Arisa e Rocco Hunt sono i due nomi che raccontano al meglio il Sanremo 2014. Il Festival numero 64, infatti, consegna alla storia una vittoria intensa e silenziosa con “Controvento” e, allo stesso tempo, apre definitivamente le porte a una nuova generazione con il rap di “Nu juorno buono”. Sanremo 2014 non è l’edizione dei grandi numeri, ma è una fotografia fedele del suo tempo. In un’Italia stanca, attraversata da cambiamenti politici, sociali e culturali, la musica torna a essere racconto personale, presa di posizione emotiva, resistenza. Arisa vince tra i Big, Rocco Hunt tra le Nuove Proposte. Due percorsi diversi, un’unica direzione: andare avanti anche quando tutto spinge indietro.
Il 2014 tra crisi, cambiamenti e nuova musica italiana
Il 2014 segna un passaggio netto. In Italia cambia il linguaggio della politica, con l’arrivo di Matteo Renzi alla guida del governo. L’economia resta fragile, il lavoro diventa sempre più incerto, soprattutto per i giovani. Nel mondo esplodono nuove tensioni geopolitiche, dalla crisi ucraina ai conflitti in Medio Oriente.
Anche il mercato musicale vive una trasformazione profonda: lo streaming prende piede, i dischi fisici arretrano, il pop italiano cerca nuove forme di identità. Cresce l’attenzione per il cantautorato emotivo, per il rap, per i linguaggi urbani. Il Festival di Sanremo, specchio della società, intercetta questa fase di transizione. Le canzoni parlano di fragilità, di lotta interiore, di riscatto. “Controvento” diventa il simbolo di un anno che chiede coraggio e consapevolezza.
Il Festival di Sanremo 2014: Fazio, Littizzetto e Mauro Pagani
Il 64° Festival di Sanremo va in scena con la conduzione di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, una coppia che punta su eleganza, ironia (non misurata) e centralità delle canzoni. Alla direzione musicale e dell’orchestra c’è Mauro Pagani, figura chiave della musica italiana, che imprime all’edizione un suono pulito, coerente e privo di eccessi. Il Festival sceglie una linea sobria, quasi anti-spettacolare, privilegiando testi e interpretazioni rispetto al clamore televisivo.
Gli ascolti risultano bassi: Sanremo 2014 è la terza edizione meno vista di sempre, segno di una distanza crescente tra il rito sanremese e il pubblico generalista. Il podio finale racconta però una fotografia precisa della musica italiana di quegli anni: Arisa vince con “Controvento”, al secondo posto si classifica Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots con “Liberi o no”, mentre Renzo Rubino con “Ora” conquista il terzo gradino del podio.
La sezione Nuove Proposte conferma l’attenzione verso il futuro della canzone italiana: oltre alla vittoria di Rocco Hunt, tra i partecipanti figurano anche Diodato e Filippo Graziani, nomi destinati a lasciare un segno, seppur con strade diverse, nel panorama musicale nazionale.
Un Festival poco rumoroso, ma musicalmente significativo, capace di premiare qualità, ricerca e identità artistica.
Arisa e “Controvento”: la voce, la tecnica e l’identità artistica
Arisa arriva al Festival di Sanremo 2014 in una fase di piena maturità artistica. Dopo l’esordio vincente con “Sincerità” e una serie di successi che includono brani come “La notte” (capolavoro assoluto), “Meraviglioso amore mio” e “L’amore è un’altra cosa”, costruisce un percorso coerente, fondato sulla qualità interpretativa.
“Controvento” rappresenta una sintesi perfetta della sua identità musicale. Il brano procede su una struttura classica, sostenuta da un arrangiamento essenziale che mette al centro la voce. Arisa possiede un timbro inimitabile, capace di passare con naturalezza dal registro grave a quello più acuto, con un controllo tecnico che pochi interpreti possono vantare nel panorama della musica italiana contemporanea. L’uso del vibrato, la gestione del fiato e la precisione dell’intonazione rendono ogni esecuzione credibile e intensa. Potrebbe cantare anche l’elenco telefonico e avrebbe successo, perché riesce a trasformare qualsiasi testo in racconto emotivo.
Parallelamente alla carriera musicale, Arisa sviluppa anche un percorso da attrice, partecipando a film e produzioni teatrali che ne valorizzano la sensibilità espressiva. La vittoria con “Controvento” a Sanremo 2014 certifica definitivamente Arisa come una delle interpreti più complete, versatili e autorevoli della scena musicale italiana.
Rocco Hunt e il rap napoletano che entra a Sanremo
Rocco Hunt, all’anagrafe Rocco Pagliarulo, è il rapper salernitano che nel Festival di Sanremo 2014 porta il rap “made in Napoli” sul palco dell’Ariston con naturalezza e credibilità. Cresce in una scena urbana viva, dove il dialetto diventa lingua espressiva e strumento identitario. Con “Nu juorno buono” vince tra le Nuove Proposte, diventando il primo rapper a conquistare Sanremo in quella categoria. Il brano racconta riscatto sociale, quotidianità e speranza, con uno stile diretto che dialoga con la tradizione del rap partenopeo.
Fin dagli esordi Rocco Hunt costruisce la propria carriera attraverso collaborazioni importanti: lavora con Clementino, Ensi, DJ Shablo, J-Ax, Boomdabash e altri protagonisti della musica italiana, mostrando apertura e versatilità.
Il rapporto con Clementino rappresenta un punto centrale del suo percorso: i due condividono radici culturali, linguaggio e una visione comune del rap come racconto sociale. La loro collaborazione va oltre i featuring, diventando un confronto continuo e una crescita reciproca. Crescita che li porta a collaborare con Pino Daniele, arricchendo le canzoni del compianto Pino con l’energia del rap, in quello che diventa un vero e proprio dialogo tra generazioni.
Rocco Hunt riesce così a portare il rap dalle periferie al grande pubblico senza snaturarlo, mantenendo autenticità e coerenza artistica. La vittoria a Sanremo 2014 segna l’inizio di una carriera solida: un “Poeta urbano” capace di unire successo commerciale e credibilità musicale.
The voice: un’eredità che continua
A distanza di anni, Sanremo 2014 resta un punto fermo nelle carriere di Arisa e Rocco Hunt. Quella doppia vittoria racconta due percorsi diversi, ma complementari, che continuano a evolversi senza perdere identità.
Oggi entrambi siedono sulle poltrone di The Voice Senior e The Voice Kids, nel ruolo di giudici, portando sul piccolo schermo esperienze, linguaggi e sensibilità differenti. Arisa mette al servizio dei giovani e dei senior la sua competenza vocale, la cura interpretativa, l’attenzione alla tecnica e all’emozione. Rocco Hunt offre uno sguardo generazionale, urbano, capace di parlare ai ragazzi con autenticità e rispetto. La loro presenza nei talent non rappresenta una semplice consacrazione televisiva, ma il proseguimento naturale di un percorso iniziato su un palco più grande, quello dell’Ariston.
Sanremo 2014 diventa così una data simbolica: il momento in cui la canzone d’autore e il rap trovano un equilibrio possibile, dimostrando che la musica italiana sa rinnovarsi senza perdere profondità. Due artisti, due linguaggi, una stessa direzione: continuare ad andare controvento, restando fedeli alla propria voce.
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