Milena Melchiorre, fuori il primo album “Punto a capo”

Punto a Capo è il primo album di Milena Melchiorre, artista abruzzese che sta rapidamente conquistando l’attenzione del panorama musicale italiano.

Il progetto discografico, realizzato con il contributo di Nuovo IMAIE, è composto da sei brani originali, tutti scritti, musicati e interpretati dalla stessa Milena Melchiorre.

Gli arrangiamenti portano la firma del rinomato chitarrista romano Stefano Zaccagnini, che ha contribuito a definire l’identità sonora dell’album. Ad affiancare l’artista, un gruppo di musicisti di grande esperienza: Alessandro Sanna al basso, Gianni Aquilino al pianoforte e tastiere, Pino Vecchioni alla batteria e Giovanna Famulari al violoncello. La loro presenza arricchisce il progetto con un sound intenso e coinvolgente, capace di valorizzare appieno la sensibilità artistica di Milena Melchiorre.

Punta a capo

Rappresenta un debutto intenso e autentico, l’avvio consapevole di un percorso artistico che merita attenzione. È un disco che chiede tempo, ascolto e presenza, lontano da artifici e sovrastrutture. Fermarsi, qui, non significa arrendersi, ma scegliere di guardarsi dentro. Da questa necessità nasce l’album: un ritorno al cuore delle emozioni, dove l’autrice espone la propria vulnerabilità e la trasforma in suono e parole. I sei brani sono come sei confessioni intime, ambienti emotivi aperti all’ascoltatore, che può attraversarli liberamente, incontrando immagini evocative, pause cariche di significato e verità non sempre comode. Il romanticismo che attraversa il disco è profondamente umano, fatto di gesti che proteggono e paure che non scompaiono.

Ad aprire l’album è Guance, un brano sospeso e delicato, simile a un sogno incompleto: una carezza cercata come rifugio diventa rivelazione di una fragilità più profonda. In Mare, l’artista si misura con l’ignoto e con l’immensità: il mare è simbolo di attrazione e timore, spazio in cui abbandonarsi significa accettare i propri limiti. Istanti racconta una generazione che prova ad amarsi tra silenzi digitali e notti insonni, cercando equilibrio in un mondo che corre troppo.

Con Dentro un lunedì, la routine quotidiana si trasforma in riflessione: una giovane donna, cresciuta in fretta, si sente fuori tempo e desidera rallentare per ritrovare sé stessa. Mondo defibrillatore imprime un ritmo più urgente, descrivendo una realtà frenetica e instabile che confonde i confini morali. A chiudere è Mi sono permessa…, un atto di resa che diventa affermazione: vivere il tempo, senza sfidarlo. Punto a Capo è così un nuovo inizio, un invito ad ascoltarsi e a riconoscere nella fragilità una forma sincera d’amore.

milena melchiorre in primo piano nella copertina del primo album punto a capo

Milena Melchiorre 

È una cantautrice e studentessa di Filosofia, nata nel 2004 e originaria di Giulianova, cittadina abruzzese affacciata sul mare. Attualmente studia Filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, percorso che riflette la sua naturale inclinazione all’introspezione e all’analisi del sé e del mondo.

Scrive fin dall’infanzia, trovando nella parola uno strumento per ordinare i pensieri e dare forma alle emozioni. Con il tempo, la scrittura si è intrecciata alla musica, dando vita a una voce artistica autentica e personale. La chitarra accompagna costantemente il suo percorso creativo, dalle prime composizioni ai contesti live.

Negli ultimi anni ha portato la propria musica in eventi e serate locali, partecipando anche al Festival Mogol Battisti, dove ha presentato un brano inedito.

Punto a Capo è disponibile in digitale dal 10 dicembre 2025, e il CD audio può essere richiesto sul sito ufficiale di Cinemusica Nova srls.

Lele Boccardo
Lele Boccardo
(a.k.a. Giovanni Delbosco) Direttore Responsabile. Critico musicale, opinionista sportivo, pioniere delle radio “libere” torinesi. Autore del romanzo “Un futuro da scrivere insieme” e del thriller “Il rullante insanguinato”. Dice di sè: “Il mio cuore batte a tempo di musica, ma non è un battito normale, è un battito animale. Stare seduto dietro una Ludwig, o in sella alla mia Harley Davidson, non fa differenza, l’importante è che ci sia del ritmo: una cassa, dei piatti, un rullante o un bicilindrico, per me sono la stessa cosa. Un martello pneumatico in quattro: i tempi di un motore che diventano un beat costante. Naturalmente a tinte granata”.
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