Come un 45 giri che gira nel tempo, i Festival di Sanremo con finale “6” tornano a suonare a ogni decennio: i Sanremo Golden Years sono la colonna sonora della memoria italiana.
1956 – Il debutto televisivo e la nascita del Festival moderno
Il Festival di Sanremo 1956 segna una svolta decisiva perché per la prima volta viene trasmesso in televisione dalla RAI, trasformando la manifestazione in un evento nazionale condiviso. La conduzione è affidata a Fausto Tommei e a Maria Teresa Ruta, volti autorevoli che accompagnano un’Italia ancora legata alla radio ma ormai pronta a riconoscersi nel linguaggio televisivo. In gara si alternano pochi interpreti chiamati a presentare più brani, secondo una formula lontana dal modello attuale ma già efficace dal punto di vista popolare. A vincere è Franca Raimondi con “Aprite le finestre”, una canzone che incarna l’ottimismo della ricostruzione, mentre al secondo posto si piazza Tonina Torrielli con “Amami se vuoi”.
Tra i partecipanti si segnala anche Giorgio Consolini, interprete raffinato che contribuisce a definire l’estetica melodica dell’epoca. Il repertorio è dominato da orchestrazioni eleganti e da una scrittura fortemente narrativa, capace di parlare a un pubblico ampio.
Il 1956 rappresenta il momento in cui Sanremo diventa una vetrina nazionale per autori e interpreti, creando un ponte diretto tra industria discografica e pubblico. La televisione amplifica il fenomeno e costruisce il primo vero mito del Festival, che da questo momento assume un ruolo centrale nella cultura popolare italiana.
1966 – Modugno, Celentano e l’Italia che cambia ritmo
Il Festival di Sanremo 1966 racconta un’Italia in piena trasformazione culturale. La conduzione è affidata, per l quinta volta consecutiva a Mike Bongiorno, affiancato da Paola Penni e Carla Maria Puccini, mentre il regolamento prevede la doppia esecuzione dei brani da parte di un artista italiano e spesso da uno straniero. A vincere è Domenico Modugno con “Dio, come ti amo”, interpretata anche da Gigola Cinquetti, confermando la centralità dell’autore-interprete.
Tra i partecipanti spiccano Adriano Celentano, con “Il ragazzo della via Gluk”, neanche qualificato per la serata finale, e Caterina Caselli, con “Nessuno mi può giudicare”, che diventerà il volto simbolo della nuova generazione pop italiana. Presenti anche artisti come Bobby Solo, Iva Zanicchi e Lucio Dalla, che rappresentano le diverse anime della canzone italiana di metà anni Sessanta.
Il Festival si apre al mercato internazionale e consolida la propria funzione di piattaforma culturale. Sanremo 1966 segna il passaggio verso una musica più moderna, più legata all’identità degli interpreti e alla dimensione giovanile.
1976 – La rinascita televisiva e il nuovo corso del Festival
Il Festival di Sanremo 1976 è l’ultimo a svolgersi nel “salone delle feste” del Casinò di Sanremo, che dall’anno seguente si trasferirà “provvisoriamente” al teatro Ariston. Festival quasi snobbato della RAI che trasmise in televisione solamente la serata conclusiva, mentre le prime due furono trasmesse solo alla radio.
La diretta della serata finale del Festival sforò con i tempi stabiliti, andando a finire alla soglia del telegiornale della notte; pertanto la linea fu tolta di punto in bianco e la canzone vincitrice, venne comunicata durante il telegiornale.
La conduzione è affidata a Giancarlo Guardabassi, figura radiofonica capace di portare ritmo e competenza musicale, pur senza salire mai sul palco. A vincere è Peppino di Capri con “Non lo faccio più”, una canzone che mescola tradizione melodica e sonorità pop moderne (per l’epoca).
Tra i partecipanti emergono nomi come Wess & Dori Ghezzi, Sergio Endrigo e Sandro Giacobbe, artisti che contribuiscono a rinnovare il panorama musicale italiano. Il Festival torna a dialogare con il pubblico televisivo e con una nuova generazione di ascoltatori.
Fra gli ospiti furono da segnalare Rita Pavone, presentata da Erminio Macario, Domenico Modugno, e Julio Iglesias, superstar assoluta dell’epoca, la cui esibizione di “Se mi lasci non vale” venne oscurata dal telegiornale.
1986 – Ramazzotti, Mango e la stagione d’oro del pop italiano
Il Festival di Sanremo 1986 è uno dei momenti più iconici degli anni Ottanta. La conduzione è affidata a Loretta Goggi (prima donna a ricoprire il ruolo di conduttrice principale della kermesse). Gli intermezzi comici furono affidati al Trio (Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi).
Non era presente l’orchestra. Gli artisti gareggianti si esibivano dal vivo su basi musicali preregistrate, tranne nella seconda serata dove i cantanti della sezione Campioni presentarono completamente in playback un estratto della canzone.
A vincere è Eros Ramazzotti con “Adesso tu”, simbolo del pop italiano moderno.
Tra i partecipanti spiccano Mango con “Lei verrà”, Enrico Ruggeri con “Rien ne va plus”, Scialpi con “No East No West”, oltre a Zucchero e Stadio, autori di brani oggi considerati classici della radio.
Tra le Nuove Proposte emergono Lena Biolcati vincitrice con “Grande grande amore” e Aleandro Baldi, mentre la presenza internazionale arricchisce il respiro dell’edizione.
Artisti come Sting, e David Bowie (si, proprio lui) e band come Dream Thetra e Spandau Ballet danno lustro ad un festival indimenticabile.
Il 1986 rappresenta un equilibrio perfetto tra melodia italiana e pop internazionale, con Sanremo al centro del mercato musicale europeo.
1996 – Ron, Tosca e la poesia che conquista l’Ariston
Il Festival di Sanremo 1996, condotto da Pippo Baudo, affiancato da Sabrina Ferilli e e dalla top model argentina Valeria Mazza, premia Ron e Tosca con “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, scritta con la collaborazione di Lucio Dalla. Il brano rappresenta una sintesi perfetta tra tradizione sanremese e poesia contemporanea.
Tra i partecipanti si distinguono Giorgia, Elio e le Storie Tese, Ivana spagna e Michele Zarrillo, artisti che portano linguaggi diversi sul palco dell’Ariston.
Il Festival si aprì con l’esibizione di Bruce Springsteen, che pose come condizione agli organizzatori di potersi esibire a inizio serata, con luci soffuse, inquadrature strette, e con la trasmissione della traduzione del testo della sua canzone, “The ghost of Tom Joad”, in sovraimpressione. The Boss rifiutò altresì di essere intervistato.
Esclusivamente per quest’edizione le serate divennero sei. Infatti il lunedì sera, dal teatro del Casinò di Sanremo, venne realizzato uno speciale in prima serata intitolato Arriva il Festival, una sorta di gala di presentazione condotto da Baudo durante il quale i cantanti si raccontavano al pubblico tramite anche immagini di repertorio e domande di giornalisti.
2006 – Povia e il Festival tra tradizione e televisione
Il Festival di Sanremo 2006 è condotto da Giorgio Panariello con Ilary Blasi e Victoria Cabello.
La gara fu suddivisa in quattro categorie: Uomini, Donne, Gruppi (composte da 6 cantanti ciascuna) e Giovani (composta da 12 artisti emergenti).
Vince a sorpresa Povia con “Vorrei avere il becco”.
Tra i partecipanti si segnalano Nomadi, Anna Oxa, Gianluca Grignani, Dolcenera e Simone Cristicchi, quest’ultimo destinato a vincere l’anno successivo.
Nonostante avesse un corpus quasi del tutto analogo all’anno precedente, tale edizione riscontrò uno scarso successo di pubblico, causato anche dalla forte controprogrammazione di Mediaset. Infatti, con il 40,17% di share è la quarta edizione meno vista di sempre dopo quelle del 2008, 2004 3 2014.
Il Festival cerca un equilibrio tra spettacolo televisivo e qualità musicale, mentre il mercato discografico vive il passaggio dal CD al digitale. Sanremo 2006 rappresenta una fase di transizione verso il modello contemporaneo.
2016 – Stadio, Gabbani e l’era dello streaming
Il Festival di Sanremo 2016, condotto da Carlo Conti, affiancato dall’attore Gabriel Garko, dalla modella e attrice rumena Mădălina Ghenea e dall’attrice comica Virginia Raffaele.
Vi hanno partecipato 28 artisti con altrettanti brani suddivisi in due sezioni: Campioni (composta da 20 cantanti noti) e Nuove proposte (composta da 8 giovani cantanti emergenti).
Vincono gli Stadio con “Un giorno mi dirai”. Tra le Nuove Proposte trionfa Francesco Gabbani con “Amen”.
Tra i partecipanti figurano Noemi, Francesca Michielin, Arisa, Clementino e Rocco Hunt, a testimonianza di un panorama musicale in trasformazione.
Sanremo 2016 tra i Giovani ospita anche artisti destinati a segnare il decennio successivo: Ermal Meta, che inizia proprio da qui un percorso che lo porterà alla vittoria nel 2018; Mahmood, ancora lontano dal trionfo con “Soldi” ma già riconoscibile per cifra stilistica; Irama, che costruirà negli anni una forte identità pop tra radio e live.
Il Festival si muove nell’era dello streaming e dei social, mantenendo centralità culturale. Sanremo 2016 rappresenta il punto di incontro tra tradizione e innovazione digitale.
Sanremo Golden Years: settant’anni di musica italiana
I Festival con finale “6” raccontano l’evoluzione della musica italiana dal 1956 al 2016, attraversando generazioni, linguaggi e trasformazioni sociali. Ogni edizione segna un passaggio storico preciso e Sanremo diventa, di volta in volta, lo specchio del proprio tempo. Dal debutto televisivo degli anni Cinquanta fino all’era dello streaming, il Festival di Sanremo accompagna il Paese nel suo percorso culturale e musicale, mantenendo un ruolo centrale nell’immaginario collettivo.
I Sanremo Golden Years uniscono tradizione e innovazione, canzone d’autore e pop contemporaneo, orchestra e produzione digitale. Ogni decennio lascia un segno riconoscibile, ogni vincitore diventa un riferimento per la musica italiana. Guardare oggi a queste edizioni significa rileggere settant’anni di storia attraverso le canzoni che hanno raccontato emozioni, cambiamenti e identità.
Sanremo resta il luogo dove la musica incontra il Paese e il Paese si riconosce nella musica, pronto a scrivere nuovi capitoli.
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L’immagine di copertina è stata generata con ChatGPT Image.


