(Adnkronos) – L'Iran "desidera ardentemente raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Usa e per coloro che sono con noi". A ribadirlo ancora una volta è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che su Truth Social ha criticato Democratici e Repubblicani che, a suo dire, lo stanno spingendo a "muoversi più velocemente, più lentamente, andare in guerra o non andare in guerra". L'accusa del tycoon è quella di rendere "molto più difficile per me fare il mio lavoro correttamente e negoziare". "State tranquilli e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene – finisce sempre bene!", il post del presidente. Intanto, però, il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che il blocco navale statunitense e quella che ha definito un'escalation dei "crimini di guerra" israeliani in Libano sono una chiara prova del mancato rispetto del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti. In un post su X, Ghalibaf ha affermato che le azioni di Washington minano gli sforzi per mantenere la tregua e ha accusato gli Stati Uniti di non aver rispettato gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo. "Gli Stati Uniti – ha denunciato in precdenza il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei – hanno violato il cessate il fuoco anche stamattina. Non esiteremo a prendere ogni misura che riterremo necessaria per difendere la sicurezza nazionale iraniana". Il portavoce ha poi spiegato che qualsiasi accordo con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra deve includere garanzie per un cessate il fuoco in Libano, dove Israele ha intensificato gli attacchi e l'invasione nonostante la tregua di metà aprile. Nel corso di una conferenza stampa, Baghaei ha dichiarato: "Insistiamo sul fatto che un cessate il fuoco in Libano sia una condizione essenziale per qualsiasi accordo volto a porre fine alla guerra". Al momento, ha aggiunto, non sono in corso colloqui sul programma nucleare di Teheran. "Sappiamo quando è necessario agire in materia nucleare. Non si sono svolte trattative sui dettagli del dossier nucleare. In questa fase – le parole di Baghaei -, la nostra priorità è porre fine alla guerra" Intanto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver condotto "attacchi difensivi" contro siti radar iraniani e strutture di comando e controllo di droni nella città di Garook e sull'isola di Qeshm, nell'Iran meridionale. Secondo il Centcom, gli attacchi sono stati condotti in risposta ad "azioni iraniane aggressive" che includevano l'intercettazione di un Uav americano nello spazio aereo internazionale. Inoltre, un jet da combattimento statunitense ha distrutto sistemi di difesa aerea iraniani, una stazione di controllo a terra e due droni suicidi. Da parte loro, le Guardie della Rivoluzione hanno spiegato di aver risposto attaccando la base da cui è partito l'attacco Usa contro obiettivi nel sud. Secondo i Pasdaran, "l'aviazione delle Guardie della Rivoluzione ha avvertito che se l'aggressione si ripeterà, la risposta sarà completamente diversa". Poco prima dell'annuncio dei Pasdaran, il Kuwait ha denunciato un attacco missilistico e con droni da parte di Teheran. Il Paese ha infatti condannato quelli che ha definito attacchi iraniani sul suo territorio, affermando che tali attacchi minano gli sforzi per ridurre le tensioni nella regione. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri ha affermato che il Kuwait si riserva il diritto di adottare "tutte le misure necessarie" per difendere il proprio territorio e la propria sicurezza. Teheran ha il diritto di imporre alle navi una tassa ambientale per il transito nello Stretto di Hormuz, sostiene Arman Khorsand, capo del Centro iraniano per gli affari internazionali e le convenzioni ambientali, aggiungendo che l'inquinamento da petrolio, l'attività delle flotte militari straniere e i danni agli ecosistemi sensibili nel Golfo hanno "raddoppiato la necessità di fornire risorse per il ripristino ambientale" e che le tariffe riscosse potrebbero essere utilizzate per compensare i danni causati all'ambiente del Golfo. Secondo il sistema del “passaggio inoffensivo”, ha affermato, i paesi che si affacciano sullo stretto possono riscuotere tariffe per i servizi marittimi e risarcimenti per i danni causati da violazioni delle normative, “e questa questione ha un precedente nel diritto internazionale”. Khorsand ha respinto le critiche al provvedimento, spiegando che "l'affermazione secondo cui la riscossione di tasse ambientali dalle navi di passaggio è illegale non ha fondamento giuridico" e che l'azione potrebbe essere intrapresa "nel quadro delle norme internazionali riconosciute". Emmanuel Macron ha avuto intanto un colloquio telefonico con Donald Trump, durante il quale ha "salutato gli sforzi determinati che sta conducendo per giungere rapidamente a un accordo tra Stati Uniti e Iran". Lo ha scritto su X lo stesso presidente francese, sottolineando che l'accordo "rappresenta un'opportunità unica per costruire un nuovo quadro di sicurezza che coinvolga l'insieme degli attori interessati, al fine di consentire una stabilizzazione duratura della regione" A Trump, continua Macron riferendo della telefonata avuta ieri sera, "ho indicato che siamo pronti a sostenere pienamente questi sforzi e ad assumere pienamente il nostro ruolo nella loro attuazione". "È in questo senso la missione internazionale che abbiamo costruito con i britannici e i nostri partner, pronta a essere dispiegata non appena sarà concluso un accordo, per contribuire alla sicurezza del traffico marittimo nello stretto di Hormuz – spiega ancora il presidente francese, che ieri aveva sentito anche i leader di Arabia Saudita, Emirati, Oman ed Egitto – Siamo anche disposti a portare la nostra competenza e le nostre capacità alle negoziazioni più ampie che devono aprirsi, in particolare sul capitolo nucleare di un accordo". Nel colloquio telefonico, Macron ha quindi "salutato l'impegno del presidente a favore della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano", sottolineando ancora una volta "l'importanza di un cessate il fuoco robusto e del nostro sostegno collettivo alle autorità libanesi".
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Iran accusa: “Blocco navi e Libano, tregua violata”. Macron sente Trump: “Dopo intesa contributo su Hormuz”



