La Basilica di San Pietro celebra i 400 anni con eventi e grande innovazione digitale

Chi arriva a Roma per la prima volta spesso riconosce la cupola prima ancora di distinguere i contorni della città. La sagoma della Basilica di San Pietro domina l’orizzonte con una forza simbolica che attraversa i secoli. Sorge nel cuore della Città del Vaticano, sul luogo che la Chiesa indica come sepoltura dell’Apostolo Pietro, e rappresenta uno dei vertici assoluti dell’arte e dell’architettura occidentale. La sua storia è un racconto di pietra e marmi che intreccia potere spirituale, committenze papali, genio creativo e una continua tensione verso l’infinito. Quando nel 1626 Papa Urbano VIII consacrò ufficialmente la nuova basilica, si concluse un cantiere durato oltre un secolo, che aveva visto alternarsi maestri come Bramante, Raffaello, Michelangelo e Carlo Maderno. Ognuno lasciò un segno riconoscibile della propria creatività che ancora oggi sorprende e stupisce i milioni di visitatori che vengono a visitare il tempio della Cristianità.

Entrare in San Pietro significa attraversare uno spazio che parla a non solo ai credenti, ma si racconta a studiosi, turisti e scolaresche. La luce scende dall’alto e accarezza l’altare papale, la Pietà di Michelangelo, i monumenti funebri che costellano le navate. L’architettura guida lo sguardo verso la cupola, lo invita a sollevarsi, suggerisce un dialogo tra terra e cielo. In questo equilibrio tra grandiosità e raccoglimento risiede la forza culturale della basilica: un luogo che custodisce la memoria di secoli e allo stesso tempo continua a interrogare il presente.

Quattro secoli tra memoria e futuro

Nel 2026 ricorrono i quattrocento anni dalla dedicazione ufficiale della basilica e, per l’occasione, un imponente progetto di rinnovo e ristrutturazione ha attraversato le mura e le fondamenta della Basilica per restituire ai visitatori un valore aggiunto all’arte che la distingue, anche quella…invisibile.

Sfruttando le nuove tecnologie del progresso, la Fabbrica di San Pietro in collaborazione con ENI, hanno lavorato e messo a punto nuovi strumenti per godere appieno della bellezza artistica della Basilica e, contemporaneamente, la Fabbrica di San Pietro ha implementato e migliorato le modalità di accesso e prenotazioni delle visite e costruito un programma di eventi che coprirà tutto l’anno celebrativo del IV Centenario e che unisce spiritualità, cultura e innovazione, con l’obiettivo di accompagnare fedeli e visitatori verso una conoscenza più profonda del luogo.

Ma andiamo con ordine e cominciamo da ciò che è… oltre il visibile.

Oltre il visibile

Sotto i pavimenti di marmo lucidato e oltre l’ampiezza solenne delle navate, la Basilica di San Pietro custodisce una trama complessa fatta di intuizioni tecniche, interventi successivi, problemi risolti e altri prevenuti con lungimiranza. Ogni blocco di pietra poggia su decisioni prese secoli fa, su calcoli e sperimentazioni che hanno consentito alla struttura di attraversare il tempo. Da questa consapevolezza nasce il progetto “Oltre il visibile”, una nuova tappa della collaborazione tra Eni e la Fabbrica di San Pietro, l’ente che da oltre seicento anni si occupa della gestione e della tutela del monumento.

L’obiettivo riguarda la salvaguardia strutturale dell’edificio attraverso un monitoraggio integrato e permanente. Il progetto applica competenze maturate nel campo dell’analisi del sottosuolo e delle indagini geofisiche a uno dei monumenti più studiati al mondo. Gli esperti hanno sviluppato un sistema capace di rilevare spostamenti millimetrici e inclinazioni minime, offrendo un controllo continuo sullo stato di salute della basilica.

«Mettere le nostre competenze al servizio della Basilica di San Pietro, in un anno speciale come quello del Giubileo della Speranza, è per Eni motivo di grande orgoglio», ha dichiarato Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni. «La nostra collaborazione con Fabbrica di San Pietro ha radici profonde e riflette una visione d’impresa che considera la cura del patrimonio culturale come parte integrante della propria responsabilità verso il bene comune, mettendo in campo tecnologie avanzate e un team multidisciplinare per uno studio scientifico senza precedenti sulle fondamenta della Basilica e della sua Cupola. In Eni siamo abituati a guardare “oltre il visibile”: abbiamo applicato la nostra capacità di analisi del sottosuolo per preservare la magnificenza di questo luogo simbolico. Molti dei nostri interventi resteranno invisibili agli occhi dei visitatori, ma sono fondamentali per garantire la stabilità e la salute del complesso monumentale per le generazioni future».

Il modello digitale tridimensionale e interattivo

Il cuore dell’iniziativa consiste nella realizzazione di un modello digitale tridimensionale e interattivo dell’intero complesso monumentale che integra tre livelli: la rappresentazione architettonica ad alta definizione, il quadro geologico e idrogeologico del sottosuolo, e il sistema di monitoraggio strutturale interrogabile in tempo reale. I tecnici possono consultare dati ventiquattr’ore su ventiquattro e costruire nuove valutazioni su basi scientifiche solide. La campagna operativa ha richiesto circa 4.500 ore di lavoro e ha interessato una superficie di 80.000 metri quadrati, comprese aree non visibili come le Grotte Vaticane e la Necropoli.

Dentro la materia, oltre l’apparenza

Eni ha messo in campo tecnologie avanzate e competenze specialistiche per indagare con precisione millimetrica le fondamenta e gli equilibri nascosti dell’edificio. Gli esperti hanno lavorato direttamente sulla struttura, analizzando ciò che non appare allo sguardo dei visitatori: tensioni interne, assetti del sottosuolo, micro-movimenti che nel lungo periodo possono incidere sulla stabilità.

Questo lavoro ha permesso di riportare alla luce le scelte progettuali che, dal Rinascimento in poi, hanno modellato la basilica. Non si tratta di un semplice rilievo tecnico né di una ricostruzione storica fine a sé stessa. Il progetto costruisce uno strumento operativo che orienta le decisioni future. L’elaborazione congiunta di dati archeologici, geologici e strutturali ha prodotto un sistema informativo integrato di straordinaria accuratezza. Grazie a questa base scientifica, la Fabbrica di San Pietro può programmare interventi mirati e consapevoli, rafforzando la strategia di conservazione per le generazioni che verranno.

L’Archivio come laboratorio di conoscenza

Per realizzare i progetti tecnici, gli esperti ENI hanno attinto le migliori informazioni dall’Archivio della Fabbrica, che conserva documenti dal 1506 fino ai giorni nostri. I tecnici hanno esaminato relazioni, disegni, annotazioni manoscritte, tra cui quelle di studiosi e architetti come Giovanni Poleni e Luigi Vanvitelli. Pagine che, oltre a rappresentare la memoria storica, contengono indicazioni preziose sulle criticità affrontate in passato, sulle soluzioni adottate, sui comportamenti strutturali osservati nei secoli. Decifrare queste fonti ha consentito di orientare le indagini contemporanee, creando un ponte tra sapere antico e tecnologia attuale. L’archivio si è trasformato così in un vero laboratorio, dove la ricerca storica dialoga con la diagnostica avanzata.

Rilievo digitale e Gemello Virtuale

Dopo un rilievo topografico completo dell’area, Eni ha impiegato sistemi Laser Scanner per ottenere una digitalizzazione integrale della basilica. Il risultato è un Digital Twin, un gemello digitale tridimensionale costruito attraverso una densissima “nuvola di punti”. Questo modello consente di osservare la struttura in ogni dettaglio, di misurare distanze e deformazioni, di simulare scenari e verificare ipotesi. La basilica dispone ora di una replica virtuale interrogabile, capace di restituire informazioni con un livello di precisione finora irraggiungibile. Il modello non sostituisce l’edificio reale, ma ne amplifica la comprensione.

Sensori sulla Cupola: misurare l’impercettibile

Per controllare il comportamento della Cupola, i tecnici hanno installato sensori innovativi sul tamburo, l’anello cilindrico che ne sostiene il peso. Questi strumenti utilizzano il cielo come riferimento stabile, una sorta di punto fisso assoluto rispetto al quale registrano rotazioni e micro-spostamenti. Le variazioni stagionali, le escursioni termiche e altri fattori ambientali possono influire sulla struttura con movimenti quasi impercettibili. Il sistema rileva tali variazioni in tempo reale e con accuratezza millimetrica, offrendo un monitoraggio continuo e affidabile.

Indagini nel sottosuolo senza intaccare la superficie

Infine, il lavoro più difficile che, fino a qualche decennio fa, avrebbe richiesto una drastica attività invasiva e dannosa: l’esplorazione del terreno sottostante la Basilica. Attraverso un georadar e la produzione controllata di onde acustiche generate da piccoli martelli, i tecnici hanno potuto sondare il sottosuolo senza danneggiare i rivestimenti marmorei. I geofoni, sensori in grado di captare le onde che attraversano il terreno, hanno registrato gli echi provenienti dagli strati più profondi. L’analisi di questi segnali ha rivelato la diversa composizione delle rocce e il modo in cui essa incide sugli equilibri delle varie porzioni del complesso monumentale.

“Oltre il visibile” dimostra che la tecnologia può dialogare con la storia, rispettarla e diventare uno strumento di responsabilità.

«Negli ultimi anni come Fabbrica di San Pietro abbiamo avviato un percorso organico che ci ha portati a pensare la Basilica come un sistema vivo, da conoscere, custodire e comunicare con strumenti adeguati al nostro tempo», ha dichiarato il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro, che poi ha aggiunto: «Il progetto realizzato con Eni e le altre iniziative che abbiamo presentato spingono lo sguardo la futuro, verso il quarto Millennio, unendo ricerca storica, studio scientifico e digitalizzazione, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della Basilica e di prendersene cura in modo sempre più consapevole. Se la tecnologia è guidata da visione e responsabilità condivise, può esprimere un linguaggio capace di aiutare l’uomo di oggi a leggere quell’intreccio di storia, arte e spiritualità che fa della Basilica di San Pietro un unicum al mondo».

La “Missione digitale della Basilica in uscita”

La cosiddetta “Missione digitale della Basilica in uscita” rappresenta uno dei pilastri del nuovo corso. L’Ecosistema Digitale già attivo si arricchisce di strumenti che integrano dati, servizi e comunicazione. Il sistema di prenotazione in tempo reale, denominato Smart Pass e integrato nella piattaforma ufficiale, permette di verificare la disponibilità di accesso e di programmare l’ingresso in tempi brevi. In un luogo che accoglie milioni di persone ogni anno, la gestione ordinata dei flussi diventa una forma concreta di rispetto per la sacralità e per la sicurezza.

La piattaforma incorpora anche un sistema avanzato di monitoraggio delle presenze. Una rete di sensori dialoga con l’infrastruttura digitale e fornisce dati in tempo reale sui movimenti all’interno della basilica. Questo strumento aiuta a prevenire situazioni critiche e a distribuire meglio i visitatori negli spazi. La tecnologia non sostituisce l’esperienza spirituale, ma la sostiene, garantendo condizioni più serene per chi desidera pregare o semplicemente sostare in silenzio.

Un ulteriore passo riguarda la partecipazione attiva del pubblico. La sezione interattiva della piattaforma consentirà a pellegrini e turisti di condividere messaggi, intenzioni di preghiera e fotografie scattate all’esterno, creando un social wall che trasforma la visita in racconto collettivo. La basilica, pur radicata nella tradizione, sceglie di dialogare con il linguaggio digitale e di valorizzare la voce di chi la attraversa.

Le iniziative e gli eventi

Le iniziative culmineranno il 18 novembre con una celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre, ma il calendario si estende per tutto l’anno con appuntamenti capaci di coinvolgere pubblici diversi.

Tra le proposte spicca l’inaugurazione della nuova Via Crucis interna alla basilica, insieme alle Elevazioni Spirituali, incontri settimanali di preghiera e canto polifonico animati dalla Cappella Giulia. Accanto alla dimensione liturgica trovano spazio convegni di approfondimento storico, teologico e pastorale, pensati per studiosi e appassionati. Le Lectio Petri e le Narrationes Petri invitano a rileggere la figura dell’Apostolo attraverso una lente contemporanea, mentre il cammino “Quo Vadis” conduce i partecipanti tra i luoghi romani legati alla memoria di Pietro e Paolo. Anche il teatro entra nel programma con lo spettacolo “Pietro e Paolo a Roma” di Michele La Ginestra, previsto in prossimità della solennità dei due santi.

Il Centenario introduce inoltre strumenti concreti per migliorare l’esperienza dei visitatori: una nuova app per seguire le liturgie con letture, canti e traduzione simultanea in più lingue, la trasmissione in streaming delle celebrazioni più rilevanti, un logo ufficiale, una medaglia e un francobollo commemorativi. Persino il carattere tipografico istituzionale cambia volto con “Michelangelus”, ispirato alla grafia del Buonarroti. La basilica mostra così un volto che non teme la contemporaneità, ma la assume come parte della propria missione.

Il documentario

«Mettere le nostre competenze al servizio della Basilica di San Pietro, in un anno speciale come quello del Giubileo della Speranza, è per Eni motivo di grande orgoglio», ha dichiarato Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni. «La nostra collaborazione con Fabbrica di San Pietro ha radici profonde e riflette una visione d’impresa che considera la cura del patrimonio culturale come parte integrante della propria responsabilità verso il bene comune, mettendo in campo tecnologie avanzate e un team multidisciplinare per uno studio scientifico senza precedenti sulle fondamenta della Basilica e della sua Cupola. In Eni siamo abituati a guardare “oltre il visibile”: abbiamo applicato la nostra capacità di analisi del sottosuolo per preservare la magnificenza di questo luogo simbolico. Molti dei nostri interventi resteranno invisibili agli occhi dei visitatori, ma sono fondamentali per garantire la stabilità e la salute del complesso monumentale per le generazioni future».

Il progetto è raccontato anche nel documentario “Oltre il visibile”, narrato dallo storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani, che ha interloquito con i protagonisti del progetto, fondendo il racconto tecnico delle attività con gli aspetti architettonici e storici della Basilica.

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Foto copertina di Leonhard Niederwimmer da Pixabay

Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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