(Adnkronos) – La Russia non si sente più vincolata dal trattato New Start sulle armi nucleari che scade oggi, giovedì 5 febbraio. "Riteniamo che le parti del trattato non siano più vincolate da alcun obbligo o dichiarazione simmetrica nell'ambito del trattato", ha affermato il ministero degli Esteri russo in una dichiarazione. Vladimir Putin, in ogni caso, ha assicurato che la Russia agirà in modo "responsabile" dopo la scadenza del trattato sul disarmo nucleare, firmato da Stati Uniti e Mosca a Praga l'8 aprile 2010. Il presidente russo lo ha detto a quello cinese Xi Jinping, come riferito dal consigliere diplomatico del presidente russo Yuri Ushakov durante una conferenza stampa, che ha poi aggiunto che il presidente russo "ha sottolineato che in questa situazione agiremo in modo ponderato e responsabile". Nei giorni scorsi però Dmitrij Peskov, il portavoce presidenziale russo, aveva dichiarato ai giornalisti che "il mondo si troverà in una situazione più pericolosa di prima. Per la prima volta, Russia e Stati Uniti, che possiedono i più grandi arsenali nucleari del mondo, si troveranno senza un documento fondamentale che limiti e controlli tali arsenali". Un qualsiasi accordo con la Russia, deve includere anche la Cina, per gli Stati Uniti. Lo aveva chiesto più volte Donald Trump, lo ha ribadito alla vigilia della scadenza del New Start, il suo segretario di Stato, Marco Rubio. "Il Presidente è stato chiaro. Non è possibile il controllo degli armamenti nel 21esimo secolo se non include in qualche modo la Cina. A causa del loro arsenale vasto e in crescita", ha spiegato. Un pressante appello al disarmo è arrivato nella giornata di ieri da papa Leone. " Domani – ha ricordato il Pontefice a fine udienza generale – giunge a scadenza il trattato New Start sottoscritto nel 2010 dai presidenti degli Stati Uniti e della Federazione Russa che ha rappresentato un passo significativo nel contenere la proliferazione delle armi nucleari. Nel rinnovare l’incoraggiamento ad ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca rivolgo un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto e efficace". "La situazione attuale – ha sottolineato Leone con preoccupazione- dice di fare tutto il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le Nazioni . E’ quanto mai urgente sostituire la logica delle paura e della diffidenza con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti ". Con la scadenza del New Start, e nessun negoziato in vista nel futuro, ha fine un'era iniziata più di 50 anni fa, nel 1972, con la firma da parte di Richard Nixon e Leonid Brezhnev del Trattato contro i sistemi anti missili balistici (Abm), e nel 1985 con Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. Termina l'era delle lunghe trattative, delle delegazioni al lavoro per settimane sui dettagli, dei contatti informali fra scienziati dei due blocchi prima, per il controllo degli armamenti, testate e lanciatori strategici, nel caso degli Start, missili a corto e medio raggio, nel caso dell'Inf fatto decadere dagli Usa e poi dalla Russia, e la sospensione dei test nucleari. Lo Start 1 era stato firmato da Mikhail Gorbaciov e George H. W. Bush nel 1991. Prevedeva limiti significativi al numero di testate nucleari di Usa e Urss e un sistema di ispezioni reciproche. Il New Start firmato a Praga nel 2010 da Barack Obama e Dmitry Medvedev era stato esteso nel 2021. Prevedeva il limite di 1.550 testate e 700 Icbm, missili balistici da sottomarino e bombardieri. Il New Start prevede anche il bando al dispiegamento di armi strategiche fuori dal territorio nazionale dei due Paesi firmatari. Il mondo è così per la prima volta da decenni senza un quadro di regole, scambio di dati, controlli – quelli previsti dal New Start erano stati sospesi con il Covid e nel 2023 per decisione di Putin – e notifiche per la riduzione dei rischi. "La scadenza del New Start non riguarda davvero il New Start. Ma un modello più esteso di sfiducia e disinteresse nel controllo degli armamenti in generale", ha sottolineato Matt Korda, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani. Il Consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, ha garantito che Mosca opererà in modo responsabile. Vladimir Putin aveva proposto il proseguimento informale dell'accordo, del rispetto dei suoi limiti quantitativi, non dei controlli e dello scambio di informazioni, Donald Trump aveva risposto parlando di una "buona idea", ma chiedendone l'estensione del formato alla Cina (Stati Uniti e Russia sono in possesso del 90 per cento delle armi nucleari, anche se la Cina, che non intende partecipare a negoziati per il controllo fino al raggiungimento della parità con gli Stati Uniti, ha raddoppiato in pochi anni il suo arsenale). Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, denuncia che "il mondo si troverà in una posizione più pericolosa di quanto non lo sia mai stato prima". "Credo davvero che siamo ora sulla soglia di una nuova corsa agli armamenti. Non penso che ci sarà, con me in vita, un altro trattato con limiti ai numeri", ha dichiarato in una intervista al Financial Times James Acton, co-direttore del programma per le politiche nucleari del Carnegie Endowment for International Peace. "Non puoi avere un trattato migliore dello stato generale delle relazioni fra le parti. Il fatto che non ci sia un trattato riflette quello che sta accadendo" in termini più generali fra Stati Uniti e Russia, ha spiegato Pavel Podvig, direttore del Russian Nuclear Forces Project."Il valore del trattato non era nei limiti ma nell'intero sistema di ispezioni, scambio di dati e notifiche. Se potessimo avere anche limiti più alti ma con tutto il meccanismo di trasparenza sarebbe comunque una buona soluzione", ha aggiunto l'analista. Rose Gottemoeller, capo negoziatrice Usa del trattato come sottosegretaria per il controllo degli armamenti, si è espressa in favore dell'estensione di un altro anno. Gli Usa potrebbero trovarsi in una posizione più debole. "Possono aggiungere più testate di quanto possiamo fare noi".
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