Referendum, ‘No’ in vantaggio: brindisi, ‘Bella Ciao’ e cori contro Meloni all’Anm di Napoli

(Adnkronos) – Con il no in netto vantaggio al referendum sulla giustizia e avviato verso la vittoria – certificata poco dopo – a Napoli i magistrati brindano cantando Bella ciao e intonando cori contro Giorgia Meloni. 'Chi non salta Meloni è' intonano alcuni magistrati napoletani, tra abbracci e sorrisi all'associazione nazionale magistrati.  Tra i presenti il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello Aldo Policastro, in prima linea nella battaglia per il 'No'. Il procuratore Nicola Gratteri è, invece, nel suo ufficio, al lavoro da stamattina e, per il momento, preferisce non commentare.   "Questo comportamento dimostra come molti colleghi non solo abbiano agito esattamente come organi politici, ma che abbiano puntato alla delegittimazione personale e siano al di fuori della grammatica istituzionale perché non sono assolutanente comportamenti da Stato". Lo afferma all'Adnkronos Annalisa Imparato, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, tra le toghe a sostegno del Sì alla riforma, riferendosi ai cori intonati nella sede dell'Anm. "Sono state intonate canzoni che hanno valenza politica molto forte quindi, da cittadina, mi chiedo se questi sono gli stessi giudici che domani vanno in tribunale e ostentano imparzialita e terzietà", continua. Quanto all'esito della consultazione che ha visto la vittoria del No, Imparato conclude: "Dando la parola ai cittadini non possiamo che accogliere la volontà del popolo italiano, che è stata ben orientata e ha dimostrato un attaccamento allo Stato perché l'affluenza ha avuto numeri altissimi. E' chiaro che bisogna affrontare il problema della giustizia e l'impegno di rendere la giustizia più giusta ed efficiente non finisce oggi".  “I magistrati, prima di essere magistrati, sono anche loro cittadini elettori. Hanno ritenuto di dover festeggiare la vittoria del No cantando ‘Bella Ciao’? Lo hanno fatto legittimamente”. Così, all’Adnkronos, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cosenza, Claudio De Luca, commentando il video, diventato virale in poco tempo. “In questa riforma non c’era un attacco alla magistratura, c’era soltanto una visione del processo più adatta all’articolo 111 della Costituzione – continua De Luca -. È passato come attacco alla magistratura, ma non certo da parte dell’avvocatura, perché una magistratura libera e indipendente fa gioco anche all’avvocatura. Le due cose sono perfettamente parallele”.  "'Bella ciao' è simbolo della liberazione dal nazifascismo, non è una canzone divisiva o contro qualcuno, è simbolo della lotta di Liberazione che ha portato alla nostra Costituzione; poi altre cose successe all'Anm di Napoli non so, ma credo che la ripresa di un dialogo non dipenda solo da noi: ci vuole la volontà di tutti e sono sicura che la volontà dell'Anm c'è". Lo afferma all'Adnkronos Silvia Albano, giudice del Tribunale di Roma e presidente di Magistratura Democratica.  “Ho trovato improprio che l'Anm sia scesa in campo contro una metà del Paese rappresentando un ordine dello Stato che non dovrebbe avere colore, né appartenenze politiche. A maggior ragione trovo sconcertante una reazione” come quella accaduta a Napoli. Così all’Adnkronos l’ex senatore Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Einaudi e del comitato ‘Sì Separa’.  “Sostenere che ha vinto l'antifascismo – aggiunge – presuppone un dato, cioè che il 46% – quanti sono stati i ‘Sì’ alla riforma – sia una percentuale pari di italiani fascisti. Onestamente non credo che sia questa la realtà del nostro Paese, quindi si continua con una narrazione aggressiva, volgare che non rispetta la realtà. Capisco che possa essere alimentata in campagna referendaria per suscitare emozioni e spingere la gente al voto a prescindere dal merito della riforma, ma che poi deve avere una fine. Il referendum lo hanno vinto loro, che cerchino di rientrare nei ranghi della Costituzione, di uno stile vagamente coerente con il senso delle istituzioni che dovrebbe appartenergli”.   “Episodi come quello accaduto a Napoli li valuto con molto rammarico perché da avvocato mi aspetterei un'altra postura istituzionale dalla magistratura che deve dimostrare sempre il proprio senso delle istituzioni e la propria capacità di presentarsi come un corpo che garantisce tutti i cittadini al di là delle divisioni politiche”. Lo afferma all’Adnkronos Rinaldo Romanelli, segretario dell'Unione delle Camere Penali Italiane e segretario del Comitato Camere penali per il Sì commentando il video. “Il fatto che l'Anm abbia scelto di farsi partito costituendo questo comitato politico referendario, la cui sede è proprio presso la Suprema Corte di Cassazione e queste manifestazioni di questi magistrati non solo sono del tutto inopportune, ma pongono appunto un problema sul dopo, cioè su il rapporto tra i cittadini e il potere, perché non bisogna dimenticare che i magistrati rappresentano l'ordine giudiziario – spiega Romanelli – e che l'ordine giudiziario esprime il potere giudiziario che per essere compatibile con una democrazia non può e non deve essere un potere di una parte, ma deve essere un potere al di sopra delle parti. Questo è un problema che andrà affrontato in qualche modo e stupisce molto che i magistrati si lascino andare a questo tipo di esternazioni come da stadio, ma soprattutto che tradiscono un'impostazione, un pensiero di natura profondamente politico, cosa che dovrebbe essere quanto più di lontano dalla funzione del magistrato nell'interesse di tutti i cittadini”. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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