Canzoni Sanremo 2026: chi ha copiato e cosa?

Ogni anno il Festival di Sanremo promette rivoluzioni e finisce per regalarci deja-vu con orchestra. Il 2026 non fa eccezione. Cambiano le luci, cambiano gli abiti, cambiano le pettinature studiate al millimetro, ma certe melodie sembrano avere una memoria lunga. Anzi, lunghissima. Basta un ritornello, due accordi messi in fila con aria innocente, e nella testa parte un campanello: “Aspetta, questa l’ho già sentita”. Non è un’accusa, è un riflesso pavloviano da ascoltatore navigato. Sanremo vive di citazioni, omaggi, richiami più o meno consapevoli. Fa parte del gioco, come i fischi in galleria e le polemiche del giorno dopo. Quest’anno, però, la sensazione si è fatta più insistente. Alcuni brani sembrano davvero – casualmente eh… –  avere accenti familiari e strutture che non sorprendono davvero. E allora vale la pena accendere le orecchie e farsi una domanda semplice: ispirazione o copia?

Non plagio, ma opere di bene

Prima di addentrarci nel terreno minato, una precisazione quasi notarile: oggi la parola “plagio” si maneggia con la stessa cautela con cui si trasporta un cristallo di Murano su un motorino. Meglio evitarla, perché tra avvocati iperattivi e diffide pronte a partire, si rischia di trasformare una chiacchierata musicale in un’aula di tribunale. Qui nessuno punta il dito e nessuno emette sentenze, ma ci limitiamo ad ascoltare.

E ascoltando, in questo Sanremo 2026, saltano fuori assonanze che non si possono ignorare. Non parliamo delle linee melodiche, lasciamole tranquille. Il punto sono gli arrangiamenti. Quelle scelte di produzione che dovrebbero vestire un brano come un abito su misura e che invece, a volte, sembrano uscire da un guardaroba molto frequentato. arrangiamenti che pescano a piene mani da spartiti molto noti ad un orecchio attento.

Ma andiamo con ordine e vediamo le canzoni di Sanremo 2025 e chi ha copiato che cosa.

Dito nella Piaga: me ne fotte proprio…che fastidio!

Partiamo con Dito nella Piaga. Che fastidio! Ed è proprio il caso di dirlo perché personalmente il suo è uno dei brani che più ho gradito, nel mare magnum del nulla di questo Sanremo. Parrebbe, ma senza il condizionale, che sia molto simile al brano portato in gara nel 2024 nella sezione Sanremo giovani di Arianna Rozzo. Il brano si intitola “Je adore”. Effettivamente difficile non vedere le …”assonanze”….

Mazzariello Manifestazione d’amore di… domenica

Non so voi, ma quando ho sentito il suo brano una rotellina si è messa a girare, quella del mio juke box mentale che continuava a cercare a cercare e infine si è fermati su “A22” (per i millennials e Generazione Z, i juke box funzionavano come battaglia navale). A22, perché nel Sanremo 2022 Achille Lauro cantava “Domenica” e risentendola, voilà il match!

Anche qui, ascoltare per credere

Maria Antonietta e Colombre la felicità (non) basta

Come dicono a Roma, “c’ho ‘na certa” e purtroppo c’ero e il mio archivio contiene note polverose che però rimbalzano allegre nella memoria e quando ho sentito il brano dei Coma Cose ….ups…. di Maria Antonietta e Colombre, che già di suo ricorda i cuoricini dell’anno scorso, ecco che ho avuto un deja vu che mi ha dato un brivido. Ma voi, ve la ricordate Xanadu di Olivia Newton John? Forse se la ricorda anche chi ha arrangiato La felicità e basta…

Ascoltate un pò

J-Ax sarà…la hit dell’estate dell’Italia Starter Pack!

Proseguiamo con le canzoni di Sanremo 2026 che sembrano avere, sempre casualmente, molte assonanze con brani già sentiti. Qui, però, veramente mi incazzo se qualcuno mi risponde “eh ma le note sono sette...” perchè basta veramente solo avere l’udito, neanche l’orecchio, solo l’udito…

Vi dico solo: Shade “la hit dell’estate”. Andate un pò avanti perchè l’introduzione è un pò lunga ma arrivate al ritornello (e anche le strofe), ne vale la pena.

Malika Ayane, tra i figli delle stelle e quale idea

Con  Malika Ayane e il suo “Animali notturni” entriamo in una zona crepuscolare dove le suggestioni si muovono leggere, ma nemmeno troppo. Apprezzabilissima la scelta di portare un po’ di funky sul palco dell’Ariston, ma da divoratrice di funky quale sono, fin dal primo ascolto sono balzata sulla sedia.

La strofa cammina su un giro di basso che agli ascoltatori con qualche vinile in casa fa subito accendere una lampadina: l’andatura ricorda da vicino “Quale idea” di Pino D’Angiò, quella linea elastica e un filo maliziosa che negli anni Ottanta faceva ondeggiare le spalle anche ai più rigidi. Poi arriva il ritornello e la memoria collettiva fa un balzo in pista: la costruzione armonica strizza l’occhio in modo sorprendente a “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti. Provate a cantarci sopra e vi troverete a sorridere da soli, con quella sensazione di déjà-vu che più che piacere, delude.

And the winner is… Ermal Meta!

Non me ne vogliate, ma il premio va proprio a Ermal Meta. Non commento neanche e vi metto il video di Balti, cantante tunisino che nel 2017 pubblica Allo. Ascoltate per credere

Canzoni Sanremo 2026: chi ha copiato e cosa?

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Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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