Dulcamara, affascinante pericolo che in Irlanda diventa odio

La dulcamara è la prima specie della famiglia delle Solanacee che abbiamo scelto di proporvi. È conosciuta sin dall’antichità perché è una pianta autoctona europea. E, nelle campagne, i suoi fusti sono spesso stati succhiati dai contadini come si fa con le radici di liquirizia. L’alcaloide tossico solanina, presente anche nelle foglie e nelle bacche, conferisce ai rametti un sapore piuttosto particolare. Masticandoli, infatti, all’inizio sono amari e poi diventano dolciastri.

Sono piacevoli ma basta tenerli in bocca un istante in più per avvertire secchezza del cavo orale, irritazione digestiva, disturbi della vista, crampi e agitazione. In alcuni casi, si arriva persino al delirio, quindi è assolutamente meglio non assaggiarli! Tuttavia, al loro gusto si riferisce il nome latino con cui la specie è stata classificata, ossia Solanum dulcamara L. In esso l’aggettivo dulcamara è proprio costruito sull’ossimoro che mette insieme il dolce con l’amaro.

Fiore di dulcamara con i petali viola e gli stami ravvicinati gialli, fotografato di profilo su sfondo indistinto bruno-verde.
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La dulcamara è pianta comune in Irlanda e fa parte della sua flora originaria. Ma non è amata dagli irlandesi, che le hanno affibbiato il poco simpatico nome di Fuath dubh. Sapete che cosa significa? Odio nero! L’aggettivo nero è di facile spiegazione, perché i suoi fiori viola sono scuri e ricordano il lutto. Ma, per quanto sia tossica, merita l’epiteto di odio? Per comprenderlo, dobbiamo fare un incursione nel folclore irlandese. Secondo le antiche leggende, le piante di dulcamara vengono spesso scelte come dimora da temibili streghe che odiano ogni essere umano, tanto da volerne il male.

Pare che ci sia un metodo infallibile, per appurare se una strega ha infestato una pianta di dulcamara. Sì, perché essa è invisa a tutti gli animali, che la evitano, tranne che alle pecore che, invece, la brucano. Se, tuttavia, anche le pecore ne snobbano un esemplare, per i contadini irlandesi c’è di mezzo una strega. Che fare allora? La pianta deve essere estirpata e messa a seccare. Poi i suoi sarmenti flessibili devono essere intrecciati per confezionarne un rustico paniere, nel quale la strega sarà imprigionata per sempre, senza più recare danni. Vero o no, tali cestini di dulcamara ancora diffusi nelle fattorie irlandesi (e pure in quelle della vicina Bretagna) sono davvero belli e originali.

Pianta fiorita con corolle viola e foglie verdi. Sullo sfondo, bacche verdi e rosse di altri esemplari rampicanti.
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La dulcamara è un’elegante pianta rampicante sublegnosa, i cui esili rami si estendono sino alla lunghezza di un paio di metri. Quale habitat, predilige siepi, fossati, terreni incolti e boschi umidi, in Europa, Asia e Africa settentrionale. Le foglie peduncolate sono alterne, ovato-acute (ricordano spesso una punta di freccia), a margine intero, in parte divise alla base da 2 a 4 lobi. Sono lunghe sino a 8 centimetri.

I fiori sbocciano tra giugno e settembre.  Hanno la caratteristica corolla a stella (un centimetro circa di diametro), di colore viola, formata da 5 petali attaccati alla base, con stami ravvicinati gialli. Sono riuniti in infiorescenza picciolata a corimbo, che si dispone in direzione opposta alle foglie. I frutti sono bacche ovoidali lunghe un centimetro, che da verdi diventano rosse a maturazione, e contengono numerosi semi. Come sempre, per riconoscere la dulcamara in natura, occorre munirsi delle chiavi botaniche che permettono un’identificazione certa della specie.

Disegno scientifico con fusto, foglie, fiori, frutti e seme.
Quest’opera è di pubblico dominio anche in USA

La dulcamara è anche una specie medicinale ma è soprattutto una pianta velenosa. Per questo motivo, può essere impiegata mediante farmaci specifici stabiliti da un medico, evitando assolutamente le cure fai-da-te. Data questa doverosa premessa, possiamo comunque indicare i principi attivi della droga, che qui è costituita dal fusto. Essa contiene gli alcaloidi solanina, soladilcidina, solasodina e tomatidenolo, la saponina dulcamarina, gli acidi dulcamarico e dulcamaretico, tannini, glicosidi e il colorante carotenoide licopina. Ha azione positiva, sempre se prescritta da un medico, per contrastare iperviscosità sanguigna, dermatiti, acne, eczemi, herpes, psoriasi, sifilide (secondo Linneo), gotta, reumatismi, scrofolosi, stipsi e affezioni polmonari.

In omeopatia, la dulcamara è presente in rimedi che giovano nelle infezioni gastrointestinali, polmonari (raffreddore) e nei disturbi reumatici. In uso esterno, al contrario, le foglie pestate si possono utilizzare come cataplasmi per lenire contusioni e dermatosi varie. comunque sia, occorre estrema prudenza perché, come affermano gli irlandesi, è la pianta prediletta delle streghe. Senza odiarla, però, perché altre Solanacee di impiego comune sono più velenose di lei. Volete un esempio? Il medico bretone Pierre Lieutaghi sostenne che le bacche verdi e i germogli di patata sono ben più tossici della fascinosa dulcamara!

Particolare di bacche rosse di dulcamara che pendono dal corimbo. Sfondo indefinito di campagna.
Questo file è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.0 Generico . Attribuzione: Solanum dulcamara (Solanum dulcamara) di Anne Burgess dalla collezione del progetto Geograph

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Maura Maffei
Maura Maffei
Eccomi a voi! A livello accademico, sono erborista e soprano lirico. Sono anche iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte nell'albo pubblicisti. La mia grande passione è scrivere romanzi storici: in più di trent'anni dì carriera, ne ho pubblicato una ventina. E l'altro amore assoluto è quello per la storia e la cultura irlandesi: ogni giorno, faccio esercizi di gaelico, per ripassare questa lingua affascinante e difficile, perché la lingua è la vera anima di un popolo. Una volta ero una viaggiatrice indefessa: adesso mi trovate quasi ogni sabato nelle varie librerie a fare firma copie, perché mi arricchisce molto dialogare a tu per tu con i lettori. Mi piace dipingere, creare collane di pietre dure e ho due vaste collezioni di cui vado orgogliosa: quella di giochi di società e la cineteca. In particolare, faccio incetta di vecchi film di Hollywood, che si giravano tra gli Anni Trenta e gli Anni Sessanta del secolo scorso. Tra i registi di allora, adoro Hawks, Leisen e Capra. La mia famiglia è la mia autentica forza e metto sempre al primo posto mio marito Paolo, mia figlia Maria Eloisa e mio genero Cristiano. Trascorro infine ogni giornata in compagnia di 4 gatti: Jolie, Liath, Croí ed Elvis.
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