Plantaginacee, con le foglie che ricordano la pianta del piede

Le Plantaginacee hanno rappresentato per secoli una piccola famiglia botanica di piante dalle meravigliose virtù. Si tratta di erbe importantissime, in fitoterapia, con un’eccezionale azione emolliente, antiinfiammatoria e lenitiva e praticamente senza controindicazioni. Tutto perfetto, dunque? Purtroppo, no. La tranquilla esistenza delle Plantaginacee è stata sconvolta dalla più recente classificazione, che ha allargato la famiglia immettendovi un buon numero di Scrofulariacee.

Ve ne abbiamo già parlato negli articoli delle ultime settimane, rimpiangendo la classificazione precedente. Così, tra le Plantaginacee sono approdate specie come la digitale e la graziella, che hanno anche principi attivi utili ma che sono potenti veleni. Che cosa ci azzeccano, allora, con la piantaggine o con lo psillio? È ciò che continuiamo a chiederci da qualche anno a questa parte!

Sentiero con una fila di piante verdi di piantaggine sul bordo.
Foto di WikimediaImages da Pixabay

D’altra parte, le Plantaginacee condividono con le Scrofulariacee e con le Labiate buona parte della classificazione, avendo in comune persino l’ordine. Appartengono tutte alla superdivisione delle Antofite o Fanerogame (piante con fiori visibili) e alla divisione delle Angiosperme (fiore con ovario). Fanno poi parte della classe delle Dicotiledoni, della sottoclasse delle Simpetale e dell’ordine Tubiflore (a corolla pentamera).

Possiamo allora far di ogni erba un fascio? No, perché le singole famiglie hanno caratteristiche proprie che non figurano totalmente nelle altre. Ogni famiglia ha una sua specificità che la rende ben riconoscibile.

Un esemplare fiorito di Plantago lanceolata, tipica specie delle Plantaginacee
Foto di Esther Merbt da Pixabay

Si tratta di piante erbacee o subfruticose con infiorescenza a spiga. Essa contiene numerosi fiorellini decisamente piccoli. Il calice ha 2 o 4 sepali e la corolla è actinomorfa tetramera. Che cosa significa? Che è a simmetria raggiata con 4 petali o lobi.

Le Scrofulariacee e le Labiate, al contrario, hanno fiori zigomorfi, ossia con un unico asse di simmetria. Avete presente le infiorescenze della digitale, con i suoi grandi fiori zigomorfi? Ci vuole un bel coraggio a includerla tra le Plantaginacee! Il frutto, infine, è una capsula a pisside.

Quattro infiorescenze a spiga con fiorellini bianchi, tipiche delle Plantaginacee
Foto di Dominik Rheinheimer da Pixabay

Le Plantaginacee sono così chiamate in virtù del genere più rappresentativo, ossia il genere Plantago. Soltanto in Italia, si contano 23 specie che appartengono al genere Plantago, fra le quali la più diffusa è senz’altro la Plantago major L. Si riconosce facilmente per le sue larghe foglie ovali dalle venature parallele. Secondo alcuni autori, esse assomigliano alle orme lasciate da un piede umano. Anzi, assomigliano alla pianta del piede, detta in latino planta.

Secondo altri, le Plantaginacee recano questo nome perché il loro habitat ideale è costituito dai sentieri e dai terreni spesso calpestati dalla nostra pianta del piede. In ogni caso, cominceremo a illustrarvele una per una già dalla prossima settimana, certi che vi conquisteranno con le loro straordinarie proprietà.

Foglie verdi ovali di piantaggine in un prato
Foto di Роман Бойцов da Pixabay

Foto di copertina di Sebastian da Pixabay

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Maura Maffei
Maura Maffei
Eccomi a voi! A livello accademico, sono erborista e soprano lirico. Sono anche iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte nell'albo pubblicisti. La mia grande passione è scrivere romanzi storici: in più di trent'anni dì carriera, ne ho pubblicato una ventina. E l'altro amore assoluto è quello per la storia e la cultura irlandesi: ogni giorno, faccio esercizi di gaelico, per ripassare questa lingua affascinante e difficile, perché la lingua è la vera anima di un popolo. Una volta ero una viaggiatrice indefessa: adesso mi trovate quasi ogni sabato nelle varie librerie a fare firma copie, perché mi arricchisce molto dialogare a tu per tu con i lettori. Mi piace dipingere, creare collane di pietre dure e ho due vaste collezioni di cui vado orgogliosa: quella di giochi di società e la cineteca. In particolare, faccio incetta di vecchi film di Hollywood, che si giravano tra gli Anni Trenta e gli Anni Sessanta del secolo scorso. Tra i registi di allora, adoro Hawks, Leisen e Capra. La mia famiglia è la mia autentica forza e metto sempre al primo posto mio marito Paolo, mia figlia Maria Eloisa e mio genero Cristiano. Trascorro infine ogni giornata in compagnia di 4 gatti: Jolie, Liath, Croí ed Elvis.
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