Valloria, il paese delle porte dipinte e i suoi spettacolari segreti

Tra le colline liguri, dove il profumo del mare si mescola a quello degli ulivi, sorge Valloria, piccolo gioiello del Comune di Prelà, nella provincia di Imperia. Il borgo accoglie i visitatori con le sue case in pietra e i vicoli stretti che sembrano voler custodire segreti antichi ma, rispetto ad altri splendidi borghi antichi italiani, Valloria offre un vero e proprio curioso museo d’arte a cielo aperto: è il paese delle porte dipinte. Infatti, ogni porta racconta una storia attraverso colori vividi, figure sorprendenti e dettagli che catturano l’immaginazione.

Passeggiare tra le stradine significa immergersi letteralemente in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, dove l’arte si fonde con la vita quotidiana e ogni angolo ispira un nuovo racconto.

Le porte dipinte, nate negli anni Ottanta grazie all’iniziativa dell’associazione locale “Amici di Valloria”, hanno trasformato il borgo in un laboratorio artistico unico, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo e stimolare la creatività di chi vi si immerge. La luce del sole gioca sui colori, facendo apparire ogni porta diversa a seconda del momento della giornata, mentre il suono dei passi tra i vicoli accompagna la scoperta di un borgo che ha saputo reinventarsi attraverso l’arte.

Storia e radici di Valloria

L’origine di Valloria affonda le radici nel Medioevo. Il borgo nacque come centro agricolo e commerciale dell’entroterra ligure, protetto dalle colline e immerso tra ulivi secolari. Le case in pietra, i vicoli stretti e i piccoli cortili raccontano storie di generazioni che hanno vissuto qui, lavorando la terra e mantenendo vive tradizioni antiche. Il nome del borgo, derivato da Vallis Aurea, valle d’oro, ricorda la fertilità del territorio, i colori dorati delle foglie di ulivo d’estate e l’importanza dell’agricoltura, in particolare la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio taggiasco, ancora oggi elemento distintivo della cultura locale.

Nel XVIII secolo Valloria contava circa 360 abitanti, ma a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, quando la produzione di olio entrò in crisi e la comunità non riuscì a passare alla coltivazione dei fiori, la popolazione diminuì drasticamente, arrivando a soli trenta residenti. La vita degli abitanti era scandita dal lavoro agricolo, dalle feste religiose e dai ritmi della famiglia, in un contesto sociale molto coeso e radicato nelle tradizioni. Negli ultimi decenni del secolo scorso, il progetto delle porte dipinte hanno riportato vitalità al borgo, richiamando giovani, residenti temporanei stranieri e visitatori, trasformando Valloria in un luogo dove arte, memoria e comunità convivono armoniosamente ed oggi, questo progetto è più vivo che mai grazie al prezioso contributo dell’Associazione “Le Tre Fontane”.

Non solo arte, ma anche storia

Tra i simboli storici del borgo spicca la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, costruita sui resti di un antico tempio pagano e arricchita nel tempo con opere artistiche, tra cui un polittico di Agostino Casanova del 1523. L’Oratorio di Santa Croce, edificato nel 1526 e oggi sede del Museo delle Cose Dimenticate, conserva utensili e strumenti della vita contadina, raccontando la quotidianità delle generazioni passate.

La storia si percepisce nei dettagli architettonici, negli archi che collegano le stradine e nelle chiese che si ergono tra i tetti, testimoni di secoli di vita quotidiana e fede. L’arte delle porte ha saputo valorizzare queste radici storiche, creando un dialogo continuo tra passato e presente, memoria e innovazione, senza alterare l’anima autentica del borgo.

Curiosità e leggende del borgo

Le leggende di Valloria si intrecciano con la storia e le tradizioni popolari. Si racconta che il borgo sia stato fondato dagli abitanti della vicina località Castello, in fuga da un’invasione di formiche così numerose da assalire perfino i bambini nelle culle. Del vecchio villaggio restano oggi ruderi, stradine e il pozzo di Stonzo, testimonianze silenziose di un passato lontano. Il borgo custodisce tradizioni particolari come quella dello “Spaudo”: se un “Foresto” avesse sposato una ragazza del paese, avrebbe dovuto versare una somma ai giovani locali, che altrimenti avrebbero perso la possibilità di contrarre matrimonio. Anche i vedovi risposati dovevano rispettare la regola, pena scherzi rumorosi chiamati “ciaravui”.

Valloria fu tra i primi paesi dell’entroterra a dotarsi di un acquedotto, realizzato nel 1715 dalla Confraternita di Santa Croce, che portava acqua alla comunità tramite canali di piombo fino alle Tre Fontane, oggi simbolo dell’Associazione “Le Tre Fontane”.

Tra le curiosità più suggestive c’è, infine, la Pietra del Sole, un masso a forma di parallelepipedo usato dagli antichi abitanti per adorare il dio Sole, mescolando sacro e profano, fino ad arrivare a rituali insoliti legati persino alle cipolle. Questi dettagli rendono Valloria un borgo unico, dove storia, leggenda e vita quotidiana si intrecciano in ogni vicolo e in ogni porta dipinta.

Le porte: racconti a colori

Le porte di Valloria rappresentano il cuore pulsante del borgo. Ogni anno artisti italiani e internazionali si riuniscono per decorare nuove porte, dando vita a un percorso di creatività continua.

Le opere spaziano da rappresentazioni figurative a composizioni astratte, da scene di vita quotidiana a visioni personali, creando un mosaico di emozioni e narrazioni che accompagna il visitatore ad ogni passo. Alcune porte mostrano animali e simboli della Liguria, altre momenti della vita di chi ha abitato il borgo, altre ancora evocano sogni e suggestioni che trascendono la realtà.

Per questo Valloria è un borgo da visitare frequentemente e non solo un avolta nella vita, perché ogni anno cambia volto, o meglio, cambia…porta!

Il borgo offre anche un panorama mozzafiato con scorci straordinari sulle colline circostanti e sulla Val Prino. I vicoli si snodano tra archi, scalinate e piazzette nascoste, creando percorsi che si rivelano gradualmente ai visitatori più curiosi. Dalla Chiesa di San Giuseppe, situata su un poggio che domina il borgo, si apre una vista panoramica che abbraccia il paesaggio ligure fino al mare nelle giornate limpide.

Il Museo delle Cose Dimenticate

All’interno del borgo esiste anche un curioso museo, ospitato nell’ex Oratorio di Santa Croce. E’ il Museo delle Cose Dimenticate, un luogo che funge da macchina del tempo e che ci trasporta in un tempo, neanche troppo lontano, ma che mantiene intatte le origini sia del posto che della storia dell’essere umano.

Oggetti della vita contadina, utensili legati alla produzione dell’olio e strumenti quotidiani ormai rari sono una testimonianza autentica di una Italia comune ad ogni visitatore, simboli di una vita semplice fatta di fatica ma anche di un rapporto in simbiosi con la terra e la natura e dell’armonia e dell’equilibrio che dominava la nostra società fono a qualche decennio fa. Oggetti di vita quotidiana che ispirano le rappresentazioni artistiche delle porte che chiudono le case del borgo,

A Valloria fai Baldoria

Valloria offre anche esperienze gastronomiche legate al territorio. Le feste locali, come l’evento estivo “A Valloria fai baldoria”, combinano arte, musica e cucina, permettendo ai visitatori di assaporare piatti tipici della Liguria.

Le trofie al pesto, i ravioli di borragine e l’olio taggiasco sono esempi concreti della cultura culinaria locale, che unisce ingredienti semplici a tecniche tradizionali. Partecipare a queste manifestazioni significa entrare in contatto con la comunità, percepire l’energia che anima il borgo e comprendere quanto la cultura, la storia e i sapori si intreccino in Valloria. Ogni piatto racconta la terra e il tempo che l’ha prodotto, rafforzando il senso di autenticità e identità del luogo.

Valloria oggi: arte, memoria e comunità

Oggi Valloria rappresenta un esempio di borgo che ha saputo reinventarsi attraverso l’arte, mantenendo saldi i legami con la propria storia e la propria identità culturale. Passeggiare tra le sue stradine significa vivere un’esperienza completa, dove ogni porta è un racconto, ogni vicolo un percorso di scoperta e ogni panorama un invito alla contemplazione.

La comunità locale continua a promuovere iniziative culturali e artistiche, rafforzando la reputazione del borgo come meta imperdibile per chi cerca autenticità, creatività e bellezza. L’arte diventa così ponte tra passato e presente, memoria e innovazione, creando un’esperienza che resta nel cuore di chi visita Valloria.

Per saperne di più, visitate il sito ufficiale del comune di Valloria.

Si ringrazia Silvia G Ph per il prezioso contributo fotografico

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Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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