Incendio Crans-Montana, Comune ammette: “Carenze in controlli bar Le Constellation”

(Adnkronos) – Cinque giorni dopo il tragico incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, che ha causato 40 morti e 116 feriti, la municipalità ha rilevato "gravi mancanze" nei controlli di sicurezza periodici. Lo si apprende da un comunicato in cui il Comune ha ammesso che, nonostante siano stati effettuati oltre 14.000 controlli antincendio nel solo 2025, è stato riscontrato un mancato controllo periodico dell’esercizio per il periodo 2020-2025. Le indagini sull’incendio, che hanno sconvolto la comunità locale, sono tuttora in corso per accertare le responsabilità. Oggi il sindaco Nicolas Féraud e le autorità comunali hanno tenuto una conferenza stampa per fare il punto sulla sicurezza e sulle responsabilità. Féraud ha affermato che "la giustizia dirà l’influenza che ha avuto un tale mancanza nella catena di causalità che ha portato al dramma" e che il Comune si assumerà "tutta la responsabilità che la giustizia determinerà". Il Consiglio comunale ha annunciato misure immediate per prevenire altri incidenti, tra cui il "divieto totale di artifici pirotecnici di qualsiasi tipo nei luoghi chiusi, su tutto il territorio comunale" e l’incarico a un ufficio esterno specializzato per effettuare "senza ritardo un controllo di tutti gli esercizi pubblici del Comune". Commentando un video precedente all’incendio che mostrava fuochi accesi sopra bottiglie di alcol, Féraud ha denunciato "la negligenza dell’esercente nella gestione dell’attività" e "una cultura del rischio inconsiderato". Riguardo alla "gravi mancanze" rilevate nei controlli periodici del bar per cinque anni, il sindaco ha dichiarato di non avere "una risposta oggi. Siamo profondamente dispiaciuti per questo e so quanto sarà difficile per le famiglie". Sulla possibilità che il Comune venga coinvolto nell’inchiesta penale aperta dai procuratori svizzeri contro i gestori del locale, Féraud ha precisato che "spetterà ai giudici stabilire se faremo parte di questo caso o no", aggiungendo che il Comune si considera "anch’esso una vittima in questo caso".  "Abbiamo 11 pazienti ricoverati" all'ospedale Niguarda di Milano. "Alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente sono 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata". A fare il punto oggi davanti alla struttura sanitaria meneghina è stato il direttore generale del Niguarda, Alberto Zoli. "Le condizioni" dei feriti, ha spiegato, "variano da ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese, ma con compromissioni delle funzioni vitali. Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche, ma che nelle prossime ore possono avere un'evoluzione speriamo positiva". "Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva – ha continuato il Dg – Sicuramente stanno ricevendo tutte le cure del caso, ma dobbiamo sottolineare ancora una volta che parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata". Ci sono invece "ancora difficoltà nel trasferimento di 2 pazienti ricoverati in Svizzera, per via delle loro condizioni. Le condizioni di intrasportabilità non hanno permesso di fare arrivare già da ieri almeno uno dei due. Quando sarà possibile, procederemo come abbiamo fatto per gli altri 11", ha spiegato Zoli. "Anche se il viaggio non è lungo, perché si tratta al massimo di un'ora di volo, comunque il paziente deve essere ampiamente stabilizzato e stabile per poter arrivare, in condizioni critiche ma sufficienti per essere gestito all'arrivo", ha aggiunto il Dg. "Quando saranno dichiarati trasportabili, vedremo cosa deciderà la centrale remota di organizzazione dei soccorsi sulla loro destinazione: quasi sicuramente per uno sì", la destinazione sarà il Niguarda. Invece "per l'altro paziente potrebbe essere una destinazione diversa, perché la centrale di smistamento e di gestione di questi trasporti cercherà di distribuire, e deve distribuire, i pazienti anche in base alla loro residenza".  Quanto all'arrivo di ulteriori pazienti dalla Svizzera, Zoli ha precisato: "In questo momento non abbiamo richieste, diversamente da come è stato il primo giorno" dopo la tragedia, "e anche il giorno successivo". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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