Arte contemporanea femminile: nell’estate 2026, tra Siena, Perugia, Gradara (PU) e San Marino, le mostre di Teodora Axente, Ndidi Emefiele, Bongsu Park e Araminta Blue riscrivono il corpo tra identità, memoria e percezione, in quattro percorsi sensoriali a cura di Riccardo Freddo
Quattro artiste internazionali, tre città italiane, un unico racconto diffuso che attraversa l’estate 2026: da San Marino a Perugia fino a Gradara e Siena, l’arte contemporanea femminile arriva nella penisola con un progetto diffuso che mette al centro il corpo, trasformandolo da immagine a esperienza.
Dalla Nigeria alla Corea del Sud, passando per Cipro, Romania e Regno Unito, le ricerche di Ndidi Emefiele, Bongsu Park, Teodora Axente e Araminta Blue costruiscono una traiettoria che unisce pittura, materia e percezione, aprendo un dialogo diretto con i luoghi che le ospitano e offrendo al pubblico un percorso che non si limita a essere osservato.
Attraverso linguaggi e geografie differenti, le quattro mostre costruiscono una linea narrativa che va dal corpo politico al corpo attraversato, fino al corpo sensoriale, trasformando l’osservazione in esperienza e il visitatore in parte attiva del racconto.
A tenere insieme questo percorso è la curatela di Riccardo Freddo, giovane curatore che negli ultimi anni ha sviluppato una ricerca attenta alla relazione tra identità, materia e spazio, costruendo progetti in cui l’opera attiva una dimensione di percezione e consapevolezza.
Gli appuntamenti
A Gradara (PU), al MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin, I fiori della memoria di Bongsu Park (6 giugno – 5 luglio) conduce verso il corpo sensoriale. La mostra attiva simultaneamente olfatto, tatto e vista attraverso un processo artistico che trasforma piante e fiori in immagini, tracce e profumi. La memoria si fa materia viva, esperienza condivisa, spazio da abitare più che da osservare. In questo contesto, l’opera non si limita a essere vista: si attraversa, si respira, si percepisce.








A Perugia, al Palazzo della Penna, Venti Trasversali di Araminta Blue (13 giugno – 26 luglio) sviluppa invece il corpo attraversato. Tra affreschi mitologici e stratificazioni architettoniche, la pittura dell’artista britannica si inserisce come una presenza fluida che mette in tensione maternità, destino e forze invisibili. Il corpo emerge come soglia, campo di forze, spazio permeabile in cui si inscrivono desideri, paure e trasformazioni. Qui, il dialogo con il patrimonio storico non è sfondo ma parte integrante del racconto, in un continuo riflettersi tra passato e contemporaneo.








A San Marino, negli spazi di Palazzo SUMS, la mostra Inarrestabile di Ndidi Emefiele (20 giugno – 3 settembre) introduce il corpo politico. Le sue figure femminili, costruite attraverso pittura, collage e materiali della tradizione africana, non si offrono allo sguardo ma lo ribaltano, affermando una presenza autonoma e potente. Donne che esistono oltre ogni narrazione imposta, riscrivendo la rappresentazione della figura femminile nera nella cultura visiva contemporanea. In questo spazio, il corpo diventa affermazione, identità, autodeterminazione.
Tre progetti che, pur nella loro autonomia, costruiscono un’unica narrazione diffusa, in cui l’arte contemporanea non è più solo visione ma esperienza, e il corpo diventa il luogo in cui si incontrano politica, identità, memoria e percezione.








Arte contemporanea femminile: la mostra
A questi tre eventi espositivi, si aggiunge Teodora Axente con una mostra a cura di Riccardo Freddo e Michela Eremita nel Museo Civico Palazzo Pubblico di Siena, dove, dall’8 agosto, l’artista rumena presenterà un’istallazione site specific dedicata all’Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo, ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti, e dipingerà il drappellone del palio del 16 agosto.
Dalla pittura all’esperienza sensoriale, dal gesto materico alla costruzione di ambienti immersivi, queste esperienze, portate in Italia da Riccardo Freddo, raccontano una trasformazione profonda del linguaggio artistico contemporaneo, in cui le artiste non rappresentano il corpo ma lo ripensano, lo attraversano, lo riscrivono. Allo stesso tempo, attivano un dialogo diretto con i luoghi che li ospitano – dal Palazzo SUMS di San Marino al Palazzo della Penna di Perugia fino al MARV di Gradara – trasformando spazi storici e museali in dispositivi capaci di accogliere e amplificare le tensioni del presente.


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