Arandora Star: dopo 86 anni, Giornata nazionale per le vittime

L’Arandora Star è stata la più lussuosa nave da crociera della Marina britannica, negli Anni Trenta del secolo scorso. Eppure il suo nome è tristemente famoso per il suo affondamento, che causò la morte di più di ottocento persone, tra cui 446 italiani internati civili. Quella dell’Arandora Star è stata una delle più gravi tragedie, se non la più grave in assoluto, nella storia dell’emigrazione italiana. In quale contesto? Il 10 giugno 1940, Mussolini dichiarò guerra, oltre che alla Francia, anche al Regno Unito. Il problema fu che in Gran Bretagna vivevano stabilmente circa ventimila italiani.

Erano i nostri emigrati che gestivano soprattutto imprese familiari di ristorazione: caffetterie, trattorie, fish and chips, gelaterie… C’erano anche direttori d’albergo, camerieri, barbieri, artigiani con varie attività, pittori e musicisti, ad esempio. Da un giorno all’altro divennero nemici e indesiderati, temuti come possibili spie. Per ordine di Churchill – Collar the lot! – ne furono rastrellati casa per casa diverse migliaia. Erano maschi, con un’età compresa tra i 16 e i 75 anni, provenienti da ogni regione italiana. Furono internati non solo sul suolo britannico ma anche oltre Oceano, in Canada e in Australia.

Manifesto d'epoca con disegno dell'Arandora Star, quando era nave da crociera.
11th July 1931: Blue Star liner ‘Arandora Star’ leaving Immingham docks, Lincolnshire on her way to Norway. (Photo by J. B. Helsby/Topical Press Agency/Getty Images). Di pubblico dominio, anche in USA.

Il transatlantico Arandora Star, requisito nel 1939 per operazioni belliche, salpò per l’ultima volta da Liverpool il 1° luglio 1940. Aveva a bordo 712 italiani da internare nel campo di St. John’s, in Canada. E quella nave non sarebbe mai dovuta salpare perché la Convenzione di Ginevra vietava espressamente di esporre gli internati in scenari di guerra. Ma il divieto non fu rispettato, in un Atlantico infestato da u-boat tedeschi, e il 2 luglio, alle ore 6:58, la nave fu affondata.

Ciò avvenne a 75 miglia nord-ovest da Cnoc Fola, sulla costa irlandese del Donegal, a causa di un siluro lanciato dal sottomarino U47 di Gunthër Prien. L’Arandora Star fu infatti scambiata per un mercantile militare perché non aveva scorta e non aveva il contrassegno della Croce Rossa internazionale. Era richiesto, invece, essendo le navi di internati state equiparate a navi ospedale. In questa vicenda, dunque, ci fu purtroppo un’innegabile responsabilità britannica, cosa che ha contribuito a insabbiarne il ricordo. Perché la storia viene scritta dai vincitori.

Ritratto della pittrice Hiris Kay con coppia vestita di chiaro, lei seduta, lui a sinistra in piedi.
Guido ed Eva Conti ritratti dalla pittrice Hiris Kay (segui su Instagram)- Guido Conti, di Bardi, è una delle 446 vittime italiane dell’Arandora Star.

Per quasi ottant’anni, la memoria dell’affondamento dell’Arandora Star è stata custodita dalle famiglie e dalle comunità locali da cui provenivano i “dispersi, probabilmente annegati”. Facciamo riferimento, ad esempio, a Bardi, sull’Appennino parmense, che con 48 capifamiglia morti è il primo Comune italiano per numero di vittime. Qui ha sede sin dal 1968 il Comitato pro vittime Arandora Star e, ogni anno, il 2 luglio si celebra una Messa in suffragio. Ma a livello nazionale, in Italia non si è quasi mai parlato di Arandora Star. Hanno rotto il silenzio i saggi monografici della storica Maria Serena Balestracci, alcuni romanzi storici (di Maffei, Soffici, Clini…) e singoli articoli di giornale.

Tuttavia, i libri di scuola che studiano i ragazzi non hanno mai dedicato nemmeno un paio di righe a quanto avvenne. Il vento è iniziato a cambiare il 2 luglio 2020, nell’ottantesimo anniversario della tragedia, quando c’è stato un messaggio ufficiale da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il garante della Costituzione italiana, allora, si è espresso in termini davvero significativi. «Desidero commemorare quelle vittime innocenti, esprimendo sentimenti di vicinanza e solidarietà ai loro discendenti. Il ricordo della loro sofferenza costituisce un monito perenne contro le guerre e a favore dell’amicizia e della collaborazione tra i popoli».

Bassorilievo in bronzo, con la Madonna ammantata, di profilo, che abbraccia la nave.
Madonna dell’Arandora Star, bassorilievo posto sulla cappella in memoria delle vittime dell’Arandora Star nel cimitero di Bardi. Foto di Vilma Romitelli, per gentile concessione.

Nella primavera 2024, forti di tale messaggio commemorativo, familiari di vittime originarie del Piemonte e in particolare del Monferrato hanno contattato il deputato locale alla Camera. E l’onorevole Enzo Amich di Fratelli d’Italia si è preso davvero a cuore le loro istanze, al punto di presentare alla Camera una proposta di legge. Essa reca il numero di protocollo C. 1895 e mira a istituire la Giornata nazionale in memoria degli italiani che morirono nel naufragio. Essi dovranno essere commemorati ogni anno con un minuto di silenzio, con coinvolgimento dei mass media e con progetti  nelle scuole di ogni ordine e grado. E per proporre tali progetti agli studenti la data dell’affondamento dell’Arandora Star non era adatta, cadendo il 2 luglio, nelle vacanze estive.

In collaborazione con le associazioni e le famiglie delle vittime, si è individuata una data altrettanto significativa, quella dell’11 ottobre. In tale giorno del 2013, infatti, morì a 93 anni il cavalier Rando Bertoia, friulano, ultimo sopravvissuto ancora vivente dell’Arandora Star. A livello metaforico, fu l’ultimo a scendere dal ponte della nave, l’ultimo a fornire una testimonianza diretta. Fu un uomo di pace e di perdono, che visse da emigrato in Scozia, ben integrato sia nella Comunità italiana sia nella società britannica. Per questo è figura ideale quale simbolo di tale tragedia affinché sia d’esempio alle giovani generazioni.

Giornata Nazionale Arandora Star - Foto di profilo e con il microfono in mano dell'onorevole Enzo Amich che indossa giacca scura, camicia bianca, cravatta scura. Porta capelli corti brizzolati barba baffi e pizzetto
Onorevole Enzo Amich. Foto utilizzata per gentile concessione dello stesso onorevole Amich.

Una data importante quale tappa dell’iter parlamentare della proposta di legge Amich fu l’11 novembre 2024. Alla Camera dei Deputati, nella sede di palazzo Montecitorio, si tenne infatti la conferenza stampa di presentazione. Al tavolo dei relatori c’erano studiosi e testimoni. Si trattava della storica Maria Serena Balestracci, del responsabile del Comitato pro vittime Arandora Star di Bardi Giuseppe Conti e della scrittrice e giornalista Maura Maffei. E c’erano deputati d’opposto schieramento ma concordi nel sostenere la proposta di legge: l’onorevole Enzo Amich e l’onorevole Claudio Mancini del Partito Democratico.

Tra il pubblico erano giunti da tutta Italia, specialmente da Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, i sindaci dei Comuni che contavano purtroppo diverse vittime. E c’erano i parenti, a piangere e a commuoversi. In seguito a tale evento, parlamentari dei vari partiti politici hanno sottoscritto la proposta di legge, che ha raggiunto così il numero di una ventina di firmatari.

Giornata Nazionale Arandora Star - Conferenza stampa alla Camera, con il tavolo dei relatori.
Tavolo dei relatori. Da sinistra: Maria Serena Balestracci, Giuseppe Conti, Enzo Amich, Maura Maffei, Claudio Mancini. Foto utilizzata per gentile concessione dell’onorevole Amich.

La proposta di legge Amich è stata poi incardinata in III Commissione Affari Esteri della Camera e discussa nella seduta del 12 marzo 2025. La relatrice è stata l’onorevole Deborah Bergamini di Forza Italia e ha subito incassato il “convinto sostegno” di Vincenzo Amendola, a nome del Partito Democratico.  Il 18 marzo ha espresso parere favorevole la I Commissione Affari Costituzionali e il 19 marzo lo ha fatto la VII Commissione Cultura e Istruzione.

È poi seguito il via libera di altre Commissioni, la Commissione Bilancio (con un unico emendamento, perché non ci siano aggravi economici) e quella Questioni Regionali. La Commissione Affari Esteri ha infine licenziato per l’Assemblea la proposta di legge il 7 maggio 2025. Sino a questo punto il percorso parlamentare è stato breve, senza incorrere in alcuna difficoltà.

Particolare di una pagina scritta a mano da Luigi Fulgoni, sopravvissuto dell'Arandora Star, che descrive il giorno dell'affondamento
Estratto dal diario manoscritto del sopravvissuto Luigi Fulgoni, con data 2 luglio 1940. Per gentile concessione delle nipoti Sandra e Flavia Sidoli.

La proposta di legge per istituire la Giornata nazionale in memoria delle vittime italiane dell’Arandora Star è finalmente stata calendarizzata pochi giorni fa. La discussione generale alla Camera dei Deputati si è tenuta il 2 febbraio scorso, alla presenza del Sottosegretario agli Interni Wanda Ferro (Fratelli d’Italia).

Dopo l’esaustiva relazione dell’onorevole Deborah Bergamini, il primo deputato iscritto a parlare è stato l’onorevole Claudio Mancini. Ha analizzato il contesto storico che portò alla tragedia e ha rivelato il suo coinvolgimento personale, in quanto due fratelli di suo nonno morirono sull’Arandora Star. Per Fratelli d’Italia, ha tenuto il discorso l’onorevole Emanuele Loperfido. Ha riassunto l’iter parlamentare e ha tracciato un commovente ritratto di Rando Bertoia, suo conterraneo, nativo della stessa provincia di Pordenone. Un friulano.

Foto in bianco e nero con giovane coppia a mezzo busto, il giorno del matrimonio. A destra, Rando Bertoia, in giacca e cravatta e fiore bianco all'occhiello. A sinistra, vestita di bianco, la moglie Giovanna.
Rando Bertoia e la moglie Giovanna, nel giorno del loro matrimonio, celebrato il 18 giugno 1958. Per gentile concessione della famiglia Bertoia.

La votazione del 12 febbraio scorso è stata preceduta dalle dichiarazioni in merito all’approvazione della proposta di legge. Per un tempo massimo consentito di 10 minuti ciascuno, nove deputati hanno espresso e motivato le intenzione di voto del proprio partito. Questi i loro nomi: Mauro Del Barba (IV-C-RE), Calogero Pisano (NM(N-C-U-I)-M-CP), Marco Grimaldi (AVS), Fabrizio Benzoni (AZ-PER-RE), Francesco Silvestri (M5S), Patrizia Marrocco (FI-PPE), Simone Billi (Lega) e Toni Ricciardi (PD-IDP). Tutti hanno espresso il voto favorevole del loro gruppo.

Per ultima, c’è stata la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia attraverso il discorso intenso e toccante del primo firmatario Enzo Amich. Ha esordito con uno stralcio del diario di un sopravvissuto, Luigi Fulgoni di Bardi, e ha anche citato gli accorati ringraziamenti dei familiari delle vittime. In un intervento assai articolato, ha ricostruito la storia e le sofferenze delle nostre famiglie emigrate nel Regno Unito, quando ci fu la dichiarazione di guerra. E ha parlato dell’eroismo di coloro che, mentre la nave affondava, si prodigarono a salvare altre persone. Ha infine invocato un voto unanime e condiviso in memoria degli italiani dell’Arandora Star.

Giornata Nazionale Arandora Star - Foglio in primo piano con ordine del giorno della seduta del 12 febbraio 2026 alla Camera.
Ordine del giorno della seduta del 12 febbraio 2026 alla Camera dei Deputati. Foto utilizzata per gentile concessione dell’onorevole Amich

Le successive votazioni si sono concluse verso le ore 11. Su 263 deputati presenti in aula, 263 hanno espresso il loro voto favorevole, approvando all’unanimità la proposta di legge in memoria degli italiani dell’Arandora Star. Di seguito le parole dell’onorevole Amich: «Esprimo profonda soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, da parte della Camera dei Deputati, della mia proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Arandora Star. Questo voto rappresenta un atto di giustizia morale verso uomini innocenti, vittime delle conseguenze della guerra e di una tragedia che ha segnato profondamente la storia dell’emigrazione italiana. Per troppo tempo il loro sacrificio è rimasto poco conosciuto. Oggi il Parlamento ha scelto, con unità e responsabilità, di restituire dignità alla loro memoria e alle loro famiglie».

E ancora: «Istituire una Giornata nazionale non significa aggiungere una data sul calendario. Significa educare alla memoria, al coraggio e alla pace, rafforzando un messaggio di riconciliazione e di amicizia tra i popoli». La legge Amich che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime italiane dell’Arandora Star passerà adesso all’esame del Senato della Repubblica. Le famiglie degli italiani dell’Arandora Star in Italia e nella Comunità italiana del Regno Unito confidano in una rapida e definitiva approvazione. La speranza condivisa è di celebrare già quest’anno, il prossimo 11 ottobre, il loro ricordo.

Bassorilievo nero su parete bianca, con croce e braccia che si tendono di uomini che stanno annegando.
Bassorilievo commemorativo sulla facciata della chiesa di St. Peter, a Londra. Questo file è rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.0 Generica .
Attribuzione: Martin Addison tratta dalla collezione del progetto Geograph .

Foto di copertina per gentile concessione dell’onorevole Amich.

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Maura Maffei
Maura Maffei
Maura Maffei è da oltre trent’anni autrice di romanzi storici ambientati in Irlanda, con una ventina di pubblicazioni all’attivo, in Italia e all’estero: è tra i pochi autori italiani a essere tradotti in gaelico d’Irlanda (“An Fealltóir”, Coisceim, Dublino, 1999). Ed è anche inscritta all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte nell'elenco Pubblicisti. Ha vinto numerosi premi a livello nazionale e internazionale, tra i quali ci tiene a ricordare il primo premio assoluto al 56° Concorso Letterario Internazionale San Domenichino – Città di Massa, con il romanzo “La Sinfonia del Vento” (Parallelo45 Edizioni, Piacenza, 2017) e il primo premio Sezione Romanzo Storico al Rotary Bormio Contea2019, con il romanzo “Quel che abisso tace” (Parallelo45 Edizioni, Piacenza, 2019). Nei due romanzi “Quel che onda divide” (Parallelo45 Edizioni, Piacenza 2022) e “Quel che abisso tace”, narra ai lettori il dramma degli emigrati italiani nel Regno Unito, dopo la dichiarazione di Mussolini alla Gran Bretagna, e in particolare l’affondamento dell’Arandora Star, avvenuto il 2 luglio 1940, al largo delle coste irlandesi. In questa tragedia morirono da innocenti 446 nostri connazionali internati civili che, purtroppo, a distanza 85 anni, non sono ancora menzionati sui libri di storia. Attualmente c'è in Parlamento una proposta di legge per istituire la Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell'Arandora Star. Il suo romanzo storico più recente è "Anna che custodì il giovane mago (Parallelo45 Edizioni, Piacenza 2024), di ambientazione rinascimentale, con la marchesa del Monferrato Anna d'Alençon.Valois come protagonista. A fine 2025, sempre per i tipi di Parallelo45 Edizioni, ha anche pubblicato un libro per bambini intitolato "Pangur Bán e il mistero della maggiorana scomparsa" ispirato a Pangur Bán, il gatto medioevale più famoso d'Irlanda. Ha frequentato il corso di Erboristeria presso la Facoltà di Farmacia di Urbino, conseguendo la massima votazione e la lode. È anche soprano lirico, con un diploma di compimento in Conservatorio. Ama dipingere, ha una vasta collezione di giochi di società e un’altrettanto vasta cineteca. È appassionata di vecchi film di Hollywood, quelli che si giravano tra gli Anni Trenta e gli Anni Sessanta del secolo scorso. Tra i registi di allora, adora Hawks, Leisen e Capra. Mette sempre la famiglia al primo posto, moglie di Paolo dal 1994 e madre di Maria Eloisa. E trascorre ogni giornata in compagnia di 4 gatti.
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