Villa Taverna, ricevimento Usa per 250 anni dell’Indipendenza. Tajani: “Amicizia tra Italia e Stati Uniti più forte di ogni polemica”

(Adnkronos) – Lo spettacolo dei fuochi d’artifici ha chiuso la festa a Villa Taverna per i 250 anni della dichiarazione d’indipendenza Usa. Un festeggiamento per il 4 luglio, con la presenza di oltre 2mila invitati, che ha sancito al riconciliazione tra Italia e Stati Uniti.  Dopo le tensioni delle settimane scorse nella residenza romana dell'ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta numerosi ministri sono venuti a festeggiare l’indipendenza Usa. Oltre al presidente del Senato, Ignazio La Russa erano presenti i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini che sono intervenuti per ribadire la forte amicizia tra Roma e Washington e la scelta di campo italiana. Assente la premier Giorgia Meloni a Padova per il Congresso della Uil ma “presente in spirito” come ha detto La Russa. C’era invece la sorella del presidente del Consiglio, Arianna.    Tra i ministri presenti c’erano anche i ministri della Difesa Guido Crosetto, dell’Economia Giancarlo Giorgetti, della Giustizia, Carlo Nordio, delle Imprese Adolfo Urso, della Sanità Orazio Schillaci. Per l’opposizione c’erano il leader di Italia Viva Matteo Renzi, il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia e l’ex portavoce del premier Giuseppe Conte, Rocco Casalino. Tra i più omaggiati della serata il neo presidente Figc Giovanni Malagò arrivato a Villa Taverna con la compagna Elena Vaccarella. Per tutti come da tradizione birra, hot dog, hamburger e tante torte con la scritta 'Freedom 250'.  Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a Villa Taverna per il 4 luglio, ha ribadito che “l’amicizia tra Italia e Stati Uniti è più forte di ogni polemica”, fondata su una solidarietà transatlantica che va oltre le fasi dialettiche. Ha ricordato che essere alleati “non significa essere sempre d’accordo su tutto”, ma implica parlarsi “con franchezza” e restare “dalla parte giusta della storia”. Le relazioni economiche e commerciali sono una colonna portante dell’alleanza tra i nostri due Paesi. L’America non compra solo prodotti italiani, ma sceglie la qualità, la tecnologia, l’affidabilità del Made in Italy. E questo grazie anche all’amore per il Paese d’origine di oltre 20 milioni di italo-americani”.  Dazi, crisi energetiche, guerre e tensioni, spiega, “non hanno fermato l’export italiano negli Stati Uniti. Nei primi cinque mesi del 2026 è rimasto in crescita, + 2,3%.   L’ambasciatore Usa in Italia, Tilman Fertitta ha definito l’Italia "il luogo migliore per celebrare il 250esimo anniversario dell'America". Fertitta ha parlato di un "privilegio straordinario" nel servire come ambasciatore nel suo primo anno, sottolineando "le molteplici dimensioni di una partnership economica, militare, culturale e politica" e i profondi legami familiari tra i due Paesi: "Oltre 17 milioni di americani hanno origini italiane, me compreso". Quest'anno celebrerà il 4 luglio in Sicilia, "da dove i miei bisnonni emigrarono oltre 130 anni fa", ricordando che i rapporti restano solidi: "Ogni anno più di 45.000 studenti americani e 8 milioni di visitatori arrivano in Italia". Sui rapporti bilaterali, Fertitta ha ribadito che "eventuali disaccordi tra leader non hanno nulla a che vedere con la grande collaborazione tra i nostri due Paesi". E ha aggiunto: "Vedo quello che dicono i giornali, ma non ci ho perso il sonno… La collaborazione è di lunga data. Business as usual". L’ambasciatore ha definito l’Italia "un partner fidato e un'amica degli Stati Uniti", ricordando che il rapporto con gli alleati "come l’Italia" è una "pietra angolare della forza e della leadership americana". Ha, poi, ringraziato il governo italiano e in particolare il ministro della Difesa Guido Crosetto, "un vero amico per me e per gli Stati Uniti", lodandone la leadership nel rafforzare la cooperazione nel settore della difesa.   Matteo Renzi ha ricordato che "250 anni di storia sono più grandi di due anni di Trump" e che "i presidenti passano, l'amicizia tra Italia e Stati Uniti rimane". Il leader di Italia viva-Casa riformista ha definito "giusto" essere presenti per testimoniare un legame che ha attraversato decenni e molti leader. Sull'assenza di Giorgia Meloni, Renzi ha criticato la scelta di puntare su un rapporto personale con Trump: secondo lui la premier "ha sbagliato posizione politica". Ha attaccato anche la visita di Tajani alla Casa Bianca "col cappellino", ribadendo che "Make America Great Again lo facciamo dire agli americani". Renzi ha concluso che Meloni "sa di aver sbagliato, ma non lo ammette", distinguendo la presenza alla cerimonia dal giudizio politico sulla linea, adottata nei rapporti con Washington. 
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