Sanremo 2026 seconda serata: un Festival che prova a decollare

Benvenuti a Sanremo 2026 seconda serata. Come ormai consuetudine, vi racconterò in diretta lo svolgimento dello show, artista per artista, con i commenti, a modo mio, sul brano, e la classifica di serata, se sarò ancora sveglio. Come sempre vi proporrò un estratto del testo della canzone, quello che più mi ha colpito, nel bene e nel male. Sperando naturalmente di farvi cosa gradita. Non esprimerò voti ai brani, essendo membro ufficiale della Giuria della sala stampa, web e tv.

Rispetto alla giornata d’esordio, a esibirsi saranno solamente 15 dei 30 cantanti Big. Oltre a loro, spazio anche ai 4 concorrenti delle Nuove Proposte (presentati da Gianluca Gazzoli). Sul palco dell’Ariston, insieme a Laura Pausini, ci saranno Lillo, Pilar Fogliati e Achille Lauro (in veste di co-conduttori). Riflettori anche su Max Pezzali e Bresh (ospiti musicali), così come sulle campionesse olimpiche Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, e sugli atleti paralimpici Giacomo Bertagnolli e Giuliana Turra.

Il giudizio sarà affidato a: Televoto (50%) e Giuria delle radio (50%). A fine serata si avrà una classifica provvisoria di cui saranno diramate solo le prime 5 posizioni in ordine casuale.

Questa la top 5 della prima serata (solo voto della Giuria sala stampa, web e tv): Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez & Masini.

Ascolti in bilico e controprogrammazione

La collocazione a fine febbraio, onde evitare problemi di convivenza con le Olimpiadi di Milano Cortina, e la “controprogammazione” di Inter-Bodo Glimt (playoff di Champions League), non portano bene alla 76esima edizione del Festival della canzone italiana. Sono stati 9 milioni 600mila, pari al 58% di share, i telespettatori che hanno seguito in media su Rai1, in termini di total audience, la prima serata di Sanremo 2026 diretto da Carlo Conti: praticamente qualcuno ha cambiato canale per vedere se dall’altra parte almeno non cantavano. L’anno scorso la prima serata del Festival aveva raccolto in media 12 milioni 630mila telespettatori pari al 65,3%. All’appello mancano quindi tre milioni di spettatori nella media della prima serata: dispersi tra zapping, calcio e divano.
Peggio anche rispetto alle ultime due edizioni di Amadeus, se consideriamo che la prima serata di Sanremo 2024 fece 10,5 milioni di telespettatori e il 65,5% di share, mentre il Festival del 2023 fu visto da 10,7 milioni di persone per il 63,2% di share: insomma, la musica c’è, ma qualcuno sembra aver abbassato il volume.

A questo punto possiamo affermare senza timore di smentita che #icontinontornano.

Nuove proposte

Laura Pausini presenta Carlo Conti che presenta Gianluca Gazzoli che presenta le nuove proposte.

La gara sinceramente non mi interessa, anche perché non sono per nulla d’accordo con la trasformazione di Area Sanremo in una succursale di Sanremo Giovani.

Comunque, passano alla finale di domani (stasera per chi legge): Niccolò Filippucci e Angelica Bove. Giusto così? Fate voi.

Ore 21:22 al mio computer e finalmente comincia la gara. Prima cantante a sile sul palco:

Patty Pravo – Opera
(G.Caccamo)
Giovanni Caccamo ha confezionato per la divina un brano squisitamente ispirato al mondo di Battiato. Del resto, l’autore ha collaborato con il sommo maestro. Poche parole, semplici che si appoggiano su una magnifica orchestrazione. Una delle poche, vere, canzoni in gara.

Io sono Musa colore tagliente e poi Opera

Achille Lauro

Sale sul palco, acclamatissimo, Achille Lauro, di bianco vestito con una collana tamarrissima al collo. Tocca a:

LDA e AKA 7even – Poesie clandestine
(L.D’Alessio, L.Marzano, A.Caiazza, V.Petrozzino, M.Villano, R.Romito, F.D’Alessio)
L’ombra di papà Gigi e di zio Tullio aleggiano minacciose e pressanti. Contaminazioni mediterranee, rigorosamente made in Napoli. Leggera, leggera, sulla base di un reggaeton scolastico, ma funziona. Anzi, a me piace.

Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
(E.Nigiotti, F.Pagnozzi, Pacifico)
“Quota toscana” d’ordinanza, altrimenti non sarebbe qui. Trito e ritrito, sempre uguale. Che palle!

Ecco la prima volta che ho fatto l’amore avevo 15 anni” (anch’io, ma resto umile).

Sale sul palco anche Pilar Fogliati e la squadra è quasi al completo. È la volta di:

Tommaso Paradiso – I romantici
(T.Paradiso, D.Petrella, D.Simonetta)
Tanto rumore per nulla. Non mi piacevano Thegiornalisti e non mi piace lui da solista. Pensavo mi facesse cambiare idea, ma non è stato così: una canzone che ricorda fin dalle prime battute “Stare senza di te” dei Pooh (autori D’Orazio – Canzian). Occasione mancata.

Io quando bevo ci credo alle fate

Lillo

Sale sul palco anche Lillo Petrolo e finalmente il cast di conduttori è al completo (c’è coluta più di un’ora di programma). Tocca a:

Elettra Lamborghini – Voilà
(E.Roberts, A.Bonomo, P.Celona)
Arriva la Lamborghini e c’è solo da muovere il culo. Come lei stessa invita a fare e come lei stessa sa fare. Nient’altro da aggiungere. Anzi no: radiofonica all’ennesima potenza.

E allora viva via via la Carrà, ballare e poi finire giù per terra

Ermal Meta – Stella stellina
(E.Meta, D. Faini, G.Pollex)
Bassi, batteria, archi e una filastrocca che diventa un tormentone. Una storia intensa sullo sfondo della guerra. Ermal sino ad ora ha sempre centrato il palco dell’Ariston. C’è da capire se anche stavolta sarà così. Intanto l’effetto Goran Bregović è garantito.

Stella, stellina la notte si avvicina non basta una preghiera per non pensarci più

Piccolo spazio pubblicità

Forse non ci crederete, ma il duetto tra Achille e Laura mi è piaciuto, piaciuto parecchio. Lei non si discute, lui è un grande, e se sapesse cantare davvero lo sarebbe ancora di più. Cantano “16 marzo”, come nell’ultimo album della Pausini “Io canto 2”. E’ la volta di:

Levante – Sei tu
(C.Lagona)
Continuo a chiedermi come faccia a piacere. A me non piace, forse perché abito nel Ponente ligure.

Ballad che racconta di una persona che fa fatica a dimostrare i propri sentimenti: in pratica parla di un piemontese (e anche in questo caso mi sento coinvolto).

Forse è meglio come attrice.

Ah, non mi sento le gambe. Ah, dove sono le braccia

Collegamento con il Suzuki stage dove è previsto il concerto di Bresh.

Bambole di pezza – Resta con me
(L.Cerri, A.Spigaroli, M.Ungarelli, Nesli, C.A. Dolci, D.Piccirillo, F.Rossi, S.Borrelli)
Rock ballad per le Bambole di Pezza che chiamano un autore di razza come Nesli per cesellare al meglio l’esordio sanremese. Suona come già sentito, in particolare il ritornello di “Viceversa” di Francesco Gabbani.

Però vanno sostenute perché hanno una responsabilità enorme: sono la prima band di sole donne a salire su quel palco dopo le Lollipop, ventiquattro anni dopo (una vita).

E il giorno che non torna di un inverno con l’amore che non è più qui

Reclame

Sanremo 2026 seconda serata offre un momento di pathos sul quale non si scherza: Achille Lauro canta una versione pazzesca di “Perdutamente”, dedicata alle giovani vittime di Crans-Montana.

Chiello – Ti penso sempre
(Chiello, T.Ottomano, F.Cigarini, S.Cigarini, M.Pigoni)
Non ce la posso fare. Canta come Carlo Verdone in “Un sacco bello”. A questo punto bisogna dare ragione a Morgan che lo ha sfanculato per la serata cover. Zero Assoluto (chi la vuol capire, la capisca)

Lasciami sciogliere nell’agonia

J-Ax – Italia Starter Pack
(J-Ax, A.Bonomo. L.Buso)
Serve una brutta canzone che fa pa pa parappa”. Ma quella di J-Ax non è una brutta canzone, anzi è un country vero, con tanto di violino e banjo. Un tantino Modena City Ramblers, ma è un dettaglio. Sarebbe stata perfetta per il barbecue degli Ewing (questa è per i boomer, lo so).

Qui per campare serve un po’ di culo sempre

Nayt – Prima che
(W.Mezzanotte, S. Tognini)
Nayt sale sul palco dell’Ariston con un pezzo perfettamente in linea con la sua cifra stilistica: un brano intrigante che, con uno sguardo tutt’altro che scontato, indaga non solo l’identità personale ma anche le dinamiche dei rapporti tra le persone. Piacerà alle radio. Piace anche a mia moglie, e questo potrebbe tramutarsi in un problema coniugale.

Prima che controlli i like prima che tu dia potere agli altri

Costa Toscana

A proposito di country: quest’anno il cappello da cowboy pare essere un must. Lo porta J-Ax, lo porto io (Stetson originale comprato in USA) e lo porta anche Max Pezzali dalla nave.

Vi racconto un aneddoto off-topic: ho incrociato proprio J-Ax nei pressi del teatro Ariston, ci siamo guardati, abbiamo guardato i rispettivi cappelli (anche il suo è fighissimo) e c’è quasi rimasto male.

Nord Sud Ovest Est” ha sempre un suo perché, e stasera pare canti dal vivo. Segue “Tieni il tempo” giusto per rimanere in tema.

Fulminacci – Stupida sfortuna
(Fulminacci, P.Paroletti)
Anche in questo caso, continuo a chiedermi come faccia a piacere. Canzoncina senza particolari pretese, come se ne ascoltano tante. Anzi, anche in questo caso, mi pare di averla già ascoltata. La butto lì: “Lisa” di Stefano Sani, scritta dal mio amico Roby Marsella. Passerà ai posteri senza lasciare il segno, meglio, nel dimenticatoio. O magari vincerà il Festival 2026, chissà.

E passeranno classifiche e Sanremi, taxi, treni, aerei

Momento cluo della serata, almeno per quanto mi riguarda:

Fedez e Marco Masini – Male necessario
(Fedez, M.Masini, A.La Cava, A.lammarino, F.Abbate, N.Lazzarin)

La coppia funziona alla grande: sontuoso il mix tra barre e cantato. Più la sento e più mi piace. Marco si conferma un grande coach, Federico l’allievo perfetto. I favoriti della vigilia alla vittoria, anche se la canzone non è per niente sanremese. Staremo a vedere. E intanto i braccialetti illuminano il teatro Ariston.

La gente pudica giudica che brutta gente frequenta Fedez

Fausto Leali

Premio alla carriera alla voce più black della musica italiana: Fausto Leali.

Momento “I migliori anni” che comprende “Mi manchi” e “Io amo”. Il Re Leone ruggisce ancora a ottantun anni, e tremano i muri da via Matteotti fino al Palafiori.

Da fausto Leali a Dargen D’Amico è purtroppo un attimo, senza offesa, eh…

Dargen D’Amico – AI AI
(J.M.L.D’Amico, E.Roberts, G. Fazio, P.Bagni)
Un brano arrangiato alla grande, il mio amico M° Enzo Campagnoli non sbaglia un colpo.  Chitarrina ritmica in puro stile seventies. Una canzone squisitamente radiofonica. Se sapesse cantare, sarebbe perfetta.

Dice il Vangelo, darai da bere a chi è straniero ma ha le stesse vene

Vengo dopo il Tiggì

Pausa telegiornale, giusto per sapere dell’impresa dell’Atalanta e della eliminazione della Juventus (co come mai…co come mai…) nei playoff di Champions League ed è il momento dell’ultima cantante in gara:

Ditonellapiaga – Che fastidio!(Ditonellapiaga, E.Castroni, E.Ruzzi,A.Casagni)
Margherita con il suo elettro-urban-pop, spettina un po’ le prime file dell’Ariston con una filastrocca incessante e ultra-dance. Non si capiscono le parole, e forse è meglio così. La cumbia del fastidio, probabile vincitrice (l’ho detto).

Non posso sopportare gli arrivisti e i giornalisti perbenisti e poi i tornisti presentati come artisti

Omaggio a Ornella Vanoni, canta la nipote Camilla Ardenzi: tra le due c’è un’eternità.

Stop al televoto.

Top Five di serata (in ordine casuale): Tommaso Paradiso, LDA e AKA 7even, Nait, Fedez e Masini, Ermal Meta.

Sanremo 2026 seconda serata termina qui. Alla prossima.

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Lele Boccardo
Lele Boccardo
(a.k.a. Giovanni Delbosco) Direttore Responsabile. Critico musicale, opinionista sportivo, pioniere delle radio “libere” torinesi. Autore del romanzo “Un futuro da scrivere insieme” e del thriller “Il rullante insanguinato”. Dice di sè: “Il mio cuore batte a tempo di musica, ma non è un battito normale, è un battito animale. Stare seduto dietro una Ludwig, o in sella alla mia Harley Davidson, non fa differenza, l’importante è che ci sia del ritmo: una cassa, dei piatti, un rullante o un bicilindrico, per me sono la stessa cosa. Un martello pneumatico in quattro: i tempi di un motore che diventano un beat costante. Naturalmente a tinte granata”.
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