempre fino all’Ultimo, non sempre paga…

Secondo quanto riportato dagli utenti, in molti casi il sistema di pagamento ha restituito un messaggio di errore o di ‘prenotazione cancellata’ senza fornire alcuna e-mail di conferma – dichiara Leonardo Capra, avvocato di Codici –. Ritenendo l’operazione non andata a buon fine, diversi acquirenti hanno ripetuto il tentativo di acquisto una o più volte. Solo in un secondo momento, in alcuni casi addirittura nella notte successiva, sono arrivate le conferme di tutte le prenotazioni effettuate, con il conseguente addebito multiplo sulla carta di pagamento per un unico posto auto”.

In buona sostanza, alcuni utenti, durante il pagamento online, avrebbero visualizzato messaggi di errore o indicazioni relative alla cancellazione della prenotazione. Nessuna e-mail di conferma arrivata nell’immediato, nessuna certezza sull’esito dell’operazione.

E allora, come farebbe chiunque desideri semplicemente assicurarsi un posto auto prima che sia troppo tardi? Riprovare. Una volta, magari due, in qualche caso anche di più. Il problema è emerso successivamente, quando le conferme relative alle diverse operazioni hanno iniziato ad arrivare, anche a distanza di parecchie ore e, secondo alcune segnalazioni, persino durante la notte successiva.

A quel punto l’utente si è trovato davanti a una sorpresa piuttosto sgradevole: sulla carta si è ritrovato più addebiti per altrettante prenotazioni, mentre l’esigenza iniziale riguardava un solo posto auto.

Un Ultimo consiglio: come farsi rimborsare

Le conferme sarebbero arrivate soltanto in un secondo momento, anche durante la notte successiva, rendendo evidente che il sistema aveva registrato tutte le operazioni. Per chi si è ritrovato con più addebiti, il problema assume quindi una dimensione concreta e immediata. Non si parla di una semplice seccatura informatica, visto che sulla carta compaiono somme relative a prenotazioni che il consumatore intendeva effettuare una sola volta.

Codici ha annunciato di essersi attivata per chiedere il rimborso dei consumatori danneggiati e invita gli spettatori coinvolti a segnalare il proprio caso. La documentazione può avere un ruolo importante nella ricostruzione della vicenda. Ricevute, estratti conto, screenshot degli errori comparsi durante la procedura ed eventuali messaggi scambiati con il servizio di assistenza possono aiutare a mettere in ordine la sequenza degli eventi.

Chi ritiene di aver subito addebiti multipli o comunque non richiesti per la prenotazione del parcheggio può rivolgersi a Codici attraverso l’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org. L’associazione indica anche il numero 06 5571996 per informazioni e assistenza e il contatto WhatsApp 375 7793480.

Peccato che questa informazione non trovi il giusto spazio mediatico che è stato riservato a tutta la promozione dell’evento, ma si sa, “raccontare dei successi e dei fischi non parlarne mai…

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Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice del Magazine. Giornalista, speaker radiofonica, attualmente co-conduttrice del programma "Sempre più in Zetatielle" su RID96.8FM Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto, giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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