Playlist Ferragosto 2026: cinque evergreen e una super bonus track

La playlist Ferragosto 2026 viaggia nel tempo tra tormentoni, sogni d’estate e grandi classici: cinque canzoni evergreen più una super bonus track tutta da cantare.

Ci sono canzoni che hanno bisogno di un’occasione per tornare a vivere e altre che, semplicemente, aspettano l’estate. Basta una giornata di sole, il mare davanti agli occhi, un’autoradio con i finestrini abbassati o una cassa accesa in terrazza e improvvisamente quelle melodie tornano a far parte della nostra vita. Ferragosto, poi, è il momento perfetto: è la festa dell’estate per eccellenza, quella giornata in cui il tempo sembra rallentare e la musica diventa quasi una compagna di viaggio. Per la Playlist Ferragosto 2026 ho scelto allora cinque evergreen, italiani e stranieri, che non hanno mai smesso di funzionare. Non necessariamente i tormentoni più scontati, ma canzoni capaci di evocare un’estate anche a distanza di decenni. E, naturalmente, non poteva mancare una Super Bonus Track.

Madonna – La Isla Bonita

Partiamo dagli anni Ottanta, da quel 1987 che sembra lontanissimo eppure, quando parte La Isla Bonita, torna improvvisamente vicino. Madonna prende un’immagine esotica, la trasforma in una fantasia mediterranea e costruisce una canzone che ancora oggi profuma di vacanza. Non serve essere su un’isola per lasciarsi trasportare: bastano le prime note e la mente comincia a viaggiare. È il brano perfetto per aprire questa playlist perché contiene tutto quello che cerchiamo in una canzone di Ferragosto: evasione, sensualità, sole e quella voglia irresistibile di lasciarsi alle spalle, almeno per qualche minuto, la quotidianità. E poi diciamolo: Madonna, in una playlist estiva, ci sta sempre benissimo.

Adriano Celentano – Azzurro

Se c’è una canzone capace di trasformare Ferragosto in un ricordo collettivo, è Azzurro. Scritta da Paolo Conte e Vito Pallavicini e interpretata da Adriano Celentano, è una di quelle melodie che appartengono ormai al patrimonio sentimentale degli italiani. E c’è una ragione precisa: dentro Azzurro convivono l’estate, la città vuota, la voglia di partire e quella malinconia leggera che spesso accompagna le vacanze. È una canzone apparentemente semplice, ma proprio per questo straordinariamente resistente al tempo. Puoi ascoltarla al mare, in montagna, durante una grigliata o mentre attraversi una città deserta il giorno di Ferragosto. In ogni caso, arriverà quel ritornello. E sarà impossibile non cantarlo.

Gipsy Kings – Bamboléo

Cambiamo completamente atmosfera. Chitarre, ritmo, energia e quel sapore mediterraneo che trasforma immediatamente qualsiasi luogo in una festa. Bamboléo dei Gipsy Kings è una di quelle canzoni che non chiedono permesso: arrivano, partono e conquistano lo spazio. È il brano ideale per il momento in cui la playlist deve alzare il volume e il Ferragosto smette di essere soltanto relax per diventare festa. La forza dei Gipsy Kings sta anche nella loro capacità di mescolare tradizione e pop senza perdere spontaneità. Bamboléo è diventata negli anni un piccolo classico internazionale e, soprattutto, una di quelle canzoni che non hanno bisogno di traduzione: il ritmo parla una lingua universale. Quella dell’estate.

The Mamas & the Papas – California Dreamin’

Qui facciamo un salto ancora più indietro e cambiamo nuovamente prospettiva. California Dreamin’ non è il classico tormentone da spiaggia, ed è proprio questo il motivo per cui mi piace inserirla nella playlist di Ferragosto. È il sogno dell’estate, più che l’estate stessa. È il desiderio di essere altrove, di attraversare una distanza e raggiungere un luogo immaginato come perfetto. La California diventa così una destinazione mentale, un posto nel quale rifugiarsi quando fuori fa freddo o quando, semplicemente, abbiamo bisogno di sognare. E forse è proprio questo il bello della musica: una canzone del 1965 riesce ancora oggi a farci viaggiare senza bisogno di biglietti, valigie o prenotazioni.

Gino Paoli – Sapore di sale

E finalmente arriviamo al mare italiano. Sapore di sale è una di quelle canzoni che non raccontano semplicemente una vacanza: la fanno apparire davanti agli occhi. Il mare, il sole, la pelle salata, un amore estivo e quella sensazione di tempo sospeso che appartiene soltanto alle vacanze. Gino Paoli riesce a trasformare un momento apparentemente semplice in qualcosa di malinconico e insieme luminoso. È una canzone del 1963, ma non sembra appartenere a un’epoca precisa. Forse perché l’estate raccontata da Paoli è la stessa che continuiamo a cercare ogni anno: qualche giorno lontano dalla routine, una persona accanto, il rumore del mare e la sensazione che quel momento possa durare per sempre.

SUPER BONUS TRACK – Righeira, L’estate sta finendo

Eccola, la Super Bonus Track. Una scelta che potrebbe sembrare quasi una provocazione: siamo a Ferragosto e io vi metto in cuffia L’estate sta finendo. Ma proprio qui sta il gioco. Perché Ferragosto è quel momento particolare dell’anno in cui l’estate sembra ancora lunghissima e, nello stesso tempo, cominciamo già a percepirne la fine. I Righeira hanno trasformato questa sensazione in una canzone irresistibile, ironica e malinconica insieme. E allora lasciamola partire proprio adesso, quando il sole è ancora alto e le vacanze non sono finite. Cantiamola a squarciagola, senza preoccuparci della contraddizione.

Perché le estati più belle, in fondo, hanno sempre una piccola malinconia nascosta da qualche parte. Forse è proprio quella che ci spinge a viverle più intensamente, a ricordare una canzone, un volto, un tramonto.

E quando arriveranno i primi giorni di settembre, questa playlist sarà ancora lì. Pronta a riportarci, per qualche minuto, a quel Ferragosto in cui il sole sembrava non voler tramontare mai.

Buona playlist Ferragosto 2026. E buona musica, sempre.

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L’immagine di copertina è stata generata con ChatGPT Image.

Lele Boccardo
Lele Boccardo
(a.k.a. Giovanni Delbosco) Direttore Responsabile. Giornalista pubblicista, critico musicale, opinionista sportivo, pioniere delle radio “libere” torinesi. Attualmente co-conduttore del programma "Sempre più in Zetatielle" su RID96.8FM. Autore del romanzo “Un futuro da scrivere insieme” e del thriller “Il rullante insanguinato”. Dice di sé: “Il mio cuore batte a tempo di musica, ma non è un battito normale, è un battito animale. Stare seduto dietro una Ludwig, o in sella alla mia Harley Davidson, non fa differenza, l’importante è che ci sia del ritmo: una cassa, dei piatti, un rullante o un bicilindrico, per me sono la stessa cosa. Un martello pneumatico in quattro: i tempi di un motore che diventano un beat costante”.
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