La truffa della casa fantasma: ecco come riconoscere gli annunci ingannevoli, anche su piattaforme note e affidabili. I consigli della Polizia Postale, in collaborazione con Airbnb
Tempo di vacanze e sono tante le persone che si affidano al meraviglioso mondo del web per cercare una sistemazione adeguata alle loro esigenze e alle loro tasche.
Scegliere una casa vacanze oggi è semplice, sono molte le piattaforme – e le pagine social – che, con annunci accattivanti, propongono offerte interessanti, anche last minute, ma non sempre è oro tutto quello che luccica.
Purtroppo, la truffa è dietro l’angolo, o meglio, dietro… il clic!
La truffa della casa fantasma
Ebbene sì, la truffa della casa fantasma, avete capito bene. Si tratta di annunci molto interessanti che pubblicizzano appartamenti a prezzi molto vantaggiosi, con immagini accattivanti e suggestive, il più delle volte rubati ad annunci legittimi che appartengono ad altri siti. Ovviamente, lo scopo è quello di truffare il mal capitato che, attirato da questi requisiti, dimostra interesse e prenota procedendo al pagamento.
E a questo punto, possono capitare tre cose. La prima sembra il copione del film “Odio l’estate” di Aldo Giovanni e Giacomo: pagate tutta la cifra richiesta per l’affitto dell’appartamento, ma quando vi recate sul posto la casa è già occupata da altri ospiti, vittime anch’essi di essere cascati nella stessa truffa. La seconda, ben peggiore, è che la casa, semplicemente, non esiste. In entrambi i casi, ovviamente, il truffatore sparisce nel nulla e inutile tentare di raggiungerlo telefonicamente o via mail. Non risponderà mai più.
La terza, invece, non vi fa neanche partire. La truffa si manifesta al momento della richiesta del pagamento di un acconto o anche di tutto l’importo, ma dopo aver inviato il bonifico, non ricevete più alcuna comunicazione e l’annuncio scompare.
Come si presenta l’annuncio
Purtroppo, non è sempre colpa di una disattenzione dell’utente o della sua buona fede, perché chi mette in piedi una truffa del genere sa come fare e lo fa bene.
L’annuncio è sempre più sofisticato e se gli errori grammaticali, una volta, potevano essere il primo indizio, oggi, sappiate che i criminali hanno perfezionato anche questo dettaglio. Sono anche molto bravi ad usare l’intelligenza artificiale, sia per costruire l’annuncio che per la realizzazione delle immagini dell’alloggio. Ma, soprattutto, sono molto bravi a creare siti web clonati con grafica pressoché identiche a quelli legali.
Alcuni osano ancora di più e pubblicano l’annuncio su una piattaforma consolidata e conosciuta (Airbnb ad esempio). Quando avete perfezionato la prenotazione, vi contattano tramite telefono o whatsapp e vi propongono un prezzo minore da quello proposto sulla piattaforma, con la scusa è di bypassare le spese di servizio del sito e vi consigliano di annullare la prenotazione e di passare ad una trattativa privata economicamente più vantaggiosa per entrambi.
Ovviamente il sito (nell’esempio fatto, Airbnb) non è in alcun modo responsabile e quindi non avete alcuna possibilità di recuperare i soldi.
Come riconoscere la truffa della casa fantasma
Riconoscere una truffa negli affitti online è possibile prestando attenzione ad alcuni segnali ricorrenti. I truffatori, ad esempio, dichiarano spesso di trovarsi all’estero per giustificare la richiesta di un bonifico internazionale e tendono a creare un’apparenza di professionalità inviando rapidamente contratti o altra documentazione. In molti casi chiedono anche una copia del documento d’identità fin dai primi contatti, con il solo scopo di ottenere dati personali.
Un altro campanello d’allarme è la richiesta di un pagamento anticipato, generalmente tramite bonifico bancario. Spesso nominano Airbnb o millantano una collaborazione con la nota piattaforma al fine di generare fiducia nel loro operato. Infatti, non è raro che utilizzino il nome di piattaforme conosciute per trasmettere un falso senso di sicurezza, pur non avendo alcun rapporto con esse. Ma Airbnb non ha in alcun modo “collaborazioni” con siti esterni, non gestisce prenotazioni o pagamenti per alloggi pubblicati al di fuori del proprio sito e non richiede mai bonifici diretti.
A questo si aggiunge la pressione psicologica: i truffatori mettono fretta e cercano spesso di accelerare la decisione, sostenendo di avere altri potenziali interessati o imponendo scadenze molto ravvicinate. Per questo motivo è fondamentale verificare sempre l’autenticità dell’annuncio e diffidare di qualsiasi richiesta che esca dai canali ufficiali.
I consigli della Polizia Postale
Come pubblicato sul sito ufficiale della Polizia Postale, “Polizia di Stato e Airbnb rinnovano il loro impegno per aiutare i viaggiatori a prenotare le vacanze online in modo sicuro, lanciando una campagna di sensibilizzazione contro le truffe digitali“.
1. Verifica sempre l’Url del sito che stai visitando.
Che tu stia navigando da computer o smartphone, assicurati di essere sul sito ufficiale della piattaforma. In caso di dubbio, digita l’indirizzo nel browser e inizia la ricerca dalla home page.
2. Non cliccare su link inaspettati.
Attenzione anche ai messaggi che arrivano prima o durante la ricerca: link inaspettati ricevuti via Sms, email o social media possono rimandare a siti clonati, graficamente identici agli originali ma progettati per sottrarre credenziali o dati di pagamento. Se non sei sicuro della provenienza, non interagire e non cliccare su nessun link. Airbnb fornisce una guida per riconoscere le comunicazioni autentiche.
3. Diffida delle offerte troppo vantaggiose o dei depositi elevati.
Se un’offerta sembra troppo bella per essere vera, specialmente se trovata sui social media, è probabile che si tratti di una truffa. Interrompi immediatamente ogni comunicazione. I truffatori spesso creano senso di urgenza per spingerti ad agire in fretta: non cedere alla pressione.
4. Non pagare mai con bonifico bancario diretto.
Airbnb non prevede pagamenti tramite bonifico. I metodi accettati includono carte di credito, PayPal, Google Pay, Apple Pay e Postepay. Se qualcuno ti chiede un trasferimento bancario per “bloccare” la prenotazione, si tratta quasi certamente di una frode.
5. Prenota, paga e comunica solo sulla piattaforma.
Le prenotazioni devono sempre essere effettuate e pagate tramite la piattaforma ufficiale per beneficiare delle garanzie e delle politiche di rimborso di Airbnb, inclusa la protezione Aircover. Se qualcuno ti chiede di spostarti al di fuori della piattaforma, segnalalo immediatamente. Un caso particolare da tenere a mente riguarda gli host che, nel corso della comunicazione sulla piattaforma, propongono di spostarsi su canali esterni, WhatsApp, email personale o altri strumenti di messaggistica, con la promessa di uno sconto riservato a chi paga direttamente, aggirando le commissioni del portale. Si tratta di una delle tecniche più collaudate: l’offerta economica è reale quanto basta per sembrare convincente, ma il vero obiettivo è portare la vittima fuori dal perimetro di protezione della piattaforma, dove non esistono garanzie di rimborso né strumenti di verifica.
6. Leggi le recensioni e il profilo dell’host.
Prima di confermare una prenotazione, controlla attentamente le valutazioni e i commenti lasciati da altri ospiti. Leggi la descrizione dell’alloggio con cura e, se hai dubbi, contatta l’host tramite la messaggistica interna dell’applicazione. Inoltre, è utile controllare da quanto tempo il profilo dell’host è attivo sulla piattaforma e osservare se le foto dell’alloggio compaiono identiche su altri siti tramite una ricerca inversa delle immagini. Un annuncio privo di recensioni, con un profilo creato di recente e immagini presenti altrove è un segnale d’allerta da non ignorare.
7. Segnala subito qualsiasi anomalia.
Se sospetti di essere stato vittima di una truffa, contatta immediatamente la tua banca che potrebbe essere in grado di recuperare le somme e denuncia l’accaduto alle autorità competenti. Puoi segnalare siti di phishing o email sospette anche ad Airbnb qui. Nel 2024, il team di Airbnb ha individuato e neutralizzato oltre 3.200 domini di phishing di terze parti a livello globale.
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