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A partire da oggi “scatta” il decreto #IOAPRO, il DPCM autonomo, Decalogo Pratico Commercianti Motivati, lanciato nei giorni precedenti da alcuni commercianti italiani.

Noi apriamo in primis per la sopravvivenza. In secondo luogo le chiusure non hanno risolto il problema sanitario. Non siamo noi la categoria che ha danneggiato il paese ma siamo quelli che abbiamo subito i danni peggiori a livello economico e a livello personale“. Così parla Momi, ristoratore di Firenze, in un video- intervista.

“Apriamo per non chiudere più”, è lo slogan che accompagna l’iniziativa #IOAPRO1501.

#IOAPRO

L’appello è semplice. Oggi, 15 gennaio 2021, tutti i commercianti, in particolare del settore ristorazione, ma anche palestre e piscine , sono invitati ad aprire al pubblico i loro locali oltre le 18, orario “coprifuoco” imposto dal DPCM in vigore e, soprattutto a consentire ai clienti di consumare tranquillamente seduti al tavolino, sia che il locale si trovi in zona arancione o rossa.

In pochi giorni, l’iniziativa ha incontrato il sostegno di un numero impressionante di commercianti, di semplici clienti ed ha assunto la forma di un avera e propria associazione.

Per questo gli organizzatori, Momi Alfieri di Firenze e Umberto Carriera di Pesaro, hanno realizzato una pagina facebook ufficiale e predisposto dei moduli di adesione.

#IOAPRO è supportato da 60mila imprenditori in tutta Italia, come dichiarato da Umberto Carriera, imprenditore di Pesaro e rappresentante dell’organizzazione. Consapevoli delle sanzioni a cui andranno incontro, la scelta è ponderata sulla base delle condizioni economiche in cui si ritrovano gli esercenti, dopo quasi un anno di restrizioni. E i ristori non sono assolutamente sufficienti per sostenere la categoria.

Disobbedienza gentile

Una scelta che non nasce da un colpo di testa, ma che è stata ragionata valutando ogni tipo di rischio. E’ dal 25 ottobre che i locali sono praticamente chiusi, con una perdita di utili che è una voragine che i ristori non hanno minimamente coperto.

I ristoratori garantiscono il pieno rispetto delle norme anti-covid, dal distanziamento alla sanificazione, passando per la garanzia di evitare l’assembramento.

L’invito al cliente è quello di consumare nei loro locali. Il costo del pasto è a offerta libera, un importo che stabilirà il cliente ed un pagamento che sarà regolarmente registrato con scontrino fiscale.

Ma si può fare e cosa si rischia?

#IOAPRO è un’iniziativa che ovviamente, apre una serie di domande, di FAQ in merito all’aspetto legale. A tal proposito, sulla pagina ufficiale di facebook, gli organizzatori hanno pubblicato una serie di video per soddosfare qualsiasi curiosità o dubbio in merito. L’iniziativa è infatti sotenuta da una tutela legale, rappresentata in primis dall’avv. Lorenzo Nannelli. Insieme all’ avv. Linda Corrias, hanno dato vita ad una vera e propria task force fatta di colleghi che operano in tutta Italia.

E’ opportuno precisare che questa iniziativa non ha di per se l’intento di esprire dissenso contro il Governo, bensì di esprimere, da parte di questi soggetti, che sena dubbio rapppresentano la categoria tra le più colpite dai provvedimenti restrittivi adottati dall’Esecutivo il pieno e libero esercizio dei propri diritti costituzionalmente garantiti. Inoltre vi è l’intento di dimostrare il relativo senso di responsabilità e la capacità di poter lavorare rispettando e facendo rispettare le regole di prevenzione da covid-19 che sono e rimangono regole fondamentali” dichiara lo stesso Nannelli.

Per tanto, pur consapevoli delle multe a cui si va incontro, gli avvocati garantiscono la tutela legale, anche per i clienti.

#IOAPRO ha una pagina ufficiale facebook ed è l’unico canale ufficiale riconosciuto dagli organizzatori.

#ioapro il manifesto