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Cara signora Fumero, mi chiamo Gianni e vengo da Pordenone. Scrivo a lei che è una donna per capire alcuni atteggiamenti che non riesco a comprendere nella mia ragazza. Lei è sempre stata una “acqua e sapone”: vestiti larghi, mai niente di vistoso, neanche l’ombra di un rossetto o altro. Ora dall’oggi al domani, si veste più attillata, si mette il make up (soprattutto questo mi dà fastidio), va dal parrucchiere…ecc… Io le dico la verità, mi insospettisce questo cambiamento e se devo essere sincero la preferivo prima… Ovviamente, gliene ho parlato ma lei dice che non è cambiato assolutamente niente nei sentimenti che ha per me, né ci sono altri uomini nella sua vita, che lo fa per se stessa…eppure a me non torna la cosa! Lei, Margherita, cosa ne pensa?

Caro Gianni, nella tua mail non mi dici molto del contesto in cui vive la tua ragazza; tuttavia, posso anche comprendere il tuo allarme. Ognuno di noi, di fronte ad un cambiamento, può reagire con paura, ancora di più se il cambiamento interessa una persona a cui si tiene e che magari si ha paura di perdere.

La tua ragazza, fino a poco fa, è stata incredibilmente rassicurante per te. E sai perché? Perché con quei vestiti larghi, con l’assenza di quel make up, nascondeva la sua femminilità e forse risultava poco appetibile nei confronti di eventuali “rivali”.

Ora invece potrebbe (dico potrebbe perché non conosco niente di lei!) risultare piacente, o carina, o bella e quindi incoraggiare forse l’audacia di altri maschietti! Ecco perché – secondo me – la preferivi prima!

Ovviamente – e ripeto, può essere comprensibile – la prima cosa che pensi è che abbia cominciato a tenersi di più perché magari innamorata di qualcuno, o per sedurre qualcun altro, o chissà per quale altra (fantasiosa?) ragione.

Non potrebbe invece esserci un motivo molto più personale, intimo, positivo? Non potrebbe semplicemente aver recuperato, accettato o smesso di mascherare la sua parte femminile? Non potrebbe averlo fatto solo ed esclusivamente perché ha cominciato a stare bene con se stessa come in qualche modo ti ha detto?

Tu fai benissimo ad esporre eventualità perplessità alla tua fidanzata. Non dimenticare però che tutto è in movimento e tutto cambia. E quando un cambiamento avviene dentro di noi, si manifesta anche fuori!

Un forte abbraccio e…stai tranquillo!

Scrivetemi su info@zetatielle.com , risponderò ad ognuno di voi!!!

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Margherita Fumero
Attrice teatrale televisiva e cinematografica. Allieva di Macario, ha lavorato per anni in coppia con Enrico Beruschi. Tra le sue partecipazioni più famose: Drive In di Antonio Ricci e Camera Cafè nel ruolo della stagista Wanda. Dice di sè: Descrivermi? Io? Già è difficile descrivere una persona che si conosce da diverso tempo, figuriamoci se stessi, ma...ci proverò! Anche perché non è così scontato che un individuo si conosca in tutte le sue sfaccettature, nonostante sia in “compagnia di se stesso” da tutta una vita. Infatti, ci sono parti di noi che ci sfuggono, altre che sono sotterrate negli strati più profondi del nostro animo, oppure altre che semplicemente non vogliamo vedere. Io, complice il lavoro che faccio, ho dovuto scavare dentro di me, anche per fare arrivare al pubblico l'emozione che deriva dall'essere in una particolare situazione. In più – e lo dico per chi non conosce la mia formazione – ho frequentato l'Accademia di arte drammatica, non di “arte Comica”! Fu Macario che mi consigliò di dedicarmi al comico, attraverso la frase che cito in tutte le interviste dove mi chiedono dei miei esordi: “con quella faccia lì, devi far ridere”, mi disse. Tuttavia, non si deve pensare che essere attori comici significhi per forza conoscere solo il lato divertente della vita; anzi! Si dice che i più grandi comici della storia siano stati dei depressi; un po' come i clown che, in alcune scuole di mimo e recitazione, vengono presentati come personaggi in realtà tristi. Io, in realtà, a parte qualche triste e naturale accadimento – come quelli che la vita riserva più o meno ad ognuno di noi – non posso sicuramente dire che sia o sia stata una persona infelice. Al contrario: la mia “voglia di far ridere” deriva da quella serenità che ho sempre respirato in famiglia. Mia mamma Luisa era un po' come me: ironica, sorridente e con la battuta pronta. Il mio papà Gino era più riflessivo, più incline alla saggezza, ma sempre sereno. Io ho fatto un bel frullato di queste caratteristiche, ci ho aggiunto quello che la natura mi ha regalato attraverso il temperamento et voilà: signore e signori, questa è la Fumero! Una signora buffa ma dignitosa; un soggetto autoironico ma profondamente rispettoso degli altri; una donna che può interpretare mille personaggi, pur rimanendo sempre se stessa. Una persona che finge sul palcoscenico ma che è profondamente vera nella vita reale.