Edizioni Irama: Joseba Label acquisisce il primo disco dell’artista

Ci sono acquisizioni che parlano di numeri e altre che parlano di storia. L’ingresso delle edizioni del primo disco di Irama nel catalogo di Joseba Label appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è solo una mossa editoriale strategica, ma un’operazione che certifica la maturità di un’etichetta capace di valorizzare ulteriormente opere che hanno lasciato un segno profondo nella musica italiana degli ultimi dieci anni.

Da osservatore del settore, e da persona che conosce da vicino il percorso umano e professionale di chi guida questa realtà, considero questa acquisizione come un passaggio chiave: Joseba non sta semplicemente crescendo, sta selezionando la propria eredità culturale. E farlo partendo da un debutto certificato oro, diventato nel tempo un riferimento generazionale, è una chiara dichiarazione d’intenti.

Irama: un debutto che ha anticipato il presente

Riascoltare oggi il primo disco, omonimo, di Irama significa tornare a un momento in cui il pop italiano iniziava a cambiare pelle. In quelle tracce c’è già tutto: la scrittura diretta, l’urgenza emotiva, la capacità di parlare a un pubblico giovane senza filtri e senza pose. Irama ha costruito una carriera solida proprio partendo da lì, da un’identità autentica che nel tempo si è evoluta senza snaturarsi.

Affidare la gestione editoriale di quel progetto a Joseba Label significa riconoscerne il valore nel lungo periodo. Non è un’operazione nostalgica, ma una scelta consapevole: quel disco continua a generare consensi, ascolti e influenza. È esattamente il tipo di catalogo che distingue chi lavora sull’oggi da chi costruisce anche il domani.

joseba label - la copertina del primo disco di irama

Gianni Testa, oltre i ruoli: una visione che guarda lontano

Questa acquisizione arriva in un momento simbolicamente potente, all’indomani del rientro di Gianni Testa dalla commissione del Kënga Magjike, il festival più importante dell’Albania diretto da Ardit Gjebrea. La sua presenza in giuria, accanto ai principali protagonisti della scena musicale balcanica, racconta meglio di qualsiasi slogan quanto il lavoro di Joseba venga oggi riconosciuto anche fuori dai confini italiani.

Qui mi concedo una nota personale, che va oltre il mio ruolo di giornalista. Conosco Gianni da anni e so bene che dietro a risultati come questo ci sono studio, ascolto, rispetto per gli artisti e una visione mai improvvisata. La nostra amicizia nasce e cresce proprio su questo terreno comune: l’idea che la musica vada trattata con competenza, ma anche con responsabilità e soprattutto con passione. Vedere questa coerenza tradursi in risultati concreti è, per me, motivo di stima sincera.

Questo traguardo rappresenta molto più di un’acquisizione editoriale: è un passo che sancisce la nostra crescita, il valore del nostro lavoro e la fiducia che il settore ripone in noi. Gestire le edizioni del disco Irama è un onore e un orgoglio per l’intera squadra Joseba”, dichiara proprio Gianni Testa, direttore artistico di Joseba Label.

joseba label - irama - gianni testa seduto su uno sgabello

Joseba Label: un modello indipendente che funziona

Joseba Label é una realtà giovane, moderna e fortemente radicata nell’imprenditoria femminile, guidata dal CEO Nadja Volpentesta e da Larissa Volpentesta, cuore operativo dell’azienda. In poco più di quattro anni, l’etichetta, o per meglio dire il progetto globale, ha costruito un modello indipendente credibile, professionale, capace di muoversi tra Italia ed Europa con progetti attivi in Germania, Malta, Bulgaria e altri Paesi.

Oggi, con un catalogo sempre più solido e una rete internazionale in espansione, Joseba Label si conferma come una delle realtà più interessanti del panorama musicale italiano ed europeo. Non solo per ciò che acquisisce, ma per come lo fa: con visione, passione, identità ben definita e rispetto per la musica.

E in un’industria che spesso corre senza memoria, non è affatto poco. Anzi, è tanta roba.

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Lele Boccardo
Lele Boccardo
(a.k.a. Giovanni Delbosco) Direttore Responsabile. Critico musicale, opinionista sportivo, pioniere delle radio “libere” torinesi. Autore del romanzo “Un futuro da scrivere insieme” e del thriller “Il rullante insanguinato”. Dice di sè: “Il mio cuore batte a tempo di musica, ma non è un battito normale, è un battito animale. Stare seduto dietro una Ludwig, o in sella alla mia Harley Davidson, non fa differenza, l’importante è che ci sia del ritmo: una cassa, dei piatti, un rullante o un bicilindrico, per me sono la stessa cosa. Un martello pneumatico in quattro: i tempi di un motore che diventano un beat costante. Naturalmente a tinte granata”.
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