Iran, Trump: “Presto accordo, poi Stretto riaprirà”. Libano, media: raid Israele su Tiro, 8 morti

(Adnkronos) –
Usa e Iran sarebbero "alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo". Così ieri sera il presidente americano Donald Trump, che ha aggiunto ancora una volta che l'intesa potrebbe arrivare in "due o tre giorni". Lo Stretto di Hormuz aprirà subito dopo la firma dell'accordo, ha assicurato quindi il presidente ai giornalisti. "Lo Stretto si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma", ha aggiunto Trump. Quindi le parole sul premier israeliano Benjamin Netanyahu, con il quale ha detto di aver ''avuto un ottimo colloquio'' dopo l'ultima escalation tra Iran e Israele. "Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo", ha affermato, aggiungendo che gli iraniani "si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un'altra settimana". Iran e Israele, ha proseguito Trump, ''entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari''. "Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa", ha poi continuato parlando del suo rapporto con il primo ministro israeliano e negando che quest'ultimo lo abbia sfidato ordinando di attaccare l'Iran in risposta ai missili lanciati verso Israele. "Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo", ha spiegato ancora il presidente americano secondo quanto riporta la Bbc. Teheran e Washington sono vicini a un accordo che ''potrebbe non piacere a Israele'', ma è ''nel migliore interesse degli Stati Uniti'', ha intanto dichiarato il vice presidente americano JD Vance intervistato da Fox News.  "Israele e Stati Uniti hanno molti interessi in comune, ma ci sono anche situazioni in cui i nostri interessi divergono", ha spiegato Vance. "Credo che il presidente sia stato molto chiaro sul fatto che, sebbene Israele abbia ovviamente alcuni obiettivi, l'obiettivo principale degli Stati Uniti in Iran è garantire che l'Iran non si doti di armi nucleari", ha precisato. Vance ha aggiunto che "nell'ultimo anno e mezzo abbiamo creato lo spazio necessario affinché il presidente creda – e penso che abbia ragione – che possiamo raggiungere una soluzione a lungo termine sul nucleare iraniano". Quindi, ha concluso, "a Israele potrebbe piacere o meno. Ma fondamentalmente, riteniamo che questo sia nel miglior interesse degli Stati Uniti d'America".  E' intanto di almeno otto morti il bilancio di un raid aereo israeliano su un quartiere residenziale di Tiro, città costiera nel sud del Libano. Lo ha riferito al Jazeera citando la protezione civile del Libano meridionale. L'attacco israeliano è avvenuto dopo che era stato emesso un ordine di evacuazione per Tiro e le zone circostanti.   Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è i precipitato nelle scorse ore vicino allo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi". Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso.   Teheran e Washington "non hanno ancora elaborato un testo finale", ma sono in corso consultazioni e scambi per raggiungere un accordo, ha intanto dichiarato Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, citato dall'agenzia di stampa Irna al termine di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Afghanistan. Iran e Usa si stanno scambiando opinioni e proposte tramite il Pakistan, nel tentativo di finalizzare il testo di un potenziale accordo, ha precisato il diplomatico iraniano. Secondo Iravani, le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo, ma le discussioni e gli sforzi per finalizzarlo continuano.  Dopo gli attacchi che hanno rischiato di riaccendere la guerra in Medio Oriente, Iran e Israele si sono fermati. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", ha spiegato il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione. Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump. 
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