Marco del Bene aka MKDB: “Osaka I dance” è il nuovo album

Il producer italiano Marco del Bene, in arte MKDB, torna sulla scena discografica con OSAKA I DANCE, un album cantato che rappresenta una svolta decisa e consapevole nel suo percorso artistico. Dopo aver ricevuto il premio Best Soundtrack al New York Across the Globe Film Festival per la colonna sonora di Not To Forget, MKDB abbandona temporaneamente la pura sperimentazione elettronica per abbracciare la forma-canzone, dando vita a una ballad contemporanea che attraversa blues, poesia e spoken word. La sua cifra elettronica resta riconoscibile, ma viene qui messa al servizio di una scrittura emotiva, politica e profondamente umana. Fin dalla prima traccia emerge un’esigenza di esposizione e fragilità, una tensione narrativa che rende l’ascolto intimo e necessario.
OSAKA I DANCE è un disco solo apparentemente “leggero”: sotto la superficie melodica delle sue dieci tracce si muove una riflessione stratificata sul presente, sulle nuove solitudini globali, sulla violenza sistemica e sull’incapacità dell’uomo di imparare dalla propria storia. Un album che guarda al contemporaneo senza offrire soluzioni, ma restituendo frammenti di umanità e vibrazioni emotive condivise.

marco del nene aka MKDB - la copertina del nuovo album
Marco del Bene aka MKDB: “Osaka I dance” è il nuovo album

OSAKA I DANCE: distopia, solitudine e resistenza poetica

Il titolo OSAKA I DANCE nasce da un’immagine disturbante e visionaria: una Osaka colpita da una bomba atomica, illustrata dallo stesso MKDB, che richiama atmosfere distopiche alla Blade Runner. Una metafora potente di un mondo che corre verso il riarmo, il nazionalismo e la chiusura, mentre la memoria collettiva sembra dissolversi sotto i detriti del progresso. Da un’unica esplosione, racconta l’album, la materia si frantuma in esistenze isolate: solitudini individuali e collettive, unite solo da una fragile consapevolezza comune.
Le tracce alternano poesia, spoken word e canzoni, costruendo un percorso coerente e intenso. Tra i momenti più significativi spicca BLUEBIRD, storica poesia di Charles Bukowski qui musicata, che rafforza la tensione tra intimità e disincanto e trasforma la poesia in uno spazio di resistenza politica. L’album è anticipato dai singoli CHAMPIONS OF LONELINESS e LARA’S BIRTHDAY, che introducono i temi centrali del progetto: educazione alla violenza, solitudine diffusa e illusione della protezione. Il disco, interamente firmato da MKDB, vede la collaborazione vocale di Sophia DB nelle parti rap e cantate.

Marco del Bene aka MKDB 

Compositore musicale e performer, socio ACMF Associazione Compositori Musica Da Film. Dal 2016 si occupa prevalentemente di audiovisivo e arte. Premiato nel 2021 con Best Soundtrack al New York Across the Globe Film Festival, per Not to Forget, diretto dal regista e produttore Valerio Zanoli con i cinque premi Oscar Olympia DukakisLouis Gossett Jr., Tatum O’Neal, Cloris Leachman e George Chakiris, collabora con diversi artisti contemporanei.

Nel 2023 ha ideato e firmato il progetto “Madre” per Intersos, le sue colonne sonore artistiche sono state utilizzate per mostre istituzionali e in gallerie private. Nel 2025 ha dato vita a Borders, una performance di matrice sperimentale e fortemente contemporanea che intreccia sound design, musica per immagini e linguaggio visuale, con partiture originali, nate per il cinema, reinterpretate dal vivo e arricchite dagli interventi visivi dell’artista The Astronaut. Sempre nel 2025 ha firmato la colonna sonora di NYUMBA, film di Francesco del Grosso sull’immigrazione, protagonista di diversi festival internazionali.

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Lele Boccardo
Lele Boccardo
(a.k.a. Giovanni Delbosco) Direttore Responsabile. Critico musicale, opinionista sportivo, pioniere delle radio “libere” torinesi. Autore del romanzo “Un futuro da scrivere insieme” e del thriller “Il rullante insanguinato”. Dice di sè: “Il mio cuore batte a tempo di musica, ma non è un battito normale, è un battito animale. Stare seduto dietro una Ludwig, o in sella alla mia Harley Davidson, non fa differenza, l’importante è che ci sia del ritmo: una cassa, dei piatti, un rullante o un bicilindrico, per me sono la stessa cosa. Un martello pneumatico in quattro: i tempi di un motore che diventano un beat costante. Naturalmente a tinte granata”.
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