Vaccino Funds: fake news o verità? Qualche giorno fa, le testate nazionali informavano l’Italia che Bill Gates ha chiamato il nostro Premier Giuseppe Conte per sollecitarlo a contribuire con più soldi per la ricerca del vaccino. Alla faccia del complottismo, delle fake news e delle censure, stranamente nel decreto rilancio compare un impegno a finanziare la International Finance Facility for Immunization (IFFIm) e la Coalition for Epidemic Preparedness (CEPI)

Vi informiamo come contribuiremo e come.

Daremo 150 milioni all’ IFFIm, con rate da 30 milioni l’una a partire dal 2026 fino al 2030. In più faremo un versamento di 5 milioni di euro quest’anno, sempre all’IFFIm ma da destinarsi alla Coalition for Epidemic Preparedness (CEPI). Dove prendiamo i soldi? Dal fondo per interventi strutturali di politica economica e da «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire». Cosa sono questi fondi? Prima scopriamo cos’è l’IFFIm e come siamo coinvolti.

Ma cos’è l’IFFIm?

Non è altro che l’organizzazione che supporta la GAVI Alliance, che altro non è che una partnership pubblico-privata nata nel 2000 con l’obiettivo di garantire un miglior livello di salute per i bambini e per la popolazione, principalmente attraverso la realizzazione di campagne di vaccinazione nei paesi in via di sviluppo. Ne fanno parte paesi (compresa l’Italia), e settore privato, come ad esempio la Fondazione Bill & Melinda Gates, produttori di vaccini sia dei paesi sviluppati che in via di sviluppo, istituti specializzati di ricerca, società civile e organizzazioni internazionali come OMS, UNICEF e Banca Mondiale.

I principali obiettivi dell’Alleanza sono: favorire l’accesso alle campagne di vaccinazione in corso. Rafforzare i sistemi sanitari e, al loro interno, il sistema di immunizzazione e le campagne vaccinali a livello mondiale. Favorire la ricerca e lo sviluppo di nuove modalità di immunizzazione e di nuovi vaccini. (fonte Rappresentanza permanente d’Italia ONU – Ginevra)

Organizzazioni molto utili, nel caso arrivi una pandemia.

E cosa c’entra l’Italia?

L’italia è un membro fondatore. Inoltre, l’Italia ha ottenuto un ruolo primario nel lancio del primo AMC (Advance Market Commitment) per accelerare lo sviluppo e la disponibilità dei vaccini. L’Italia è il quarto donatore assoluto del GAVI dopo USA, UK e Francia. Nel quinquennio 2016-2020 l’Italia ha contribuito con 100 milioni di euro (fonte Rappresentanza permanente d’Italia ONU – Ginevra).

E stiamo per darne altri 150+5. Quindi, si, l’Italia finanzia da tempo e in maniera corposa il sistema di ricerca e sviluppo delle vaccinazioni, con oltre i 25 milioni all’anno fino al 2025 e 30 a partire dal 2026. Si, l’Italia ha dei fondi speciali per necessità urgenti derivanti da interventi legislativi e ha deciso di usare 5 milioni di euro per finanziare IFFIm per un totale quindi di 30 milioni annui, che in questo momento farebbero comodo per ridurre la pressione fiscale del Paese, poichè quella è lo scopo di tali fondi. No, non è una fake news e al fondo di questo articolo trovate altri dettagli e relative fonti.

Ora, forse comprendiamo meglio le apparizioni dei virologi superstar e la loro accorata difesa dell’importanza di trovare un vaccino? E forse, comprendiamo meglio le rimostranze di scienziati come Luc Montagnier, Giulio Tarro e Shiva Ayyadurai? Certo, è questioni di punti di vista e di democratica libertà di espressione.

Ma allora, quando si parla di vaccino funds, vaccinazioni legate ad interessi internazionali dovremmo fare più attenzione prima di dire che sono fake news.

Vaccino Funds: fake news, complottismo o verità del Decreto Rilancio?

Dal Decreto Rilancio, articolo 37, comma 1 e 2

Art.37
Partecipazione dell’Italia all’ International Finance Facility for Immunization
1. È autorizzata l’estensione della partecipazione dell’Italia all’International Finance Facility for Immunization (IFFIm), prevista dall’articolo 1, comma 99, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, con un contributo globale di euro 150 milioni, da erogare con versamenti annuali fino al 2030, valutati in euro 30 milioni a decorrere dall’anno 2026. È, inoltre, autorizzato il versamento aggiuntivo all’IFFIm per l’anno 2020 di euro 5 milioni, per il finanziamento della Coalition for Epidemic Preparedness (CEPI).

2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede, quanto a 30 milioni di euro annui dal 2026 al 2030, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e, quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze.

Cosa sono questi fondi?

Il “fondo per interventi strutturali di politica economica” è un fondo nato per agevolare il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, anche mediante interventi volti alla riduzione della pressione fiscale. Il Fondo, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e finanze (cap. 3075), viene utilizzato in modo flessibile ai fini del reperimento delle risorse occorrenti a copertura di interventi legislativi recanti oneri finanziari (fonte Senato.it)

La missione “Fondi da ripartire” raccoglie alcuni fondi di riserva e speciali, che non hanno, in sede di predisposizione della legge di Bilancio di previsione, una collocazione specifica, ma la cui attribuzione è demandata ad atti e provvedimenti successivi adottati in corso di gestione (fonte Ministero dell’Economia e Finanze).

Per dovere di cronaca, la legge 23 dicembre 2005, n. 266, art.1 comma 99 recita: “È autorizzata la partecipazione dell’Italia all’International Finance Facility for Immunization (IFFIm), con un contributo globale di euro 504 milioni, da erogare con versamenti annuali, fino al 2025, con un onere pari ad euro 3 milioni per l’anno 2006, ad euro 6 milioni per l’anno 2007 e valutato in euro 27,5 milioni a decorrere dall’anno 2008” (fonte Gazzetta Ufficiale).

Naturalmente, questi fondi arrivano principalmente e soprattutto dalle entrate fiscali.

Tutto chiaro?