Aspettando Sanremo 2026: corso di formazione “A un passo dal festival, come raccontare la musica oggi” e il valore del giornalismo

La musica è, di fatto – e da sempre –  un fattore culturale, sociale, economico e mediatico, capace di incidere non solo sull’immaginario collettivo, ma porta con sé la capacità di orientare linguaggi, comportamenti e narrazioni. Chi la racconta, dunque, non si limita a descrivere canzoni o performance, ma interpreta fenomeni complessi, intrecciando critica, informazione e contesto culturale. In questo scenario, il giornalismo musicale ha perso da tempo il ruolo marginale che gli veniva attribuito e si è garantito una posizione di osservatorio privilegiato sui mutamenti della società contemporanea.

La musica come fatto culturale e giornalistico

Il racconto musicale vive oggi una fase delicata, segnata dalla velocità dei flussi informativi, dalla pressione delle piattaforme digitali e dall’influenza crescente degli algoritmi. Il rischio non è solo quello di semplificare, ma di smarrire il senso del racconto, riducendolo a un esercizio promozionale o a una cronaca priva di profondità, peggio ancora quando si confonde con le frivolezze del gossip che, purtroppo – e troppo spesso – rubano la scena e l’attenzione al contenuto musicale. È proprio qui che si colloca la necessità di una riflessione seria sul ruolo del giornalista, sulla sua autonomia e sulla responsabilità che accompagna ogni scelta narrativa.

Questa consapevolezza porta naturalmente a interrogarsi sui luoghi in cui il rapporto tra musica e informazione si manifesta in modo più evidente e il Festival di Sanremo occupa una posizione centrale, non solo per la sua storia, ma per la capacità di condensare, in pochi giorni, dinamiche che attraversano l’intero sistema musicale e mediatico italiano. Da questa osservazione nasce l’esigenza di fermarsi, analizzare e costruire strumenti adeguati a raccontare la musica senza filtri e senza automatismi.

Sanremo come specchio del sistema mediatico

Il Festival di Sanremo non è soltanto una competizione musicale, ma un dispositivo narrativo complesso che mette in relazione artisti, istituzioni, media, pubblico e, ovviamente, l’industria di riferimento. Ogni edizione produce un flusso ininterrotto di contenuti, commenti, analisi e reazioni che travalicano i confini della kermesse per riversarsi nel dibattito pubblico. In questo senso, Sanremo diventa un laboratorio permanente, in cui il giornalismo musicale sperimenta linguaggi, tempi e responsabilità.

Dietro il palco, lontano dalle luci e dalle coreografie, si muove una impressionante ed articolata macchina comunicativa, fatta di uffici stampa, redazioni, professionisti dell’informazione e della produzione. Raccontare Sanremo significa entrare in questo meccanismo, comprenderne le logiche e saper distinguere tra racconto critico e amplificazione mediatica. Non è un esercizio semplice, perché richiede competenze che vanno oltre la conoscenza musicale e toccano l’etica professionale, il diritto, la gestione delle fonti e il rapporto con le istituzioni.

Proprio per questo, Sanremo rappresenta un punto di osservazione privilegiato per riflettere su come si racconta la musica oggi. Le dinamiche che emergono durante il Festival non sono eccezioni, ma sintomi di un sistema più ampio, che coinvolge la produzione indipendente, le major, le piattaforme digitali e il lavoro quotidiano dei giornalisti. Da qui nasce l’opportunità di trasformare l’esperienza del Festival in occasione di studio, confronto e formazione, senza cedere alla tentazione della semplificazione.

La formazione come spazio di confronto professionale

Per essere realmente efficace, la formazione professionale non può limitarsi all’aggiornamento formale delle competenze. Deve diventare uno spazio di confronto, in cui esperienze diverse dialogano e si mettono in discussione. Nel giornalismo musicale, questa esigenza appare ancora più evidente, perché il settore vive una trasformazione continua, che impone ai professionisti di interrogarsi costantemente sul proprio ruolo.

Raccontare musica significa oggi saper leggere i dati senza subirli, interpretare le tendenze senza inseguirle e mantenere uno sguardo critico anche quando il sistema spinge verso l’omologazione.

In questo contesto, i corsi di formazione diventano luoghi di responsabilità collettiva e spazi in cui si costruisce una cultura professionale condivisa. È con questa convinzione che, aspettando Sanremo 2026, nasce il seminario “A un passo dal Festival: Sanremo senza filtri. Tra palco e redazione, come raccontare la musica oggi”, pensato per essere un percorso che attraversa competenze diverse e restituisce complessità a un racconto che nel tempo si è spesso ridotto a slogan.

Formazione, confronto e qualità: il valore de “I Venerdì di Polidoro

All’interno di questa visione si colloca il format “I venerdì di Polidoro”, che negli anni ha saputo distinguersi come uno spazio di formazione serio, continuo e coerente. Il format valorizza il confronto tra professionisti e la qualità dei contenuti, costruendo percorsi formativi coerenti e stimolanti. La sua forza risiede nella capacità di coniugare rigore istituzionale e apertura tematica, offrendo ai giornalisti strumenti concreti senza rinunciare alla riflessione critica.

Tommaso Polidoro ha costruito questo percorso con attenzione costante, coordinando ogni incontro all’interno di una visione d’insieme coerente. La sua dedizione all’organizzazione, alla scelta dei temi e alla cura dei relatori ha trasformato “I venerdì di Polidoro” in un punto di riferimento per chi crede nella formazione come pratica professionale e non solo come adempimento burocratico.

È in questo contesto che il corso dedicato al racconto della musica trova la sua collocazione naturale. Il format offre lo spazio giusto per affrontare un tema complesso e la solidità del progetto permette di affrontare il Festival di Sanremo e il giornalismo musicale con la profondità necessaria, restituendo dignità a un settore spesso sottovalutato.

Una chiamata che diventa responsabilità

Ricevere l’incarico da Tommaso Polidoro di ideare un corso per il suo format è un onore; seguendo i suoi preziosi suggerimenti, ho deciso di orientarlo sul racconto della musica e sulle dinamiche del Festival di Sanremo, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti e aggiornati. Ma, come si dice “onori e oneri”, e ideare un percorso formativo all’interno di un format così strutturato comporta la responsabilità di costruire un contenuto all’altezza delle aspettative professionali e istituzionali.

Il corso nasce dall’osservazione diretta del lavoro giornalistico sul campo, dalle difficoltà quotidiane che emergono quando si racconta la musica, soprattutto in contesti ad alta esposizione mediatica. La scelta dei relatori non è casuale, ma frutto di un lavoro di selezione che ha privilegiato competenze reali, esperienze dirette e punti di vista differenti, con l’obiettivo di creare un dialogo autentico, capace anche di superare sterili contrapposizioni.

A un passo dal Festival: Sanremo senza filtri

A un passo dal Festival: Sanremo senza filtri. Tra palco e redazione, come raccontare la musica oggi’: è questo il titolo del seminario, organizzato in collaborazione con ForMedia, che si svolgerà nella sala Walter Tobagi della Fnsi (via delle Botteghe Oscure 54, Roma) venerdì 6 febbraio 2026 dalle 9:30 alle 13:30.

Il seminario si terrà venerdì 6 febbraio 2026, dalle 9:30 alle 13:30, nella sala Walter Tobagi della Fnsi a Roma, in via delle Botteghe Oscure 54. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con ForMedia, attribuisce quattro crediti formativi ai giornalisti che si iscriveranno sulla piattaforma della formazione entro il 2 febbraio.

Il percorso attraversa temi centrali per il giornalismo musicale contemporaneo: la comunicazione istituzionale del Festival, le sfide della musica indipendente, il ruolo del producer nel sistema delle major, la libertà di critica, l’evoluzione del racconto musicale, il diritto d’autore, la vita concreta degli artisti e il ruolo della radio. Ogni intervento è parte di un disegno più ampio, che ha l’obiettivo di restituire una visione articolata del settore.

Voci e prospettive: i relatori del seminario

I lavori saranno aperti dai saluti di Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, e moderati da Tommaso Polidoro, consigliere nazionale della Federazione nazionale della Stampa.

Il seminario si avvale della partecipazione di professionisti che rappresentano differenti sfaccettature del giornalismo musicale contemporaneo.

I “tecnici”

Fabrizio Casinelli, direttore della comunicazione Rai, porterà la sua esperienza nella gestione della macchina comunicativa del Festival di Sanremo, svelando come si coordina un evento mediatico di tale portata, bilanciando strategie, messaggi e tempistiche senza perdere di vista il pubblico. Andrea Montemurro, presidente dell’Associazione Musicisti Indipendenti Italiani, racconterà le sfide quotidiane degli artisti indipendenti, confrontandosi con algoritmi, piattaforme digitali e mercati dominati dalle major, offrendo uno sguardo reale sulle strategie di sopravvivenza e promozione dell’universo indie. Accanto a lui, Gianni Testa, producer, condividerà il punto di vista interno alla produzione musicale, illustrando come un progetto indipendente possa trovare spazio e riconoscimento anche in contesti controllati dalle grandi etichette, mostrando i retroscena della creatività e dell’organizzazione, soprattutto per o giovani artisti.

Sul fronte legale, Luciano Zagarrigo, avvocato civilista cassazionista, offrirà chiarimenti essenziali su etica e deontologia applicati al giornalismo musicale.

Le “voci in trincea”

Giovanni Delbosco (meglio noto come Lele Boccardo) si concentrerà sul ruolo della critica musicale oggi, affrontando il delicato equilibrio tra libertà di giudizio e responsabilità etica, e interrogandosi sul senso del commento critico nell’era digitale. Antonio Di Trento, giornalista, ripercorrerà il viaggio del racconto musicale dal vinile agli algoritmi, indicando strumenti e approcci per mantenere ritmo, profondità e precisione nella narrazione contemporanea, mentre Gatto Panceri, cantautore, condividerà esperienze concrete di vita artistica, dalla creatività alla gestione dell’autopromozione, mostrando il lato umano di chi vive di musica.

Michele Castiello, editrice radiofonica, racconterà come la radio interpreta e valorizza la musica, costruendo ponti tra artisti e pubblico, Giorgiana Cristalli, giornalista dell’Ansa, e, infine, la sottoscritta rifletterà su professionalità, autonomia e qualità nel giornalismo musicale, offrendo chiavi di lettura per chi vuole combinare competenza tecnica e sensibilità narrativa.

Raccontare la musica come atto di responsabilità

Il filo conduttore di tutti gli interventi è il concetto della responsabilità del racconto. Perché raccontare la musica significa scegliere parole, tempi e prospettive che incidono sulla percezione degli artisti e degli eventi, ed in un contesto dominato dalla rapidità e dalla competizione per l’attenzione, questa responsabilità diventa ancora maggiore.

Partecipare significa entrare in un laboratorio di idee, in cui il confronto non si limita alla teoria, ma si nutre di esperienze reali. Significa interrogarsi sul proprio ruolo e sulle scelte quotidiane che definiscono la qualità del lavoro giornalistico. In questo senso, “A un passo dal Festival: Sanremo senza filtri, tra palco e redazione, come raccontare la musica oggi” non è solo un appuntamento formativo, ma un invito a ripensare il modo in cui la musica viene raccontata.

corso di formazione Aspettando Sanremo 2026: "A un passo dal festival, come raccontare la musica oggi" e il valore del giornalismo - la locandina con un microfono iun primo piano , su sfondo blu, l elenco dei relatori
Aspettando Sanremo 2026: corso di formazione

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Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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