Quando possiamo parlare di sovrallenamento e di catabolismo?

Sicuramente, la cosa migliore per affrontare questo argomento, è quella di capire prima di cosa stiamo parlando. Possiamo definire il sovrallenamento come uno stato che si raggiunge in determinate condizioni di tempo, volume ed intensità di lavoro, sullo stesso distretto muscolare. Il sovrallenamento non è impossibile da raggiungere ma neanche così semplice. Come spesso dico, il nostro corpo è definibile come una macchina perfetta in condizioni ottimali psicofisiche.

Se per esempio, alleno più di una volta lo stesso muscolo ma in modo differente, una volta più pesante un’altra volta più leggero, non è sovrallenarlo, ma viene definito richiamo sul muscolo carente. Più volte viene fatto in palestra, perché si sa che i DOMS, cioè i dolori muscolari post allenamento, possono durare in media dalle 24/48 ore o anche di più, in base al recupero muscolare dovuto da diversi fattori.

un notes con scritto anabolismo in rosso e catabolismo in blu

Quindi, se questi DOMS durano così poco, perché non posso allenare nuovamente lo stesso muscolo già trattato nella settimana?

Perché c’è la paura di arrivare al catabolismo, cioè lo stato in cui il nostro corpo inizia ad utilizzare la massa magra come riserva energetica, detto in parole semplici, e di raggiungere anche per via del sovrallenamento. Questo perché il recupero sarà lungo e insufficiente arrivando al processo catabolico. Capite anche che questa condizione sia molto difficile da raggiungere. In realtà, quando noi svolgiamo attività fisiche anaerobiche, si arriva spesso ad alternare fasi cataboliche con quelle anaboliche, e quindi, sono entrambe utili per la crescita muscolare. Spesso, la fase catabolica è condizionata anche molto dal tipo di alimentazione. Per esempio, se ho un’insufficienza di glucosio ai tessuti, quale substrato energetico indispensabile alle cellule per alimentarsi e non svuotarsi.

Allora, mi alleno 60 minuti e vado a casa, per evitare tutto questo?

Ecco, questa è la paura della maggior parte delle persone che approcciano questo stile di vita. Siamo cresciuti con la convinzione che ogni individuo debba allenarsi non più di 60 minuti per evitare di andare in catabolismo e sovrallenamento. Ma secondo voi, è una condizione raggiungibile da tutti e uguale per tutti? Assolutamente no e, ripeto, è una condizione difficilissima da raggiungere. Ci sono atleti che si allenano tutti i giorni, eppure sono fisicamente ben sviluppati e senza nessun tipo di problema. Il catabolismo non deve spaventare, ma deve solo essere conosciuto perché quando ci si allena e si segue un programma si deve tener conto di tutti i fattori riguardante i recuperi, la genetica, lo stile di vita, le ore di sonno ecc. Quindi, se conosciamo tutti i possibili effetti dovuti a cattiva alimentazione o cattivo allenamento, siamo anche in grado di evitarli.

la scritta work out

Posso allenarmi tutti i giorni?

Assolutamente sì, nessuno ve lo vieta ma con i giusti accorgimenti. Per esempio, il sistema di allenamento in monofrequenza ti porta a fare allenamenti tutti i giorni perché, ogni giorno, alleni e stimoli un distretto muscolare differente. Per capirci meglio un giorno alleni il pettorale, un altro il dorsale, un altro il quadricipite e via così fino ad allenarli tutti quanti. Quindi capite bene che se ci si allena in questo modo dobbiamo farlo tutti i giorni per andare a toccarli tutti. Ma questo non vuol dire che andiamo in sovrallenamento e catabolismo. Stiamo solo sviluppando un programma d’allenamento suddiviso su più giorni con sedute più corte e veloci.

Per rendere meglio l’idea, a fine settimana saranno magari sempre sei le ore allenanti ma da neanche un’ora a seduta. Questo tipo di programma è molto bello quando si vuole aumentare il focus su tutti i distretti muscolari presi singolarmente e con sedute allenanti dedicate.

In conclusione vi dico, non abbiate paura di questo mostro che è il catabolismo che “vi mangia i muscoli” o il sovrallenamento che vi porta a regredire perché ,sono condizioni molto complicate da raggiungere. Senza paura, superate i vostri limiti, andate oltre i minuti standard allenanti e ascoltate sempre il vostro corpo perché non c’è nessuno meglio di lui che possa dirvi se state facendo le cose fatte bene.