Caso Almasri, Nordio invia alla procura generale le richieste della Corte penale internazionale

(Adnkronos) – A quanto si apprende, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha trasmesso al procuratore generale della Corte d’Appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale sul caso Almasri. L'invio degli atti era stato disposto da una sentenza della Corte Costituzionale una settimana fa. "Il ministro della Giustizia deve immediatamente trasmettere al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale", scriveva la Consulta nella sentenza numero 143. "Dopo un anno e mezzo il ministro Nordio è stato costretto a dare torto a Carlo Nordio e ha trasmesso il fascicolo della Corte Penale Internazionale su Almasri alla Procura Generale di Roma – affermano i componenti M5S nelle commissioni Giustizia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato – Tutta Italia gli aveva detto che era il suo dovere farlo mentre Almasri era detenuto in un carcere italiano, lui lo fa solo adesso perché la Corte Costituzionale gli ha spiegato che questo era il suo compito. Avevano ragione tutti tranne Nordio e il governo Meloni. Nel frattempo i buoi sono ampiamente scappati dalla stalla e Almasri lo hanno condannato i libici, ma alla Cpi non è stato consegnato. La giustizia domestica del suo paese, probabilmente più benevola, lo ha sottratto alla Corte Penale Internazionale e al giudizio sui gravissimi crimini di cui è accusato". Per Angelo Bonelli di Avs "Nordio è stato smascherato. Per mesi ha difeso l’indifendibile, rivendicato poteri che non aveva e raccontato al Parlamento una versione falsa per coprire una delle pagine più vergognose di questo governo. Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, è costretto a trasmettere gli atti che aveva arbitrariamente trattenuto. È la certificazione del suo fallimento politico e istituzionale".  "Il danno, però, è ormai fatto: un uomo accusato di torture, stupri e crimini contro l’umanità è stato liberato e riaccompagnato in Libia con un volo di Stato, mentre il governo costruiva alibi e attaccava i magistrati. Nordio ha umiliato il Parlamento, compromesso la credibilità internazionale dell’Italia e tradito il suo ruolo. Un ministro smentito in questo modo dalla Corte Costituzionale non può restare al suo posto. Si dimetta. E Giorgia Meloni spieghi perché il suo governo ha protetto Almasri e mentito agli italiani". "Da notizie di stampa apprendiamo che mercoledi il ministro Nordio ha trasmesso, con un anno e mezzo di ritardo, alla Procura generale di Roma il fascicolo della Corte penale internazionale relativo alla richiesta di arresto del trafficante e torturatore Almasri, che all’epoca fu liberato dal governo Meloni e riportato in Libia con tutti gli onori. Alla fine avevamo ragione noi. Abbiamo sempre avuto ragione: Nordio doveva trasferire subito le carte in procura per l’arresto del criminale libico", afferma Nicola Fratoianni di Avs. "Un ministro che mente spudoratamente al Parlamento in un Paese normale – conclude il leader rossoverde – dovrebbe dimettersi un minuto dopo. E invece è ancora lì. Ma dalle parti della destra pare funzioni così. Una vergogna". “Sin dall'inizio avevamo chiesto al ministro Nordio di fare una cosa semplice e che rientrerebbe nei suoi doveri istituzionali e di rispetto della Costituzione su cui ha giurato: rispettare la legge e consegnare Almasri alle autorità della corte penale internazionale, come la legge italiana e gli obblighi internazionali impongono a qualsiasi ministro della giustizia – dichiara il segretario di Più Europa, Riccardo Magi – Ma non c’è solo il caso del torturatore libico. Dalla grave vicenda della grazia a Ruggero con cui ha persino tentato di fare pressione sul Quirinale, passando per l’indifferenza totale per il sovraffollamento delle carceri fino alla riforma dell'imputabilità per minori. Un disastro senza precedenti per la giustizia italiana, un ministro che dice di non voler fare il passacarte della Cpi ma che poi si fa modificare tutte le norme penali dal ministro Piantedosi e dal sottosegretario Mantovano, con un uso propagandistico del codice penale che non ha precedenti. Con quest’ultimo atto Nordio chiude il cerchio, dovrebbe trarne le conclusioni e dimettersi”. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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