The Voice Generations 2026: grande vittoria di Jessica e Gilda

“In cinquant’anni di carriere mi dovete riconoscere un merito, quando vedo un talento mi si accende una lampadina”: e luce fu sul palco di The Voice Generations 2026, e che luce! Effettivamente, in cinquant’anni di carriera, la Bertè di strada e di musica ne ha masticata quanto basta per sapere quando un talento arriva su un palco e con The Voice, che sia Kids, Senior o Generations, di talenti ne abbiamo davvero visti tanti, soprattutto ieri. Livello altissimo di performance da parte di tutti i concorrenti e i vincitori non erano affatto scontati.

Personalmente avevo pronosticato le quattro coppie finaliste, così come si fa sul divano di casa con gli amici, ne ho “ciccata” una sola nel nostro personale FantaTheVoice, quella del Team Clementino e Rocco Hunt, ma mi fido del loro “naso”.

Performance di altissimo livello, dicevamo, e si era capito fino dalle blind audition che Jessica e Gilda avrebbero fatto la differenza e per chi si fosse perso la loro presentazione, (ri)vediamo insieme chi sono le vincitrici di The Voice Generations 2026.

Sweet dreams

Gilda Di Brino e Jessica Cice sono due amiche originarie di Benevento che hanno trasformato la loro passione per la musica in un progetto artistico capace di conquistare il grande pubblico. Con 48 e 29 anni, rappresentano perfettamente lo spirito intergenerazionale di The Voice Generations, unendo esperienze di vita diverse in un’unica identità vocale.

Gilda fa l’impiegata e ha un solo rimpianto: non aver proseguito gli studi di conservatorio. Jessica è una maestra di danza. La loro amicizia è il loro punto di forza, è l’intesa naturale sul palco, costruita nel tempo fuori dai riflettori e poi esplosa durante il programma, dove hanno dimostrato energia, complicità e una forte presenza scenica.

Sotto la guida della coach Loredana Bertè, hanno affinato il loro stile fino a diventare una delle proposte più solide e riconoscibili dell’edizione, tant’è che il brano scelto per loro non era proprio una passeggiata. Proud Mary è infatti un untouchable che solo Tina Turner ha potuto replicare in una versione riveduta e corretta dell’originale dei CCR. Un azzardo che, se riesce, può far crollare lo stadio o, come in questo caso, lo studio 2000 del centro Produzioni Rai di Milano.

And the winner is….

Loro ci hanno messo il talento, io la faccia, voi metteteci il voto”. Un’arringa asciutta, secca, pratica, come il carattere rock della Bertè, che non è stata ignorata dal pubblico in studio.

Perché, tra maestre di canto ed ex singer di boyband, se The Voice nasce per essere un’opportunità per chi non ha mai avuto un successo con la musica, ecco che Jessica e Gilda sono per talento, bravura e storia, le più meritevoli della vittoria.

E poi – concedetemelo – puntare sugli anni ottanta è sempre una scelta vincente!

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Immagine di copertina: screenshot da video youtube inserito nell’articolo

Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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