Bonus giovani under 35, donne e Zes fermati dal decreto Milleproroghe

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2026 comincia già male per le tasche degli italiani. Infatti, il primo giorno dell’anno ha mostrato subito un conto salato per le famiglie del nostro Bel Paese. Tra rincari su beni e servizi di uso quotidiano e scadenze che non slittano, il 2026 si apre con un peso economico che rischia di stringere ancora di più il portafoglio dei cittadini. Benzina, sigarette, pedaggi e assicurazioni auto segnano il passo, mentre alcuni incentivi non vengono prorogati, lasciando scoperti settori strategici per l’occupazione e l’innovazione.

Dietro i numeri ci sono scelte concrete che incidono sulla vita quotidiana: fare il pieno, comprare un pacchetto di sigarette, pagare l’assicurazione o un pedaggio diventa un piccolo calcolo da bilancio familiare. Ogni aumento, per quanto contenuto singolarmente, si somma e crea effetti a catena sull’economia domestica e sul potere d’acquisto.

Decreto Milleproroghe

Mentre i prezzi salgono, alcune scadenze amministrative si spostano. Il decreto Milleproroghe, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, proroga termini e scadenze su più fronti. Tra le misure più rilevanti ci sono lo scudo penale per i medici (punibili penalmente solo per colpa “grave” se si sono attenuti alle linee guida o alle buone pratiche clinico-assistenziali) e la sospensione dell’aggiornamento biennale delle multe. Prorogata anche l’operatività del Fondo di garanzia per le Pmi e l’attività istruttoria connessa ai livelli essenziali di prestazioni sanitarie.

Non tutti i bonus hanno avuto la stessa sorte. Saltano, ad esempio, la proroga del bonus giovani under 35 e del bonus donne, strumenti pensati per incentivare l’occupazione di categorie svantaggiate. Restano attivi solo fino al 31 dicembre 2025, lasciando scoperti nuovi ingressi nel mercato del lavoro che avrebbero potuto beneficiare degli incentivi.

Bonus giovani, donne e Zes

Il bonus giovani under 35 prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che assumono giovani a tempo indeterminato. L’incentivo, fino a 500 euro al mese per un massimo di 24 mesi, riguarda giovani che non hanno mai avuto un contratto stabile. Senza proroga, le assunzioni effettuate dopo il 31 dicembre 2025 non beneficeranno più dell’esonero, riducendo la possibilità di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

Allo stesso modo, il bonus donne agevola l’assunzione di lavoratrici svantaggiate con gli stessi criteri di durata e importo. La mancata proroga significa che le aziende non potranno più contare su questa agevolazione nel 2026, un fattore che potrebbe rallentare la crescita occupazionale femminile nelle aree e nei settori più fragili.

Non ricevono proroga nemmeno il bonus Zes, destinato alle imprese del Sud che assumono lavoratori disoccupati da lungo tempo, e l’incentivo all’autoimpiego per under 35 impegnati nei settori strategici della transizione digitale ed ecologica. Queste misure rappresentavano strumenti concreti per sostenere l’occupazione, promuovere la tecnologia e l’innovazione. La loro scadenza senza proroga riduce le opportunità di sviluppo economico in regioni già svantaggiate e per settori emergenti.

Rincari a tappeto: carburante, sigarette e pedaggi

Allo stop dei bonus si aggiungono i rincari annunciati quasi in zona Cesarini del 2025. Dal 1 gennaio, infatti, gli italiani devono fare i conti con l?aumento dei prezzi e il settore dei carburanti è tra i più colpiti. Fare il pieno di gasolio costa di più a causa dell’aumento delle accise di 4,05 centesimi al litro. L’onere non è solo simbolico: secondo Assoutenti e quanto riportato su Ansa, l’incremento genera un gettito aggiuntivo per l’erario di circa 552 milioni di euro l’anno. Questo significa che il peso ricade direttamente su automobilisti e trasportatori, con effetti a catena sul prezzo di molti beni trasportati su gomma. Un litro in più oggi si trasforma in un costo maggiore per ogni prodotto sugli scaffali, dai generi alimentari ai beni di prima necessità.

Non va meglio sul fronte dei prodotti da fumo. Le sigarette tradizionali registrano un aumento medio di 15 centesimi a pacchetto, mentre il tabacco trinciato può arrivare fino a +50 centesimi. Nel complesso, questi rincari peseranno sui consumatori per circa 213 milioni di euro, una cifra che rende evidente l’impatto sulle spese correnti.

Anche le assicurazioni auto vedono un aumento dei costi. L’aliquota sulle polizze accessorie, come quelle per infortuni del conducente e assistenza stradale, passa al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati nel 2026. Questo comporta un aggravio stimato in 115 milioni di euro, un incremento che si aggiunge ai premi già percepiti come onerosi.

Infine, i pedaggi autostradali crescono mediamente dell’1,5%, con un impatto stimato di circa 20 milioni di euro annui per le famiglie italiane. Sommando carburante, tabacchi, assicurazioni e pedaggi, il conto complessivo per i consumatori si aggira attorno ai 900 milioni di euro, confermando che il 2026 parte all’insegna della spesa obbligata.

Un avvio d’anno impegnativo per le famiglie

Tra rincari e scadenze che non slittano, il 2026 comincia con un quadro difficile per i bilanci domestici. Ogni pieno di carburante, ogni pacchetto di sigarette e ogni rinnovo assicurativo peseranno di più sul portafoglio delle famiglie. Allo stesso tempo, con il decreto milleproroghe alcune agevolazioni per giovani, donne e imprese del Mezzogiorno scompaiono, riducendo il supporto a chi cerca lavoro o vuole investire.

La combinazione di questi fattori lascia le famiglie italiane davanti a scelte economiche più complesse e alla necessità di pianificare con attenzione le spese del nuovo anno. Il 2026 parte quindi con sfide significative, dove rincari e scadenze ravvicinate impongono maggiore attenzione e un bilancio più calibrato tra spese obbligate e progetti futuri.

Piccoli esempi quotidiani aiutano a capire il peso di questi numeri: un litro di gasolio in più può significare qualche euro in più ogni volta che si fa il pieno, ma moltiplicato per l’intera famiglia o per il trasporto dei beni quotidiani, l’impatto cresce rapidamente. Un pacchetto di sigarette più caro potrebbe sembrare insignificante, ma in un anno rappresenta decine di euro di spesa aggiuntiva. E così, anche le polizze auto e i pedaggi diventano tasselli di un quadro che richiede attenzione.

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Foto copertina di Gundula Vogel da Pixabay

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