San Vito Lo Capo, 11enne tenta di accoltellare l’insegnante: il brutto voto e il messaggio social, cosa sappiamo

(Adnkronos) – Un alunno di 11 anni, che frequenta la scuola media di San Vito Lo Capo (Trapani), ha tentato oggi, venerdì 29 maggio, di accoltellare il professore di tecnologia durante le lezioni, ma è stato bloccato prima di riuscire a ferirlo. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzino avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe provato ad aggredire il docente davanti ai compagni di classe. L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Il ragazzino non è perseguibile per legge, vista l'età, ma la Procura dei minori che indaga ha aperto un procedimento. Ci sarebbe un brutto voto, preso dopo una interrogazione andata male, dietro al gesto dell'undicenne. E' il sospetto dei docenti della scuola frequentata dal bambino. E' stato lo stessp docente a bloccare il ragazzino quando ha visto che lo voleva accoltellare. Per fortuna non è rimasto ferito, ha avuto solo qualche graffio. "Don’t blame me for what i will do in 4 hrs", cioè "Non datemi la colpa per quello che farò tra 4 ore" – con una musica assordante sullo sfondo – il messaggio che il bambino ha pubblicato su TikTok, secondo gli investigatori che stanno indagando anche sui social. Secondo gli inquirenti il ragazzino avrebbe preparato tutto fin nei minimi particolari. Solo la prontezza del professore ha evitato il peggio. Ieri sera, come scrive Serena Mazzini nella newsletter di Valetutto, "un account aveva mostrato l'outfit scelto per l'attacco". Poi stamattina il folle gesto e quella frase criptica. “L’undicenne che frequenta la prima media andava bene a scuola. Non c’erano stati segnali di disagio né di contrasti con i professori. Normali dinamiche scolastiche. Non possiamo aggiungere altro, il minorenne va tutelato”, ha detto il dirigente scolastico Alberto Ruggirello. "L'intera dinamica dell'episodio di San Vito Lo Capo, così per come viene riportata dai media, lascia davvero sgomenti, anzi si fa fatica perfino ad immaginarlo", afferma il presidente dell'Assemblea regionale Gaetano Galvagno. "Superando ogni frase fatta, dobbiamo riconoscere – sottolinea Galvagno – che abbiamo un problema ad ogni latitudine, quindi anche dalle nostre parti. È oramai evidente che l'uso indiscriminato dei social come autentiche fabbriche di odio, in cui postare ogni forma di violenza, si ripercuote inevitabilmente su chi, ad appena 11 anni, non ha certamente la piena cognizione del gesto folle che sta compiendo. Come Ars – conclude – abbiamo approvato da poco una legge che vieta l'uso degli smartphone tra i bambini, ma ovviamente non basta. Bisogna lavorare, e tanto, per fermare questa deriva prima che diventi inesorabile".  Lo scorso marzo un episodio analogo era avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo quando una professoressa di francese era stata colpita con due coltellate da uno studente di 13 anni poco prima dell'inizio delle lezioni. Anche in quell'occasione il ragazzino che indossava una maglietta con scritto 'vendetta', aveva trasmesso l'aggressione su Telegram.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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