Usa-Iran, nuovi negoziati in vista. Trump: “Presto novità”. Europa prepara piano per Hormuz

(Adnkronos) –
Stati Uniti e Iran verso il secondo round di negoziati per porre fine alla guerra. Intanto, l'Europa si prepara a intervenire per favorire la riapertura lo Stretto di Hormuz, paralizzato da Teheran – con effetti sul prezzo di petrolio e carburanti – e congelato dal blocco navale di Washington operativo da oltre 24 ore. E' Donald Trump, che fa notizia nelle ultime ore per l'attacco frontale alla premier italiana Giorgia Meloni, a delineare l'agenda dei colloqui, con l'apertura alla possibilità di un nuovo vertice Usa-Iran in Pakistan.  
"Nei prossimi due giorni potrebbe succedere qualcosa", dice il presidente americano al New York Post preannunciando eventuali novità entro 24-48 ore. La sede dell'incontro potrebbe essere ancora Islamabad, 'campo neutro' scelto già sabato scorso. "È più probabile e sapete perché? Perché il feldmaresciallo sta facendo un grande lavoro", aggiunge Trump, riferendosi al feldmaresciallo del Pakistan, il generale Asim Munir. Poco prima, sempre al New York Post, non aveva escluso del tutto un'alternativa europea, ma al momento la preferenza della Casa Bianca sembra orientata su Islamabad. La scelta della sede dovrebbe avvenire in tempo brevi, visto che i negoziati potrebbero andare in scena già domani, secondo le indiscrezioni fornite dall'Associated Press. Il tempo stringe, se si considera che la tregua scade il 21 aprile. All'agenzia Dpa diplomatici pakistani confermano che Islamabad spera di ospitare al più presto nuovi colloqui e precisano che Cina, Egitto, Arabia Saudita e Turchia sono in contatto con Teheran e Washington. La possibilità concreta di un nuovo vertice incide sui prezzi del petrolio delle ultime ore. A New York il West Texas Intermediate (Wti) con consegne a maggio perde 7,80 dollari (-7,87%) a 91,28 dollari al barile. A Londra il Brent con consegne a giugno scende di 4,57 dollari (-4,6%) a 94,79 dollari al barile.  L'Europa si prepara ad assumere l'iniziativa mentre Trump, al Corriere della Sera, attacca la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo. Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell'arma nucleare. E' molto diversa da quello che pensavo…", dice criticando la posizione dell'Italia in relazione al conflitto. Il Vecchio Continente, secondo il Wall Street Journal, sta elaborando un piano per creare una coalizione internazionale con l'obiettivo di ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto una volta terminato il conflitto iraniano, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. L'iniziativa, promossa da Regno Unito e Francia, prevederebbe una missione difensiva con operazioni di sminamento e il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la missione escluderebbe le "parti belligeranti", ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. L'obiettivo è favorire la ripresa del traffico commerciale nello stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Il piano potrebbe coinvolgere anche la Germania, finora riluttante a operazioni militari all’estero, ma dotata di importanti capacità, in particolare nel campo dello sminamento. Secondo fonti diplomatiche, un primo confronto internazionale è previsto con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer, alla quale Washington non parteciperà. Restano tuttavia divergenze tra gli alleati europei: Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti renderebbe la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Il piano si articolerebbe in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari.  In vista dei colloqui, dall'Iran potrebbe arrivare un segnale distensivo, con la sospensione a breve termine dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz per evitare di mettere alla prova il blocco navale attuato dagli Stati Uniti. La possibile sospensione riflette la volontà di evitare un'immediata escalation in una fase diplomatica delicata. Dietro le quinte i contatti proseguono per arrivare ad una fumata bianca: i due paesi dispongono di "tutti gli ingredienti necessari per un accordo", dice a Fox News un alto funzionario americano. "Stanno succedendo molte cose. Abbiamo tutti gli ingredienti necessari per un accordo, ma non è ancora tutto pronto", aggiunge la fonte. Il nodo principale, come dice e ripete Trump, è rappresentato dal programma nucleare iraniano. La Repubblica islamica non intende abbandonare il protocollo che ruota attorno a 440 chili di uranio arricchito al 60%: servono pochi step relativamente semplici per arrivare alla soglia del 90%, necessaria per l'utilizzo del materiale in ambito militare e per la produzione di armi atomiche. L'Iran, nei negoziati dello scorso weekend, ha proposto agli Stati Uniti di sospendere per cinque anni l'arricchimento dell'uranio, come condizione per arrivare a un accordo di pace. Trump ha chiesto una 'sospensione' di 20 anni di tutte le attività. La distanza è notevole ma la discussione è 'viva' e un compromesso non è impossibile. 
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