Segretari comunali e piccoli comuni: serve un grande cambiamento

I Comuni italiani rappresentano la struttura portante della vita pubblica sul territorio, ma da anni esistono criticità strutturali che frenano la loro piena funzionalità. Il blocco delle assunzioni impedisce di adeguare gli organici, mantenendo la pianta organica ferma a schemi ormai obsoleti. Le riforme sugli Enti locali non vengono attuate, e si lascia ogni Comune a gestire da solo compiti sempre più complessi, senza coordinamento né supporto. In pratica, migliaia di Comuni restano senza strumenti adeguati per affrontare le sfide quotidiane, mentre le vere necessità restano in secondo piano, sostituite da bandi occasionali o finanziamenti limitati nel tempo.

Queste condizioni richiedono interventi strutturali urgenti e soluzioni concrete per dare agli enti locali la capacità di governare efficacemente e pianificare lo sviluppo del territorio.

Ogni decisione, servizio e progetto passa attraverso queste amministrazioni, che costituiscono il primo punto di contatto tra cittadini e istituzioni. Al centro di questo complesso sistema organizzativo ci sono figure professionali che ne garantiscono il funzionamento quotidiano, coordinando uffici, procedure e risorse, e assicurando che le politiche decise dagli organi elettivi si traducano in azioni concrete e tra queste figure, il segretario comunale occupa un ruolo strategico, un punto di equilibrio indispensabile per il corretto svolgimento della vita amministrativa e per la continuità dei servizi offerti alla collettività.

Chi è il segretario comunale e quali sono le sue mansioni

Il segretario comunale rappresenta oggi il cuore operativo e il punto di equilibrio dell’amministrazione locale. È un dirigente pubblico iscritto all’Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, che lavora a stretto contatto con sindaco, giunta e consiglio per garantire che le decisioni politiche vengano tradotte in atti legittimi, coerenti e puntuali. Le sue funzioni vanno dal semplice controllo giuridico dei provvedimenti, alla gestione organizzativa degli uffici, passando per il coordinamento del personale, la supervisione delle procedure interne e, sempre più spesso, la gestione di progetti e programmi complessi, compresi quelli che coinvolgono più Comuni o fonti di finanziamento esterne.

In particolare, il segretario cura con attenzione la regolarità amministrativa dei procedimenti, la verbalizzazione delle sedute e la validità degli atti ufficiali, accompagnando i processi decisionali degli organi politici senza sostituirsi a essi, ma assicurando che ogni scelta sia compatibile con la legge e con i vincoli procedurali.

Nei piccoli Comuni, dove l’organico è ridotto e la struttura spesso minima, il segretario assume un ruolo ancora più centrale e delicato, diventando il fulcro su cui poggia l’intera macchina comunale, responsabile della continuità dei servizi e della capacità dell’ente di rispondere alle esigenze del territorio.

La realtà dei piccoli comuni

Nei piccoli Comuni italiani, la carenza di segretari qualificati non è solo un dato statistico, è un problema che mette a dura prova la sopravvivenza stessa dell’amministrazione locale. In molte sedi la figura manca del tutto mentre, dove c’è, il segretario si trova schiacciato da responsabilità che nessuno avrebbe mai previsto di concentrare su una sola persona. Deve coordinare uffici, garantire continuità dei servizi, gestire progetti sovracomunali, assistere gli organi politici e allo stesso tempo vigilare sulla correttezza procedurale: compiti che, uniti alla scarsità di personale, trasformano l’ente in un fragile equilibrio sempre sull’orlo dell’instabilità.

Questa situazione provoca frustrazione e rabbia tra coloro che vivono quotidianamente la macchina comunale perché è un sistema che da anni ignora la realtà dei piccoli Comuni, lasciandoli senza strumenti, senza supporto e senza possibilità di organizzarsi. La situazione appare paradossale: Comuni che devono fare tutto, da soli, con regole vecchie e organici insufficienti, mentre i veri nodi strutturali del sistema restano irrisolti.

UNCEM (Unione Nazionale Comuni e Enti Montani) ha evidenziato con forza, costanza e assiduità, queste criticità in molteplici occasioni, ai Ministeri dell’Interno, degli Affari regionali e delle Autonomie, della Pubblica Amministrazione, e continua a sostenere che da troppo tempo la politica resta ferma, le riforme languono sulla carta e i Comuni vengono lasciati soli. Si tratta di proposte per evitare crisi e criticità nei Comuni, nelle Unioni di Comuni, nelle Unioni montane di Comuni, nelle Comunità montane, in vista di una efficace riscrittura del Testo Unico degli Enti locali, che insista finalmente sul lavoro insieme dei Comuni, grandi e piccoli. 

Cosa si può fare

Per UNCEM, questa condizione non può essere affrontata con soluzioni provvisorie o compromessi di basso livello. Non basta affidare incarichi supplementari o aggiungere figure temporanee senza una visione complessiva. Serve invece un cambio radicale di prospettiva, che trasformi il segretario comunale da semplice cancelliere in un vero manager dei territori, con autorità, strumenti e mansioni all’altezza delle sfide attuali.

In buona sostanza, la proposta prevede che i Segretari diventino veri Manager della PAlavorando insieme in pool per tutti i Comuni che fanno parte di una Unione o Comunità montana e che possano coordinare servizi tra più Comuni, gestire personale e risorse, guidare progetti di sviluppo e assicurare continuità amministrativa anche nelle aree più fragili.

Per sopperire all’assenza dei segretari comunali dei piccoli centri, una soluzione utile sarebbe quella di poter utilizzare i vicesegretari in maniera stabile, sostenere finanziariamente i Comuni nel garantire il compenso dei segretari e ripensare complessivamente l’organizzazione degli enti locali. Una scelta strutturale, capace di far funzionare realmente i Comuni, superando la logica del campanile e del municipalismo isolato che negli anni ha paralizzato il sistema.

In questa visione, i segretari comunali diventano nodi centrali di una governance collaborativa, capaci di orchestrare servizi condivisi, sviluppare progetti territoriali e guidare le comunità verso uno sviluppo coerente e sostenibile passando da semplici custodi della legalità, a protagonisti attivi nella gestione dei Comuni e nella costruzione di reti territoriali efficienti.

Preservare il territorio

Nei piccoli Comuni montani, già segnati da isolamento e desertificazione, l’efficienza organizzativa può fare la differenza. Un segretario con ruoli ampliati e strumenti adeguati non garantisce solo il corretto funzionamento dell’ente, ma diventa il punto di riferimento per dialogare con i Ministeri, coordinare progetti, orientare finanziamenti e sostenere lo sviluppo del territorio. Questa figura può contribuire a preservare il patrimonio ambientale, valorizzare le produzioni locali e le eccellenze del Made in Italy, promuovere iniziative culturali e turistiche e rendere sostenibili i progetti di crescita.

Come sottolinea UNCEM, investire sul segretario significa dare ai Comuni gli strumenti per pianificare il futuro, migliorare i servizi, promuovere lo sviluppo economico e sociale e trasformare la fragilità storica in capacità concreta di governare, progettare e valorizzare il territorio in tutte le sue dimensioni.

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Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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