(Adnkronos) – Nuove minacce di Trump all'Iran. Il presidente degli Stati Uniti annuncia che gli Stati Uniti "attaccheranno oggi con maggiore forza Teheran". "Ieri li abbiamo colpiti duramente, oggi li attaccheremo di nuovo con forza – nel caso ve lo foste perso, nel caso non aveste acceso la televisione" ha detto rispondendo ai giornalisti nello Studio Ovale. Il presidente ha quindi sottolineato che gli Stati Uniti "hanno il diritto" di rispondere militarmente a Teheran dopo l'abbattimento di un elicottero Apache americano sullo Stretto di Hormuz.
"L'accordo è completamente negoziato", gli iraniani devono "solo firmarlo" ma ritardano perchè "sanno che è significativo" perchè "proibisce completamente di avere l'arma nucleare", mentre quello raggiunto da Barack Obama apriva "la strada verso l'arma nucleare".
Con l'Iran ''eravamo davvero vicini a un accordo, ma continuano a prenderci in giro''. E ''continuano a prenderci in giro perché, sapete una cosa? Hanno avuto a che fare con alcuni presidenti davvero stupidi". "Questa volta la guerra non si limiterà a questa regione" ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi, dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato di colpire nuovamente l'Iran. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha invece affermato che "l'America sta deliberatamente prendendo di mira la linfa vitale del popolo iraniano. Deve essere ritenuta responsabile per aver condotto attacchi così sistematici e brutali contro le infrastrutture civili. Si tratta di un crimine di guerra pianificato". Un accordo duraturo per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti non può essere raggiunto attraverso minacce, intimidazioni e l'uso della forza. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, invitando gli Stati Uniti a evitare l'uso di minacce dopo le parole del presidente americano Donald Trump.
"Le forze armate iraniane sono pienamente preparate" a rispondere agli attacchi notturni minacciati dal capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo ha riferito una fonte militare iraniana citata dall'agenzia di stampa Tasnim dopo che Hegseth ha detto ai giornalisti che stanotte l'Iran verrà ''colpito duramente'' dagli Usa. Secondo la fonte iraniana, "se gli americani intraprenderanno azioni aggressive, dovranno affrontare una dura risposta. L'Iran prenderà di mira nuovi interessi americani in caso di attacco". "L'Iran non lascerà impunita alcuna aggressione. Se gli americani agiranno, l'Iran prenderà di mira nuovi interessi e risorse statunitensi. L'Iran non esiterà a imporre agli Stati Uniti nuove regole e condizioni di ingaggio", ha affermato la fonte militare. "Se dovremo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe". Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth ai giornalisti, sostenendo che i prossimi attacchi americani contro l'Iran non saranno finalizzati alla ripresa della guerra, ma a porre le condizioni di un buon accordo. "Stanotte li colpiremo duramente e speriamo che l'Iran prenda la decisione giusta", ha aggiunto dopo aver partecipato in collegamento a una riunione che il presidente americano Donald Trump ha convocato nella Situation Room. "Il Centcom sarà molto impegnato stasera perché colpiremo duramente l'Iran'' aggiunge. ''L'Iran ha la possibilità di concludere un ottimo accordo. Finora non si sono dimostrati disposti a farlo'', ha proseguito, affermando che ''gli Stati Uniti lanceranno bombe a raffica su infrastrutture chiave in Iran, non per far ripartire la guerra, ma per stabilire le condizioni per un accordo". Hegseth ha aggiunto che "gli attacchi che avverranno stanotte saranno forti e chiari, e se dovessero avvenire giovedì sera, saranno altrettanto forti e chiari. Il presidente Trump è pronto a raggiungere questo accordo, l'Iran farebbe bene ad accettarlo, altrimenti dovrà vedersela con i tipi di piani che ho appena avuto modo di vedere al Centcom". Il presidente americano Donald Trump ha tenuto una riunione nella Situation Room per discutere di potenziali nuovi attacchi contro l'Iran. Lo hanno riferito ad Axios due fonti statunitensi, secondo le quali una delle opzioni che Trump sta prendendo in considerazione è quella di lanciare un'operazione su vasta scala, ma di breve durata,. L'obiettivo di questa opzione è quella di spingere l'Iran a cambiare la sua posizione nei negoziati. Secondo le fonti, all'incontro nella Situation Room hanno partecipato il vicepresidente americano JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della Cia John Ratcliffe, il capo di stato maggiore congiunto generale Dan Caine, l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e altri alti funzionari. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha partecipato alla riunione in collegamento dal quartier generale del Centcom a Tampa. Sempre Axios, citando una fonte regionale, scrive che il Qatar ha cercato di organizzare un incontro trilaterale con Stati Uniti e Iran per negoziare direttamente sulle questioni ancora aperte, ma gli iraniani si sono rifiutati. La stessa fonte ha dichiarato, a condizione di anonimato, che funzionari iraniani e statunitensi hanno tenuto colloqui paralleli con mediatori qatariani a Doha negli ultimi due giorni. Un aereo americano ha colpito una petroliera carica, ma in panne, dopo un precedente raid, nel Golfo dell'Oman che stava trasportando greggio dall'Iran in violazione al blocco imposto dagli Usa, ha reso noto il Comando centrale americano. Ieri era stata colpita "con munizioni di precisione la stanza motori della nave, dopo che l'equipaggio non aveva risposto positivamente alle direttive imposte dalle forze americane", ha spiegato il CentCom in un post su X in cui identifica la nave come la M/T Settebello con bandiera di Palau. Cina e Russia hanno espresso preoccupazione per questa nuova escalation nel conflitto e hanno invitato Iran e Usa alla calma. "Le varie parti interessate dovrebbero mantenere la calma ed esercitare moderazione, smettere di intensificare il conflitto e di aggravare la situazione, e adottare misure concrete per allentare le tensioni", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian. La Russia è "estremamente preoccupata" per la rinnovata escalation delle tensioni in Medio Oriente e chiede "moderazione", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Esortiamo le parti a esercitare moderazione e a cessare immediatamente gli attacchi armati", ha affermato.
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