La Corte Europea rigetta il ricorso di Meta per AI Overview: dovrà pagare gli editori per i contenuti online. Grande vittoria per Agcom
Ha un seguito, ed anche di spessore, l’azione di Agcom, l’Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni, contro Meta e i suoi servizi di intelligenza artificiale AI Overview su Google, azione di cui abbiamo parlato in un precedente articolo (clicca qui)
Meta dovrà pagare gli editori per i contenuti online: lo mette nero su bianco una sentenza della Corte di Giustizia europea che riguarda un ricorso della società di Mark Zuckerberg contro l’Agcom. Il colosso tecnologico fa sapere che “esaminerà la decisione” ma che “nessun pagamento va agli editori senza l’uso delle notizie“. Soddisfazione per il pronunciamento degli editori italiani e dell’Agcom, che di recente ha inviato all’Ue una segnalazione sulle funzioni IA di Google.
L’azione di AGCOM
A seguito dell’acquisizione di informazioni fornite da Google e delle audizioni di Google, FIEG e FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), l’Autorità ha ritenuto di sottoporre la questione alla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 65 del DSA, affinché quest’ultima ne valuti la fondatezza, ai fini dell’eventuale avvio di una indagine per la possibile violazione di alcuni obblighi previsti dal DSA in capo alle piattaforme e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi (le cd. VLOP/VLOSE) in materia di mitigazione dei rischi sistemici, tra cui quelli legati alla libertà di informazione e al pluralismo dei media (articoli 34 e 35 DSA), e di trasparenza dei sistemi di raccomandazione (articolo 27 DSA).
Nella medesima seduta, su proposta del Presidente, il Consiglio dell’Autorità ha inoltre deciso, anche alla luce delle sue competenze in materia di tutela del diritto d’autore e di determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online di contenuti editoriali, l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Google, altre piattaforme che intendessero aderire ed editori, con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sui temi del copyright, dell’Intelligenza Artificiale e della tutela del pluralismo.
Il ricorso di Meta
Meta aveva impugnato davanti al Tar una decisione dell’Agcom con cui si stabilivano i criteri per definire il diritto ad un’equa remunerazione a favore degli editori per l’uso online delle loro pubblicazioni, nonché un regime volto a garantire tale remunerazione.
Secondo il ricorso della società di Menlo Park, la decisione dell’Autorità e la normativa italiana erano incompatibili con la direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale e con la libertà d’impresa garantita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Per i giudici Ue, invece, il diritto alla remunerazione è compatibile con le norme comunitarie, a patto che costituisca il corrispettivo per l’autorizzazione all’uso online delle pubblicazioni e che gli editori restino liberi di concedere l’utilizzo anche a titolo gratuito o di negarlo.
La Corte considera inoltre giustificati gli obblighi di avviare trattative in buona fede e di fornire i dati necessari al calcolo del compenso. Questi obblighi, che rafforzano la tutela degli editori, consentono di instaurare un giusto equilibrio tra la libertà d’impresa, e il diritto di proprietà intellettuale, oltre che il diritto alla libertà e al pluralismo dei media.
Le dichiarazioni delle parti
“Accogliamo con favore la conferma da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che l’Articolo 15 costituisce un diritto esclusivo e che non prevede alcun pagamento da parte dei provider quando questi non utilizzano pubblicazioni giornalistiche – è la posizione di Meta espressa da un portavoce -. Esamineremo integralmente la decisione e collaboreremo in modo costruttivo quando la questione tornerà dinanzi ai tribunali italiani“.
Gli editori italiani dei giornali riuniti nella Fieg esprimono “grande soddisfazione” per la decisione della Corte di Giustizia Ue che ha “riconosciuto la compatibilità con il diritto europeo della normativa italiana sull’equa remunerazione degli editori per l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche” e auspica che “i principi affermati dalla Corte trovino ora piena e concreta applicazione”. “Viva soddisfazione” è stata espressa anche da Laura Aria e Antonello Giacomelli, commissari dell’Agcom, che sottolineano come “la Corte riconosca le prerogative dell’Autorità“.
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