Benvenuti a Sanremo 2026 serata cover: quella che, almeno per me, è sempre la più succosa di tutta la baracca.
Sul palco sfilano tutti e 30 i concorrenti, affiancati da ospiti speciali: insomma, una serata dove nessuno canta da solo e tutti cercano di fare bella figura… con la canzone degli altri.
A tenere le redini della serata troviamo un quartetto mica male: Carlo Conti, Laura Pausini, Geppi Cucciari e Mahmood. Dal Suzuki Stage in piazza Colombo Francesco Gabbani, dalla nave come sempre Max Pezzali.
Tradotto: professionalità, voce, ironia e un tocco di coolness.
Total audience
La terza serata arranca: 9,5 milioni di spettatori e un, comunque, dignitoso 60,6% di share. Traduzione: un milione di teste in meno rispetto all’anno scorso, ma almeno la percentuale fa scena e salva la faccia. Insomma, numeri che si leggono meglio nei comunicati stampa che nella realtà del telecomando. C’è da dire che Carlo Conti si consola recuperando oltre un punto di share, forse grazie al fatto che stavolta non c’erano di mezzo i playoff della UEFA Champions League a rubare pubblico.
In sala stampa il direttore artistico sfoggia sorrisi tirati come elastici, mentre l’aria profuma di tensione più che di lacca. E intanto, a Sanremo, le farmacie continuano a registrare picchi di vendite di Preparazione H e Proctolyn: evidentemente, oltre alle canzoni, anche il bruciore al deretano fa parte nello spettacolo.
Serata cover
Finalmente arrivano i duetti! Si alza il sipario su una delle serate più viste e chiacchierate del Festival, quella dove partono i grandi classici e scattano i confronti inevitabili del tipo: “ma l’originale era meglio”.
La promessa è di grandi canzoni e altrettanto grandi emozioni. Durante la quarta serata i 30 Big interpreteranno una cover pescata dal repertorio italiano e internazionale: nostalgia, reinterpretazioni e qualche scelta azzardata non mancheranno sicuramente.
A votare saranno: pubblico da casa con il televoto (34%), Sala Stampa, Tv e Web (33%) e Giuria delle Radio (33%). Alla fine, qualcuno porterà a casa il titolo di vincitore della Serata delle Cover, e magari anche un po’ di gloria social.
Piccolo promemoria per i competitivi: la serata cover è una gara a sé, i punteggi non si sommano alla classifica generale. In pratica, è come un elegante, scintillante e lunghissimo varietà del venerdì sera su Rai 1. Ma con più glitter e molte più note alte.
Laura Pausini
Super inizio dello show con Laura che col microfono in mano fa quello che sa fare meglio: cantare. Può piacere o meno, ma sa cantare e non ha bisogno di ammennicoli elettronici per farlo. “Ritorno ad amare”, “Immensamente” e “Io canto” compongono il medley. Manca “La mia storia tra le dita”, forse perché c’è Grignani all’Ariston.Dopo il lunghissimo recap delle canzoni in gara, finalmente si comincia. E si comincia con:
Elettra Lamborghini con le Las Ketchup – “Aserejé” (Las Ketchup)
Il mio amico M° Enzo Campagnoli dal podio dirige ballando, o balla dirigendo, e si diverte un mondo. Giusto così. La canzone è fatta apposta.
Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via” (Fabrizio Moro)
Il Moro è il Moro, pochi cazzi, L’altro è giusto un comprimario. In teoria dovrebbe essere il contrario.
Alessandro Siani praticamente sostituisce Andrea Pucci (si poteva fare di meglio).
Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio” (Carmen Consoli)
Non sopporto l’originale, figuriamoci la cover.
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone” (Gino Paoli e Ornella Vanoni)
Mi spiegate perché i ballerini classici hanno tutti un pacco enorme?
Esecuzione terribile.
Bianca Balti
A volte ritornano, pure le top model.
Levante con Gaia – “I maschi” (Gianna Nannini)
Esibizione ancor più vergognosa della precedente. Impresentabili.
Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore” (Mina)
La migliore performance finora, da parte di un attore. Detto tutto.
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto” (Cristina D’Avena)
Come mandare a puttane una reputazione, senza ancora essersela fatta. Una canzoncina per bambini in stile Kiss, ma per favore. Brave per carità, ma Cristina D’Avena in versione rock fa davvero ridere.
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi” (Pupo)
“Su di noi” di Pupo mischiato con “Disertore” di Fossati… posso smettere di ascoltare musica per sempre.
Comunque, Siani fa rimpiangere Pucci. Punto.
Tommaso Paradiso con gli Stadio – “L’ultima luna” (Lucio Dalla)
Ennesima conferma di come i cantanti contemporanei non siano degni neanche di portare le valigie a quelli della generazione precedente.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno” (Ornella Vanoni)
La voce urticante stavolta mi è piaciuta. Lei non si discute. Bravi.
Momento TIM
Per il momento trovo questa serata cover la più sgalfa degli ultimi dieci anni. In linea con il Festival finora.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita” (Dalla Morandi)
Il padre viene, a sorpresa, in soccorso del figlio.
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il mondo” (Jimmy Fontana)
No comment.
Fulminacci con Francesca Fagnani – “Parole parole” (Mina e Alberto Lupo)
Idem come sopra.
Ribadisco: Siani fa rimpiangere Pucci.
LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento” (Tullio De Piscopo)
Li aspettavo con curiosità e un pizzico di ansia: non mi hanno deluso. Anzi.
Intro in versione “mediterranean gospel” poi sale in cattedra il guru ed è magia. Tamburi che picchiano forte, barre pressoché perfette. Per me la serata termina qui: hanno vinto loro. Il massimo dei voti.
Francesco Gabbani
Dal Suzuki Stage di piazza Colombo è la volta di Francesco Gabbani. Un lampo di luce nel buio totale di questo Sanremo 2026.
E domani, stasera per chi legge, tocca ai Pooh (ho incrociato Phil Mer a Casa Vessicchio e mi ha anticipato la canzone e il medley che faranno, ma lo tengo per me. Vi lascio il gusto della sorpresa).
Raf con i The Kolors – “The riddle” (Nik Kershaw)
Cosa resterà degli anni ’80? La musica più bella del mondo! Raf in forma, Stash in formissima. La versione “drum’n’drums” è formidabile.
J-Ax con Ligera County Fam. – “E la vita, la vita” (Cochi e Renato)
Sorpresone! Ci sono Ale & Franz, Paolo Jannacci, Paolo Rossi e Cochi (si proprio lui).
Lo Zelig di via Monza a Milano, sul palco del teatro Ariston. Indimenticabile. Insuperabile.
Ho i brividi.
Ditonellapiaga con TonyPitony – “The lady is a tramp” (Frank Sinatra, Ella Fitzgerald Lady Gaga con Tony Bennett)
Margherita dimostra di saper cantare, e pure bene. Il “misterioso” continua a essere tale, ma ci sa fare davvero. Il mix con il Quartetto Cetra è originalissimo. Insomma, hanno spaccato. Darò un punteggio molto alto.
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Sanremo 2026 serata cover prosegue:
Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax” (Samuele Bersani)
Senza infamia e senza lode.
È il momento del premio alla carriera: stasera tocca a Caterina Caselli.
Collegamento con la nave: Max Pezzali finalmente canta “Gli anni”. Bellissima la versione “drum & bass”, in forma la voce. Ci sono voluti quattro giorni per sentire il vero Max.
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame mucho” (Emilio Tuero)
Deliziosa versione jazzy di un classico della musica senza confini. Persino troppo chic per un festival finora imbarazzante.
Noto con piacere che Sanremo 2026 serata cover cresce di canzone in canzone: vi confesso che dopo le prime esibizioni volevo mollare baracca e burattini e andare a dormire.
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the road Jack” (Ray Charles)
Blues Brothers made in Italy. Alex e Mario pressoché perfetti, il ragazzo genovese fa il suo, dimostrandosi un grande trombettista. Il risultato è entusiasmante. Meritano un punteggio molto alto.
Francesco Renga con Giusy Ferreri –”Ragazzo solo, ragazza sola” (David Bowie – versione italiana di Space Oddity)
Testo italiano di Mogol. Due voci completamente diverse che riescono a trovare il feeeling giusto. Avessero cantato insieme anche la canzone in gara avrebbero fatto faville.
Mezzanotte passata (00:06)
Mettiamoci comodi, perché la serata sarà ancora lunga (e siamo in ritardo sulla scaletta).
Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono” (Fiorella Mannoia)
Rosalba può cantare anche l’elenco del telefono e renderlo un capolavoro. La versione di stasera, per voce, coro e archi, rende giustizia alla sua voce pazzesca.
Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci – “Baila morena” (Zucchero)
Non parte il microfono e può essere un segno del destino. Il M° Enzo Campagnoli studia un arrangiamento pazzesco, rovinato da uno che non sa proprio cantare. La “farfallina” è imbarazzante. Roy cerca inutilmente di salvare la baracca.
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni” (Michele Zarrillo)
Mia moglie dice che l’ha rovinata, a me è piaciuta. Ripeto: Sal Da Vinci può diventare un problema coniugale. Su una cosa siamo d’accordo: può cantarla bene solo lui (Michele).
Fedez & Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa creatura” (Gianna Nannini)
Violoncello, voce e barre. La coppia non sbaglia un colpo. Da paura. Punteggio massimo.
Vengo dopo il tiggì
Ermal Meta con Dardust – “Golden hour” (Jvke)
Finalmente un grande Ermal, a voce spiegata. Dardust si dimostra un grande pianista, oltre che un grande producer. Mi sono piaciuti.
Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto” (Fabrizio De Andrè)
Senza infamia e senza lode. Pensavo di peggio. Sufficienza risicata.
Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà” (Gianluca Grignani)
Momento ricco di patho, che dimostra che un cantante deve cantare e un rapper deve rappare. Non si scappa.
Bellissima lezione del Prof. Schettini. Avercene di insegnanti così.
Chiello con il pianista Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te” (Luigi Tenco)
Adesso è chiaro il motivo dello sfanculamento da parte di Morgan.
Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto” (Riccardo Cocciante)
Mi viene in mente solo un aggettivo (al plurale): ridicoli.
Classifica
Si chiude la serata così come era cominciata: in modo imbarazzante. una serata con pochi alti, pochi medi e tanti (troppi) bassi. serata perfettamente in linea con il trend di questo festival 2026.
Ora: ancora qualche perdita di tempo e finalmente si saprà la classifica.
Ripeto e ribadisco: Siani fa rimpiangere Pucci.
Si scoprono solo le prime dieci posizioni: non sto ad indicarle tutte, dico solo che vince Sanremo 2026 serata cover: Ditonellepiaga con TonyPitony. giusto così.
Buonanotte.
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