Il nuovo singolo “Resti in città” di Modna nasce da un’immagine precisa e potentissima: quell’ora sospesa delle tre di notte in cui le città smettono di illudere e mostrano la loro struttura più nuda. È proprio in questo spazio silenzioso e quasi irreale che prende forma la canzone, scritta insieme a Daniele Pirozzi tra le aule del Conservatorio Nicola Sala. Il brano si inserisce in un’epoca in cui tutti parlano di cambiare vita, partire, reinventarsi, ma sempre più spesso questi desideri restano parole sospese.
“Resti in città” sceglie allora una prospettiva opposta e racconta chi resta, chi conosce perfettamente il linguaggio della fuga senza mai tradurlo in azione. È un ritratto lucido e affettuoso di una generazione che sogna altrove ma trova, nel proprio spazio quotidiano, una forma di protezione imperfetta ma rassicurante. La protagonista della canzone vive dentro una routine che funziona senza davvero appagarla: lavora, esce, attraversa locali pieni, torna a casa e balla da sola. Attorno a lei si muove una presenza silenziosa, un incontro possibile che però resta sospeso, perché la vita che racconta Modna non prevede svolte improvvise, ma attese e piccoli equilibri.
Resti in città
Anche musicalmente il brano rifugge ogni eccesso, scegliendo una dimensione intima e coerente con il racconto: sonorità morbide, ritmi asciutti e un’atmosfera che accompagna senza invadere. Il videoclip, ambientato a Napoli e presentato in anteprima su Sky TG24, rafforza questa visione mostrando la città come una seconda pelle, un luogo in cui restare diventa quasi un atto identitario.
In “Resti in città” non c’è giudizio, ma uno sguardo onesto su quella dignità complessa che appartiene alle scelte non compiute. Modna, che seguo e apprezzo da anni per la sua sensibilità artistica, conferma qui una maturità notevole: la sua musica non cerca solo intrattenimento, ma un significato più profondo, riuscendo però a evitare ogni retorica malinconica.
Il risultato è una canzone che parla con naturalezza della nostra epoca, delle partenze rimandate, dei sogni che si fermano al primo incrocio sotto casa. Una fotografia emotiva in cui è facile riconoscersi, perché racconta con delicatezza quella sensazione universale di voler andare via e, allo stesso tempo, continuare a restare.
Modna
All’anagrafe Mauro Tummolo, è un cantautore lucano dal carattere forte e diretto, profondamente legato alla sua terra, la Basilicata. La sua carriera prende slancio nel 2010 con la vittoria nel programma televisivo “Stasera è la tua sera” condotto da Max Giusti su Rai 1. Negli anni successivi porta in tour il tributo “Man in Frack” dedicato a Domenico Modugno, affiancato dal maestro Carlo Maria Cordio. La sua attività live lo conduce in tutta Italia e all’estero, condividendo il palco con artisti come Marco Carta, The Kolors, Cristina D’Avena e collaborando con musicisti legati a grandi nomi della musica italiana. Tra le esperienze significative anche un musical con Mario Rosini e un mini tour come corista con Dodi Battaglia.
Nel 2022 pubblica l’album “La mia seconda pelle”, prodotto da Walter Babbini, seguito da diversi singoli tra cui “Non si impara dalle guerre” e “Quell’inutile chiasso”, che gli vale il secondo posto al Premio Arte D’Amore di Verona nel 2024. La sua attività artistica prosegue con esibizioni in TV, partecipazioni a festival come il MEI di Faenza e numerosi riconoscimenti, tra cui la finale al Premio Palco d’Autore nel 2025. Nello stesso anno pubblica il disco “Un metro dal finale” e debutta come scrittore con il libro “Il rumore dentro”.
Con oltre 500.000 stream su Spotify e una presenza costante sui social e su YouTube, Modna è oggi un artista completo e in continua crescita, impegnato anche nello studio accademico del canto pop presso il Conservatorio Nicola Sala di Benevento.
Credits
Produzione artistica: Daniele Pirozzi. Arrangiamenti: daniele Pirozzi.
Hanno suonato: chitarre: Daniele Pirozzi; Piano, Rhodes e Synth Solo: Gianluca Sposito; Basso: Domenico Cesarano; Batteria: Davide Frezza. Cori: Enrico Rispoli, Margherita Marinelli.
Mix e Mastering: Daniele Palladino presso DPM Recording Studio.
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