La ruchetta dei muri, utile, sì, ma guai a schiacciarla

La ruchetta dei muri è anche chiamata ruchetta selvatica o rucola selvatica, per la sua affinità con la rucola coltivata. Appartiene alla famiglia delle Crucifere, che vi stiamo illustrando da un paio di mesi, ed è stata classificata come Diplotaxis muralis DC.

Il suo nome latino ci svela due caratteristiche di questa pianta. Diplotaxis, infatti, si riferisce al fatto che il suo frutto contiene una doppia fila di semi. E muralis, invece, ci indica che spunta spesso tra le pietre dei muretti o dei ruderi.

Pianta fiorita che vegeta alla base del muro di una casa.
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Non si direbbe, perché i suoi fiori emanano un soave profumo capace di attrarre gli insetti impollinatori, eppure la ruchetta dei muri puzza. Anzi, è la più puzzolente fra tutte le Crucifere. Ce ne accorgiamo se ne schiacciamo fra le dita il fusto: l’odore ributtante che ne scaturirà è dovuto all’acido solfidrico. È la stessa sostanza che si usa per gli scherzi di carnevale, quando si vogliono simulare spiacevoli e imbarazzanti puzzette.

Pur non essendo specie autoctona in Irlanda, bensì introdotta nel corso dei secoli, per questo motivo è diventata la beniamina dei ragazzi. Dal suo succo ricavavano  artigianali “bombette puzzolenti” con il caratteristico odore delle uova marce e con cui sorridere dietro al malcapitato di turno. Il termine gaelico con cui è designata, Ruachán buí, significa “razzo giallo”, per i fiori gialli, e traduce il suo nome inglese Wall-rocket”. Tuttavia il suo soprannome più diffuso e calzante è Stinkweed, che significa appunto “erba puzzolente”.

Piante di ruchetta su terreno brullo. Si notano le rosette basali delle foglie e i fiori gialli.
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Si tratta di una pianta erbacea annuale che, quale habitat, predilige i terreni incolti e sabbiosi, oltre naturalmente ai muri. Il fusto glabro e cilindrico non è ramificato e raggiunge un’altezza di mezzo metro circa. Le foglie pennate e lobate sono riunite in una rosetta basale. I fiori apicali, gialli, con 4 petali disposti a croce, segno distintivo per riconoscere le Crucifere, sbocciano tra maggio e settembre.

Il frutto è una stretta siliqua cilindrica che si drizza ad angolo sul peduncolo per riprendere un portamento eretto. Il peduncolo, infatti, divarica rispetto al fusto. Ogni siliqua è sormontata da un esile becco e, come già anticipato, contiene una doppia fila di semi bruno-giallastri. Per riconoscere la ruchetta dei muri in natura, senza confonderla con altre specie, è indispensabile ricorrere all’utilizzo di libri chiamati “chiavi botaniche”.

Disegno scientifico con foglie, fusto, fiori e frutti.
Quest’opera è di pubblico dominio anche in USA

Dal punto di vista medicinale, la ruchetta dei muri è un’ottima erba con il grave difetto della puzza. Si può in effetti mangiare in insalata come la rucola ma occorre tapparsi il naso e neanche la tisana è invitante. Che fare, allora? Henri Leclerc, considerato il “padre” della fitoterapia, consigliava di assumerla sotto forma di alcolaturo. E ne vale davvero la pena? Secondo Jean Valnet, le sue proprietà sono addirittura superiori a quelle dell’erisimo. Perché questa specie contiene tra i principi attivi solfuri, come il diplotaxilene e il solfuro di allile, vitamina C e butilene.

Ne deriva che è un buon espettorante, anche in caso di bronchiti croniche, che è antiscorbutico  e pure diuretico. I semi ridotti in farina possono sostituire in applicazione esterna quelli della senape, di cui vi parleremo presto, nei sinapismi. Senza mai interrompere le cure mediche in corso, la ruchetta dei muri è un efficace alleato della nostra salute, purché s’impari a sopportarne la puzza.

Particolare del fiore di ruchetta con 4 petali gialli disposti a croce. In secondo piano, spunta una siliqua.
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Maura Maffei
Maura Maffei
Eccomi a voi! A livello accademico, sono erborista e soprano lirico. Sono anche iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte nell'albo pubblicisti. La mia grande passione è scrivere romanzi storici: in più di trent'anni dì carriera, ne ho pubblicato una ventina. E l'altro amore assoluto è quello per la storia e la cultura irlandesi: ogni giorno, faccio esercizi di gaelico, per ripassare questa lingua affascinante e difficile, perché la lingua è la vera anima di un popolo. Una volta ero una viaggiatrice indefessa: adesso mi trovate quasi ogni sabato nelle varie librerie a fare firma copie, perché mi arricchisce molto dialogare a tu per tu con i lettori. Mi piace dipingere, creare collane di pietre dure e ho due vaste collezioni di cui vado orgogliosa: quella di giochi di società e la cineteca. In particolare, faccio incetta di vecchi film di Hollywood, che si giravano tra gli Anni Trenta e gli Anni Sessanta del secolo scorso. Tra i registi di allora, adoro Hawks, Leisen e Capra. La mia famiglia è la mia autentica forza e metto sempre al primo posto mio marito Paolo, mia figlia Maria Eloisa e mio genero Cristiano. Trascorro infine ogni giornata in compagnia di 4 gatti: Jolie, Liath, Croí ed Elvis.
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