“Chissà..”, Ernesto Bassignano e il canto della speranza

Chissà..” è il nuovo singolo di Ernesto Bassignano, una ballata intensa e delicata che sceglie la dolcezza per raccontare la malinconia, trasformando la fragilità in una forma autentica di resistenza emotiva. Definita come “una musica dolce per una canzone triste“, l’opera intreccia memoria e speranza attraverso una melodia sospesa e parole capaci di toccare le corde più profonde dell’animo.

Chissà…

In un tempo segnato da guerre, sofferenze e distanze sempre più evidenti, “Chissà..” si propone come un messaggio di umanità e compassione. Il brano affronta con sincerità il dolore del presente, evocando il sangue versato, i silenzi e le ferite collettive, ma lo fa con il linguaggio universale della poesia, lasciando spazio alla speranza e alla forza dell’amore.

La tradizione della grande scuola cantautorale romana si fonde con arrangiamenti raffinati, creando un’atmosfera intima in cui la voce di Ernesto Bassignano dialoga con il pianoforte di Edoardo Petretti e il violoncello di Giovanna Famulari. Collaboratori storici che impreziosiscono il brano con grande sensibilità.

Storico protagonista del Folkstudio accanto a Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Giorgio Lo Cascio, Bassignano conferma ancora una volta la sua capacità di coniugare impegno civile e delicatezza poetica.

Con “Chissà..” rinnova il valore della canzone d’autore come strumento capace di raccontare il nostro tempo con profondità, autenticità e bellezza, offrendo un invito a non smettere di credere nella pace, nell’ascolto e nella forza delle emozioni.

Ernesto Bassignano 

Nasce a Roma il 4 aprile del 1946. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, conosce Gian Maria Volontè. Per tre anni fa, con il suo gruppo il “Teatro di Strada”, o di provocazione politica. Nel 1969 arriva anche al Folkstudio, lo storico locale nel cuore di Roma.

Lavora per la direzione del Pci e comincia una serie infinita di Feste de l’Unità, campagne elettorali e ogni altro tipo di spettacolo politico in tutto il Paese. Nel 1979 entra nella redazione spettacoli de “Il paese sera” e fa il critico musicale fino all’89, anno della chiusura del giornale. Pubblica alcuni libri tra cui “Canzoni, pennelli, bandiere e supplì” nel 2016 con Les Flaneurs Edizioni e MI PARE IERI! nel 2025 (Edizioni Minerva).

Lavora per Radio Rai sino a che viene assunto al Gr1 nel 1991. Su Rai Radio 1, dal 1999 al 2011, ha presentato, insieme al giornalista sportivo Ezio Luzzi, la trasmissione di satira sociale “Ho perso il trend”. Dal 19 settembre 2011 conduce su Radio Città Futura la trasmissione Radio Bax, nel paese degli struzzi. E nella stagione 2012-2013, la trasmissione Rodeo insieme con Pierluigi “Piji” Siciliani. Oggi è in pensione, ma non hai mai dimenticato l’amata chitarra e di incidere un disco ogni tanto

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Lele Boccardo
Lele Boccardo
(a.k.a. Giovanni Delbosco) Direttore Responsabile. Critico musicale, opinionista sportivo, pioniere delle radio “libere” torinesi. Autore del romanzo “Un futuro da scrivere insieme” e del thriller “Il rullante insanguinato”. Dice di sè: “Il mio cuore batte a tempo di musica, ma non è un battito normale, è un battito animale. Stare seduto dietro una Ludwig, o in sella alla mia Harley Davidson, non fa differenza, l’importante è che ci sia del ritmo: una cassa, dei piatti, un rullante o un bicilindrico, per me sono la stessa cosa. Un martello pneumatico in quattro: i tempi di un motore che diventano un beat costante. Naturalmente a tinte granata”.
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