Chi sono i Big in gara a Sanremo 2026? Ecco tutti i nomi scelti da Carlo Conti per il prossimo Festival.
È arrivato di nuovo quel giorno dell’anno in cui l’Italia si blocca per un rito collettivo che nessuno ammette di seguire, ma che poi tutti commentano come se avessero un PhD in musicologia. Carlo Conti sta per apparire al TG1 per annunciare i Big del Festival di Sanremo 2026, e io già sento salire il solito misto di ansia, rassegnazione e masochismo culturale.
Chi vedremo stavolta sul palco dell’Ariston? I soliti monumenti che tornano “perché la musica è condivisione”? O le nuove leve scelte per farci credere che il ricambio generazionale non sia solo una favola narrata da qualche ufficio stampa?
Nel frattempo, la solita sfilata di previsioni ad-minchiam ha riempito il web da settimane.
C’è chi ha pubblicato liste talmente lunghe che servirebbe una guida Michelin per orientarsi, con nomi buttati lì come numeri del Superenalotto: tanto poi uno lo indovinano e allora apriti cielo, partono con il “io lo avevo anticipato”.
Io no. Io aspetto i fatti perché ho un patto d’onore con chi mi legge: zero minchiologia, zero pronostici da cartomante, zero autoincensamento. Soprattutto zero titoli clickbait: non è nel mio, nel nostro, stile.
Ma adesso, eccoci, perché una cosa è certa: Sanremo divide, confonde, esaspera… eppure ci caschiamo tutti, ogni anno, come se fosse la prima volta.
Benvenuti ufficialmente nel girone dantesco, citazione non casuale (poi capirete), che conosciamo fin troppo bene:
La fuga da Sanremo
Piccolo antefatto.
Secondo quanto riportato qualche giorno fa dal Messaggero, Il Direttore Artistico, e di conseguenza Sanremo 2026, starebbe affrontando una possibile “fuga” di Big.
Tra i nomi che avrebbero detto “niet” all’invito di Carlo Conti, circolano quelli di Tiziano Ferro, Annalisa, Carmen Consoli, Ernia, Noemi, Emma, Alfa e Tananai (per fortuna).
Il conduttore sarebbe così corso ai ripari, cercando di convincere Blanco, Angelina Mango ed Elisa a salire sul palco del Teatro Ariston. Direi che #esumabinciapà.
Sempre il conduttore-direttore-artistico, a cento giorni esatti dall’inizio del Festival (quindi pochi giorni fa), aveva annunciato, tramite un post sui social, di non aver ancora scelto neanche una canzone. Deve aver messo il turbo, se non il peperoncino, laggiù dove non batte il sole, come Adriano Celentano nel film “Di che segno sei?”, nell’episodio del ballo con Mariangela Melato.
In ogni caso: sarà vero? Non sarà vero? Farà anche questo parte della minchiologia di cui sopra? Sarà, e forse è, un modo per creare hipe?
Lo sapremo subito, perché il Festival di Sanremo 2026 sta per cominciare ufficialmente.
È arrivato il momento della verità: il momento de #laresadeiconti.
Chi sono i Big in gara a Sanremo 2026?
Charles Counts, bellissimo e abbronzatissimo, che neanche il Maurizio Solieri dei tempi migliori (questa è per pochi, lo so), è presente in studio.
Parla, forse un po’ velocemente (sarà mica per il peperoncino di cui sopra), di “varietà” nelle scelte e di “fermento musicale” della scena italiana.
I Big, o presunti tali, in gara alla fine sono 30 in barba, anche in questo caso, alle illazioni delle settimane precedenti. Sono 30 e non so se sia un pregio o un difetto.
Andiamo coi nomi.
Tommaso Pardiso, Chiello, Serena Brancale, Fuliminacci, Ditonellapiaga, Fedez & Masini. Leo Gassman, Sayf, Arisa, Tredici Pietro, Sal Da Vinci, Samurai Jay, Malika Ayane, Luchè.
Raf, Bambole di Pezza, Ermal Meta, Nayt, Elettra Lamborghini, Michele Bravi, J-Ax.
Enrico Nigiotti, Maria Antonietta & Colombre, Francesco Renga, Mara Sattei, LDA & Axa 7even, Dargen D’Amico, Levante, Eddie Brock e Patty Pravo.
Nulla di nuovo sotto il sole?
Sarà stata la fretta, di norma cattiva consigliera, a determinare certe scelte? Perché diciamolo: #icontinontornano. E forse neanche Amadeus avrebbe osato tanto.
Eh, sì, perché, mutatis mutandis, il line-up di questo Sanremo 2026 targato ancora Carlo Conti, è sostanzialmente un remix della scorsa edizione contiana e del quinquennio targato Amadeus.
Tutte storie brevi: un mix senza senso di rapper o pseudo tali, riciclati, nomi sconosciuti ai più, quelli che non frequentano Tik-Tok, per intenderci, e ripescaggi come da copione.
Quell’elenco che ti fa dire: “Ma questo chi cazz’è” e “Ma questo ancora campa?”.
Nessun grado di separazione: non sono presenti i presunti “invitati” e i “niet” sono stati tali, a quanto pare. Non manca la quota toscana, come da consuetudine.
Anche quest’anno si prosegue con la tendenza a “demummificare” i big del passato: quest’anno tocca a Patty Pravo, già coach a “Ora o mai più”.
A proposito di questo, anche Elettra Lamborghini è sotto contratto con mamma Rai, e Arisa è coach a The Voice Senior. Vorrà dire qualcosa?
Nota a latere: quanti Festival deve continuare a fare Leo Gassmann, senza raccogliere risultati, e quindi solo in virtù del suo cognome?
Cosa sarà questo Sanremo 2026?
Per lo meno ci siamo evitati i presunti big, targati Amedeo Rita Sebastiani. Voglio rinfrescarvi la memoria, annata per annata e in rigoroso ordine alfabetico: Anastasio, Junior Cally, Riki, nel 2020, Aiello Fasma, Ghemon, Gio Evan, Random nel 2021, Highsnob e Hu, Matteo Romano, Sangiovanni, Yuman nel 2022, Colla Zio, Gianmaria, Mara Sattei, Sethu, Shari, Will nel 2023, Bnkr44, Gazzelle, Il Tre, La Sad, Maninni, nel 2024. Alzi la mano che se li ricorda ancora, senza barare, e senza consultare Wikipedia.
Ci siamo risparmiati Tananai, pupillo di Amadeus, che, tra un concerto sold-out e l’altro, spero continui a frequentare lezioni di canto, che ne ha tanto bisogno. E ci siamo risparmiati pure Mr Rain e Sangiovanni, che pur sono tornati sulla scena, dopo un periodo sabbatico, forse troppo breve.
E volendo ci siamo risparmiati pure Big Mama, anche lei sotto contratto Rai, ormai troppo impegnata a parlare dei suoi gusti sessuali a destra e a manca, piuttosto che a fare musica (vorrei dire per fortuna, ma non lo dico). Stop. Penso che il concetto sia abbastanza chiaro.
Saluto con piacere, tuttavia, il ritorno di Raf, Ermal Meta e Marco Masini, seppur in coabitazione con Fedez (evidentemente il partecipare alla serata cover paga, eccome se paga). Sul resto, almeno per il momento #stendiamounvelopietoso.
Resta il numero elevatissimo dei big in gara a Sanremo, ma conoscendo la puntualità nei tempi di Carlo Conti, forse, anche quest’anno, non faremo notte fonda in sala stampa. Più che una speranza è una richiesta.
Carlo Conti, Dante e le misteriose vie dell’Ariston
Ultima, ma non ultima, la filosofia dantesca di Carlo Conti, come anticipato poco sopra, che quest’anno avrebbe deciso, per sua stessa ammissione, di aver suddiviso le canzoni ricevute per la selezione “in tre gruppi simbolici: Paradiso, Purgatorio e Inferno”.
Un’idea anche brillante, sulla carta. Il problema è che, guardando le scelte, mi nasce spontaneo un dubbio teologico-letterario: o Conti non ha mai letto Dante, oppure ha una visione dei tre regni così personale che nemmeno un esegeta medievale riuscirebbe a interpretarla.
Perché, parliamoci chiaro: alcuni dei “beati” sembrano finiti in Paradiso più per cortesia che per merito. Sarei curioso di sapere chi è finito in Purgatorio, ed espiare chissà quali peccati, e soprattutto, chi all’Inferno, colpevole di chissà quali colpe (forse non usare l’autotune).
Che poi, a leggere l’elenco dei big in gara a Sanremo, e volendo proseguire col paragone dantesco, mi pare che sia più adatto per tutti l’Antinferno, popolato dagli “ignavi”, cioè quelli che “visser sanza ‘nfamia e sanza lodo“.
Insomma: la mappa dantesca era un’idea. La realtà è un’altra storia. E guardandola mi viene da sorridere: quel sorriso che nasce quando non sai se ridere o piangere.
Sanremo è sempre stato così: una miscela surreale di scelte discutibili e momenti splendidi, di santi, peccatori e figuracce mitologiche.
E noi, fedeli come dannati in fila all’ingresso dell’Inferno, ci ritorniamo ogni anno.
Rido, sì. Ma è per non piangere. Il resto, lo scopriremo solo vivendo.
E adesso… via, che il viaggio cominci.
Buon Sanremo 2026 a tutti.
Post-Scriptum
Sempre a proposito di big in gara a Sanremo e soprattutto di nomi sparati a cazzo di cane…questa è davvero grossa.
Qualcuno, non faccio nomi, proprio ieri, ha pubblicato il proprio elenco, l’ennesimo per la verità, di “pronostici definitivi” sui partecipanti al Festival, inserendo Francesco Baccini.
Si, avete capito bene, proprio Francesco Baccini.
Ecco, proprio per il profondo rispetto che nutro verso l’artista genovese, mio fratello di fede rossoblù, per le sue idee sulla musica attuale e sul mondo della musica, dico a questi signori: smettetela di recensire musica, non fa per voi. Parlate d’altro, di qualunque cosa, dalla fisica quantistica alla cibernetica, passando per le insalate di matematica. Troverete comunque qualcuno che metterà il like sulla vostra pagina.
A questi signori, e a tutti i fenomeni da clickbait, dedico, facendo mia, una battuta del commissario Santamaria (Marcello Mastroianni) nel film “La donna della domenica”: “L’intelligenza usata per passare il tempo è stronzismo”.
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