Ciao Margherita…ti scrivo da artista ad artista per per chiederti un consiglio. Sono Giovanna***, forse ti sarà già capitato di sentire il mio nome. Sono una cantante lirica, un soprano leggero per la precisione, in carriera da diversi anni. Se mi segui, ho lavorato con ***, con *** […] e mi sono esibita al *** di New York , al *** di Dresda ma anche […].

Come capita nel tuo lavoro, anche nella mia arte ho bisogno continuamente di studiare, provare ed esercitarmi.

Cosa succede…

Purtroppo, abito in un condominio i cui condòmini non tollerano la musica. Pensa che lo scorso mese è stata indetta un’assemblea straordinaria proprio per parlare di me, al fine di prendere dei provvedimenti. Infatti, mi è stata recapitata una lettera nella quale l’unanimità dei presenti mi ha diffidato dal continuare a cantare, pena il ricorso a vie legali.

Ovviamente, anche io mi sono rivolta ad un avvocato che mi ha detto che non esistono i presupposti per poter procedere contro di me. In ogni caso, io non posso e non voglio perdere tempo appresso queste liti. Io sono un’ artista professionista e devo studiare. Infatti, il prossimo mese ho un recital al ***…anzi mi farebbe piacere se mi venissi a sentire! Come posso fare per ignorare le lamentele dei miei vicini e continuare a studiare serenamente?

Grazie per il tuo tempo. Giovanna

Cara, carissima Giovanna! Mi piace la musica lirica ma non sono esattamente un’esperta per cui non mi era ancora capitato di sentire il tuo nome. Complimenti comunque per le personalità e i luoghi con cui e in cui hai lavorato ma che per questioni di spazio ho dovuto tagliare, così come i nomi…sai, per preservare l’anonimato di tutti (anche se, forse, avresti sperato di poter vedere “tutto in chiaro” per quel  tipico e simpatico egocentrismo che abbiamo noi come “artista”! Ehehe!)

Comprendo la tua situazione. Non sei la prima né l’unica che ci si trova. Dalla tua lettera, però, non ho capito alcune cose; per esempio, se il regolamento condominiale prevede la regolamentazione di orari e decibel per un condòmino musicista. Non tutti i condomini, infatti, hanno un punto specifico a riguardo e allora bisogna far riferimento ad una eventuale delibera comunale o addirittura regionale.

Non ho capito a che orario cominci ad esercitarti, a che ora smetti; se rispetti il periodo di silenzio che di solito tutti i condomini hanno (di solito 13 o 15 – ma varia molto l’orario). Non so il numero dei condòmini che ti sono contro. Cioè un conto è averne contro 3, un conto 15. Non so neanche se hai una sala per lo studio o se ti eserciti in camera o in salotto. Non so se abiti in una casa tua o in affitto.

In ogni caso, ammesso che tu rispetti tutte le regole, ammesso che come dice il tuo legale non vi siano i presupposti per andare in tribunale, ammesso che i decibel siano nel range stabilito dalle norme…ammesso cioè che tu sia del tutto dalla parte della ragione, qual è la qualità della tua vita e del tuo studio sapendo che fuori dalla tua porta, al di là dei muri ci sono dei vicini lamentosi e brontoloni che “ti fanno la guerra”? Con quale tranquillità potrai emettere i tuoi acuti (mi dici che sei soprano leggero) con il timore che organizzino un’altra assemblea condominiale o peggio ti portino in tribunale (la cui cosa si risolverebbe in niente, ma sono sempre seccature!)?

Ora sta a te comprendere se vale la pena lottare (contro i mulini a vento), perdendo tempo e salute, o cominciare a pensare ad una soluzione alternativa. Cambiare casa? Insonorizzare la stanza in cui ti eserciti, se non è la camera da letto? Prendere in affitto un posto lontano da orecchie intolleranti per studiare?

Capisco che tutto ciò potrebbe farti sentire di subire due volte: una per il trattamento riservato, l’altra perché, pur rispettando le regole, sei tu a dover trovare una soluzione (anche estrema come l’andartene). Ma che alternative ci possono essere, cara Giovanna, per non togliere tempo ed energie alla tua bella arte che merita tempo e le tue migliori energie? Fammi sapere se vuoi.

Un artista trova sempre una soluzione creativa…

Un abbraccio. Margherita

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Margherita Fumero
Attrice teatrale televisiva e cinematografica. Allieva di Macario, ha lavorato per anni in coppia con Enrico Beruschi. Tra le sue partecipazioni più famose: Drive In di Antonio Ricci e Camera Cafè nel ruolo della stagista Wanda. Dice di sè: Descrivermi? Io? Già è difficile descrivere una persona che si conosce da diverso tempo, figuriamoci se stessi, ma...ci proverò! Anche perché non è così scontato che un individuo si conosca in tutte le sue sfaccettature, nonostante sia in “compagnia di se stesso” da tutta una vita. Infatti, ci sono parti di noi che ci sfuggono, altre che sono sotterrate negli strati più profondi del nostro animo, oppure altre che semplicemente non vogliamo vedere. Io, complice il lavoro che faccio, ho dovuto scavare dentro di me, anche per fare arrivare al pubblico l'emozione che deriva dall'essere in una particolare situazione. In più – e lo dico per chi non conosce la mia formazione – ho frequentato l'Accademia di arte drammatica, non di “arte Comica”! Fu Macario che mi consigliò di dedicarmi al comico, attraverso la frase che cito in tutte le interviste dove mi chiedono dei miei esordi: “con quella faccia lì, devi far ridere”, mi disse. Tuttavia, non si deve pensare che essere attori comici significhi per forza conoscere solo il lato divertente della vita; anzi! Si dice che i più grandi comici della storia siano stati dei depressi; un po' come i clown che, in alcune scuole di mimo e recitazione, vengono presentati come personaggi in realtà tristi. Io, in realtà, a parte qualche triste e naturale accadimento – come quelli che la vita riserva più o meno ad ognuno di noi – non posso sicuramente dire che sia o sia stata una persona infelice. Al contrario: la mia “voglia di far ridere” deriva da quella serenità che ho sempre respirato in famiglia. Mia mamma Luisa era un po' come me: ironica, sorridente e con la battuta pronta. Il mio papà Gino era più riflessivo, più incline alla saggezza, ma sempre sereno. Io ho fatto un bel frullato di queste caratteristiche, ci ho aggiunto quello che la natura mi ha regalato attraverso il temperamento et voilà: signore e signori, questa è la Fumero! Una signora buffa ma dignitosa; un soggetto autoironico ma profondamente rispettoso degli altri; una donna che può interpretare mille personaggi, pur rimanendo sempre se stessa. Una persona che finge sul palcoscenico ma che è profondamente vera nella vita reale.