Cara Margherita…

Cara Margherita, ti seguo dai tempi del Drive In e non mi sembra vero di poterti scrivere e spero che mi risponderai. Io sto con una ragazza di 30 anni (io ne ho 38), estremamente bella, molto curata…insomma, molto di classe. Io ci ho perso la testa. Però, mi rimprovera di continuo di non essere abbastanza “cavaliere”: cioè, nel suo ideale, è l’uomo che provvede economicamente a tutto. Così quando usciamo, lei vorrebbe che i ristoranti ultra chic che sceglie, le sue incursioni nelle boutique più costose e tutti i suoi capricci, venissero da me finanziati. Io, per amore, lo farei anche…a dir la verità, per un periodo l’ho fatto…ma non posso permettermi di arrivare a fine mese senza un soldo per un vestitino da 450 € o una borsetta da 600. Questo mi dice la testa; il cuore mi dice invece di accontentarla perché altrimenti mi lascia per un altro uomo che abbia maggior disponibilità economica. Mi aiuti? Un forte saluto da chi ti segue da sempre. Roberto, Savona

Caro Roberto

Spero davvero di non offenderti ma dalla tua email – a pelle – non mi sembra amore il tuo, ma più paura di perdere una persona che ti ha preso fisicamente. Ovvero, hai trovato una ragazza che ti attrae molto dal punto di vista dell’aspetto (non mi dici infatti niente del suo carattere) e che hai bisogno di tenere legata a te attraverso elargizioni continue che lei non chiede ma pretende! Sembra, inoltre, che tu viva in un perenne stato di tensione per la paura di non essere all’altezza ad avere una donna così a fianco, per il timore che trovi un altro migliore di te (almeno da un punto di vista finanziario) e per le critiche che la femme fatale ti fa – nonostante i tuoi tentativi di accontentarla – di mancanza di “cavalleria”. Non è il cuore, quindi, che ti parla, attraverso l’amore, ma la pancia attraverso la paura!

Il mio parere, caro Roberto, è che la cavalleria e l’amore non sono certo misurabili attraverso i soldi. La cavalleria per me la si può ritrovare anche in un mazzetto di fiori di campo, colorati e profumati, che si fa trovare alla propria donna sul tavolo del salotto; è tornare a casa stanchi e morti dal lavoro e comunque aver voglia di ascoltare ciò che la tua partner ha voglia di dirti; è chiederle come sta , se è felice, o se puoi fare qualcosa per rendere la sua vita più serena.

Il tuo rischio, Roberto, è di ritrovarti tanti vestitini da 450 € nell’armadio che, prima o poi, passeranno di moda, mentre il vero amore tra due persone non sta dentro un armadio ma nel mondo là fuori e non invecchia.

Un forte abbraccio, Margherita

Scrivetemi su info@zetatielle.com , risponderò ad ognuno di voi!!!

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Margherita Fumero
Attrice teatrale televisiva e cinematografica. Allieva di Macario, ha lavorato per anni in coppia con Enrico Beruschi. Tra le sue partecipazioni più famose: Drive In di Antonio Ricci e Camera Cafè nel ruolo della stagista Wanda. Dice di sè: Descrivermi? Io? Già è difficile descrivere una persona che si conosce da diverso tempo, figuriamoci se stessi, ma...ci proverò! Anche perché non è così scontato che un individuo si conosca in tutte le sue sfaccettature, nonostante sia in “compagnia di se stesso” da tutta una vita. Infatti, ci sono parti di noi che ci sfuggono, altre che sono sotterrate negli strati più profondi del nostro animo, oppure altre che semplicemente non vogliamo vedere. Io, complice il lavoro che faccio, ho dovuto scavare dentro di me, anche per fare arrivare al pubblico l'emozione che deriva dall'essere in una particolare situazione. In più – e lo dico per chi non conosce la mia formazione – ho frequentato l'Accademia di arte drammatica, non di “arte Comica”! Fu Macario che mi consigliò di dedicarmi al comico, attraverso la frase che cito in tutte le interviste dove mi chiedono dei miei esordi: “con quella faccia lì, devi far ridere”, mi disse. Tuttavia, non si deve pensare che essere attori comici significhi per forza conoscere solo il lato divertente della vita; anzi! Si dice che i più grandi comici della storia siano stati dei depressi; un po' come i clown che, in alcune scuole di mimo e recitazione, vengono presentati come personaggi in realtà tristi. Io, in realtà, a parte qualche triste e naturale accadimento – come quelli che la vita riserva più o meno ad ognuno di noi – non posso sicuramente dire che sia o sia stata una persona infelice. Al contrario: la mia “voglia di far ridere” deriva da quella serenità che ho sempre respirato in famiglia. Mia mamma Luisa era un po' come me: ironica, sorridente e con la battuta pronta. Il mio papà Gino era più riflessivo, più incline alla saggezza, ma sempre sereno. Io ho fatto un bel frullato di queste caratteristiche, ci ho aggiunto quello che la natura mi ha regalato attraverso il temperamento et voilà: signore e signori, questa è la Fumero! Una signora buffa ma dignitosa; un soggetto autoironico ma profondamente rispettoso degli altri; una donna che può interpretare mille personaggi, pur rimanendo sempre se stessa. Una persona che finge sul palcoscenico ma che è profondamente vera nella vita reale.

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