L’affondamento dell’Arandora Star: la più grande tragedia dell’emigrazione italiana. La Camera ha approvato la Giornata nazionale in memoria.
L’Arandora Star è stata la più lussuosa nave da crociera della Marina britannica, negli Anni Trenta del secolo scorso. Eppure il suo nome è tristemente famoso per il suo affondamento, che causò la morte di più di ottocento persone, tra cui 446 italiani internati civili. Quella dell’Arandora Star è stata una delle più gravi tragedie, se non la più grave in assoluto, nella storia dell’emigrazione italiana. In quale contesto? Il 10 giugno 1940, Mussolini dichiarò guerra, oltre che alla Francia, anche al Regno Unito. Il problema fu che in Gran Bretagna vivevano stabilmente circa ventimila italiani.
Erano i nostri emigrati che gestivano soprattutto imprese familiari di ristorazione: caffetterie, trattorie, fish and chips, gelaterie… C’erano anche direttori d’albergo, camerieri, barbieri, artigiani con varie attività, pittori e musicisti, ad esempio. Da un giorno all’altro divennero nemici e indesiderati, temuti come possibili spie. Per ordine di Churchill – Collar the lot! – ne furono rastrellati casa per casa diverse migliaia. Erano maschi, con un’età compresa tra i 16 e i 75 anni, provenienti da ogni regione italiana. Furono internati non solo sul suolo britannico ma anche oltre Oceano, in Canada e in Australia.


Come avvennero i fatti
Il transatlantico Arandora Star, requisito nel 1939 per operazioni belliche, salpò per l’ultima volta da Liverpool il 1° luglio 1940. Aveva a bordo 712 italiani da internare nel campo di St. John’s, in Canada. E quella nave non sarebbe mai dovuta salpare perché la Convenzione di Ginevra vietava espressamente di esporre gli internati in scenari di guerra. Ma il divieto non fu rispettato, in un Atlantico infestato da u-boat tedeschi, e il 2 luglio, alle ore 6:58, la nave fu affondata.
Ciò avvenne a 75 miglia nord-ovest da Cnoc Fola, sulla costa irlandese del Donegal, a causa di un siluro lanciato dal sottomarino U47 di Gunthër Prien. L’Arandora Star fu infatti scambiata per un mercantile militare perché non aveva scorta e non aveva il contrassegno della Croce Rossa internazionale. Era richiesto, invece, essendo le navi di internati state equiparate a navi ospedale. In questa vicenda, dunque, ci fu purtroppo un’innegabile responsabilità britannica, cosa che ha contribuito a insabbiarne il ricordo. Perché la storia viene scritta dai vincitori.


La commemorazione della tragedia da parte del presidente Mattarella
Per quasi ottant’anni, la memoria dell’affondamento dell’Arandora Star è stata custodita dalle famiglie e dalle comunità locali da cui provenivano i “dispersi, probabilmente annegati”. Facciamo riferimento, ad esempio, a Bardi, sull’Appennino parmense, che con 48 capifamiglia morti è il primo Comune italiano per numero di vittime. Qui ha sede sin dal 1968 il Comitato pro vittime Arandora Star e, ogni anno, il 2 luglio si celebra una Messa in suffragio. Ma a livello nazionale, in Italia non si è quasi mai parlato di Arandora Star. Hanno rotto il silenzio i saggi monografici della storica Maria Serena Balestracci, alcuni romanzi storici (di Maffei, Soffici, Clini…) e singoli articoli di giornale.
Tuttavia, i libri di scuola che studiano i ragazzi non hanno mai dedicato nemmeno un paio di righe a quanto avvenne. Il vento è iniziato a cambiare il 2 luglio 2020, nell’ottantesimo anniversario della tragedia, quando c’è stato un messaggio ufficiale da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il garante della Costituzione italiana, allora, si è espresso in termini davvero significativi. «Desidero commemorare quelle vittime innocenti, esprimendo sentimenti di vicinanza e solidarietà ai loro discendenti. Il ricordo della loro sofferenza costituisce un monito perenne contro le guerre e a favore dell’amicizia e della collaborazione tra i popoli».


La proposta di legge sull’Arandora Star dell’onorevole Amich
Nella primavera 2024, forti di tale messaggio commemorativo, familiari di vittime originarie del Piemonte e in particolare del Monferrato hanno contattato il deputato locale alla Camera. E l’onorevole Enzo Amich di Fratelli d’Italia si è preso davvero a cuore le loro istanze, al punto di presentare alla Camera una proposta di legge. Essa reca il numero di protocollo C. 1895 e mira a istituire la Giornata nazionale in memoria degli italiani che morirono nel naufragio. Essi dovranno essere commemorati ogni anno con un minuto di silenzio, con coinvolgimento dei mass media e con progetti nelle scuole di ogni ordine e grado. E per proporre tali progetti agli studenti la data dell’affondamento dell’Arandora Star non era adatta, cadendo il 2 luglio, nelle vacanze estive.
In collaborazione con le associazioni e le famiglie delle vittime, si è individuata una data altrettanto significativa, quella dell’11 ottobre. In tale giorno del 2013, infatti, morì a 93 anni il cavalier Rando Bertoia, friulano, ultimo sopravvissuto ancora vivente dell’Arandora Star. A livello metaforico, fu l’ultimo a scendere dal ponte della nave, l’ultimo a fornire una testimonianza diretta. Fu un uomo di pace e di perdono, che visse da emigrato in Scozia, ben integrato sia nella Comunità italiana sia nella società britannica. Per questo è figura ideale quale simbolo di tale tragedia affinché sia d’esempio alle giovani generazioni.


Inizio dell’iter parlamentare della proposta di legge Amich
Una data importante quale tappa dell’iter parlamentare della proposta di legge Amich fu l’11 novembre 2024. Alla Camera dei Deputati, nella sede di palazzo Montecitorio, si tenne infatti la conferenza stampa di presentazione. Al tavolo dei relatori c’erano studiosi e testimoni. Si trattava della storica Maria Serena Balestracci, del responsabile del Comitato pro vittime Arandora Star di Bardi Giuseppe Conti e della scrittrice e giornalista Maura Maffei. E c’erano deputati d’opposto schieramento ma concordi nel sostenere la proposta di legge: l’onorevole Enzo Amich e l’onorevole Claudio Mancini del Partito Democratico.
Tra il pubblico erano giunti da tutta Italia, specialmente da Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, i sindaci dei Comuni che contavano purtroppo diverse vittime. E c’erano i parenti, a piangere e a commuoversi. In seguito a tale evento, parlamentari dei vari partiti politici hanno sottoscritto la proposta di legge, che ha raggiunto così il numero di una ventina di firmatari.


Il parere favorevole delle Commissioni parlamentari riguardo all’Arandora Star
La proposta di legge Amich è stata poi incardinata in III Commissione Affari Esteri della Camera e discussa nella seduta del 12 marzo 2025. La relatrice è stata l’onorevole Deborah Bergamini di Forza Italia e ha subito incassato il “convinto sostegno” di Vincenzo Amendola, a nome del Partito Democratico. Il 18 marzo ha espresso parere favorevole la I Commissione Affari Costituzionali e il 19 marzo lo ha fatto la VII Commissione Cultura e Istruzione.
È poi seguito il via libera di altre Commissioni, la Commissione Bilancio (con un unico emendamento, perché non ci siano aggravi economici) e quella Questioni Regionali. La Commissione Affari Esteri ha infine licenziato per l’Assemblea la proposta di legge il 7 maggio 2025. Sino a questo punto il percorso parlamentare è stato breve, senza incorrere in alcuna difficoltà.


Finalmente in aula con la discussione generale del 2 febbraio 2026
La proposta di legge per istituire la Giornata nazionale in memoria delle vittime italiane dell’Arandora Star è finalmente stata calendarizzata pochi giorni fa. La discussione generale alla Camera dei Deputati si è tenuta il 2 febbraio scorso, alla presenza del Sottosegretario agli Interni Wanda Ferro (Fratelli d’Italia).
Dopo l’esaustiva relazione dell’onorevole Deborah Bergamini, il primo deputato iscritto a parlare è stato l’onorevole Claudio Mancini. Ha analizzato il contesto storico che portò alla tragedia e ha rivelato il suo coinvolgimento personale, in quanto due fratelli di suo nonno morirono sull’Arandora Star. Per Fratelli d’Italia, ha tenuto il discorso l’onorevole Emanuele Loperfido. Ha riassunto l’iter parlamentare e ha tracciato un commovente ritratto di Rando Bertoia, suo conterraneo, nativo della stessa provincia di Pordenone. Un friulano.


Le dichiarazioni di voto di giovedì 12 febbraio 2026
La votazione del 12 febbraio scorso è stata preceduta dalle dichiarazioni in merito all’approvazione della proposta di legge. Per un tempo massimo consentito di 10 minuti ciascuno, nove deputati hanno espresso e motivato le intenzione di voto del proprio partito. Questi i loro nomi: Mauro Del Barba (IV-C-RE), Calogero Pisano (NM(N-C-U-I)-M-CP), Marco Grimaldi (AVS), Fabrizio Benzoni (AZ-PER-RE), Francesco Silvestri (M5S), Patrizia Marrocco (FI-PPE), Simone Billi (Lega) e Toni Ricciardi (PD-IDP). Tutti hanno espresso il voto favorevole del loro gruppo.
Per ultima, c’è stata la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia attraverso il discorso intenso e toccante del primo firmatario Enzo Amich. Ha esordito con uno stralcio del diario di un sopravvissuto, Luigi Fulgoni di Bardi, e ha anche citato gli accorati ringraziamenti dei familiari delle vittime. In un intervento assai articolato, ha ricostruito la storia e le sofferenze delle nostre famiglie emigrate nel Regno Unito, quando ci fu la dichiarazione di guerra. E ha parlato dell’eroismo di coloro che, mentre la nave affondava, si prodigarono a salvare altre persone. Ha infine invocato un voto unanime e condiviso in memoria degli italiani dell’Arandora Star.


La Camera approva all’unanimità: la grande soddisfazione dell’onorevole Amich
Le successive votazioni si sono concluse verso le ore 11. Su 263 deputati presenti in aula, 263 hanno espresso il loro voto favorevole, approvando all’unanimità la proposta di legge in memoria degli italiani dell’Arandora Star. Di seguito le parole dell’onorevole Amich: «Esprimo profonda soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, da parte della Camera dei Deputati, della mia proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Arandora Star. Questo voto rappresenta un atto di giustizia morale verso uomini innocenti, vittime delle conseguenze della guerra e di una tragedia che ha segnato profondamente la storia dell’emigrazione italiana. Per troppo tempo il loro sacrificio è rimasto poco conosciuto. Oggi il Parlamento ha scelto, con unità e responsabilità, di restituire dignità alla loro memoria e alle loro famiglie».
E ancora: «Istituire una Giornata nazionale non significa aggiungere una data sul calendario. Significa educare alla memoria, al coraggio e alla pace, rafforzando un messaggio di riconciliazione e di amicizia tra i popoli». La legge Amich che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime italiane dell’Arandora Star passerà adesso all’esame del Senato della Repubblica. Le famiglie degli italiani dell’Arandora Star in Italia e nella Comunità italiana del Regno Unito confidano in una rapida e definitiva approvazione. La speranza condivisa è di celebrare già quest’anno, il prossimo 11 ottobre, il loro ricordo.


Attribuzione: Martin Addison tratta dalla collezione del progetto Geograph .
Foto di copertina per gentile concessione dell’onorevole Amich.
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