Come si festeggia l’Epifania nel resto del mondo? Storie, tradizioni e curiosità che (forse) non sapevate
L’Epifania è una delle festività cristiane più antiche e ricche di significato, celebrata tradizionalmente il 6 gennaio dalla maggior parte delle chiese occidentali e, nel calendario ortodosso, il 19 gennaio. La parola deriva dal greco epipháneia, che significa “manifestazione” o “apparizione”, e ricorda il momento in cui i Magi arrivarono a Betlemme per adorare Gesù bambino. Ma la festa non è mai stata soltanto religiosa: già nei primi secoli del cristianesimo, le celebrazioni dell’Epifania si intrecciavano con riti pagani invernali, legati al sole, al ciclo agricolo e alla fine del periodo festivo, creando una ricca commistione tra sacro e tradizione popolare.
La Befana continua a essere un simbolo del passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo, un ponte tra sacro e profano che permette alle famiglie di trasmettere valori culturali e sociali alle nuove generazioni.
In molte culture, l’Epifania rappresenta il punto di contatto tra fede, identità culturale e memoria storica, ed è spesso accompagnata da rituali specifici, dolci simbolici e feste pubbliche che permettono di comprendere le radici culturali di un popolo. Questa molteplicità di forme e significati mostra come una stessa ricorrenza possa essere interpretata in modi diversi, senza perdere il nucleo simbolico comune: celebrazione del viaggio, del dono, dell’incontro e del rinnovamento.
Scopriamo insieme come si festeggia l’Epifania nel mondo.
Italia: la Befana e l’incontro tra sacro e profano
In Italia, la figura più rappresentativa dell’Epifania è la Befana, descritta come una donna anziana che porta dolci o carbone ai bambini la notte tra il 5 e il 6 gennaio. La leggenda racconta che abbia incontrato i Magi sulla strada per Betlemme, rifiutando inizialmente di seguirli, e che da allora, pentita, inizi a portare doni ai bambini di tutto il Paese.
La Befana non è un’invenzione moderna: trae origine da rituali medievali legati all’agricoltura e ai cicli stagionali. Il carbone, ad esempio, era simbolo di purificazione e rinnovamento, mentre i dolci rappresentavano prosperità e abbondanza per l’anno nuovo. Le tradizioni locali, come le calze riempite di dolci o carbone, nascono quindi da una sovrapposizione tra simbolismo religioso e ritualità pagana, che nel tempo si è consolidata come patrimonio culturale condiviso.
Oggi, le celebrazioni pubbliche in città come Urbania, dove le Befane sfilano sui tetti distribuendo dolci ai bambini, o a Roma, con i mercatini e spettacoli in Piazza Navona, mostrano come la festa sia diventata un momento di socialità e coesione, capace di coniugare divertimento, memoria storica e tradizione religiosa.
Spagna: Día de los Reyes Magos, tra sfilate e dolci tradizionali
In Spagna, l’Epifania assume una dimensione pubblica e spettacolare come Día de los Reyes Magos, la festa dedicata ai Re Magi che portano i regali ai bambini. La vigilia del 6 gennaio, le città spagnole si animano con le Cabalgatas, sfilate che vedono carri decorati, figuranti in costume e musica, e dove i Re Magi distribuiscono dolci alla folla. Questa tradizione risale al periodo medievale, quando la Chiesa incoraggiava la celebrazione pubblica delle festività per rafforzare la devozione popolare e l’identità comunitaria. Il gesto dei Re Magi simboleggia il dono, la generosità e l’incontro tra culture diverse, tema centrale della festa.
La celebrazione domestica prevede la preparazione del Roscón de Reyes, dolce a forma di corona decorato con frutta candita e contenente una piccola sorpresa o una fava nascosta. Chi trova la sorpresa diventa simbolicamente “re della giornata”, mentre chi trova la fava è destinato a pagare il dolce o assumere un ruolo particolare nella famiglia. Questo rituale unisce tradizione culinaria, gioco e simbolismo religioso, mantenendo viva una pratica secolare e consolidando i legami tra comunità, famiglia e memoria storica.
Il Roscón, insieme alle Cabalgatas, rappresenta una forma concreta di celebrazione della generosità, dell’identità culturale e della socialità collettiva, rendendo l’Epifania in Spagna una delle feste più importanti dell’anno.
Francia: Galette des Rois e continuità culturale
In Francia, l’Epifania è celebrata soprattutto attraverso la Galette des Rois, una torta di pasta sfoglia ripiena di crema frangipane, al cui interno viene nascosta una piccola figurina chiamata fève. Questa tradizione risale al Medioevo, quando si utilizzava un vero fagiolo per determinare il “re della giornata”. Chi trovava la fève indossava una corona di carta e assumeva simbolicamente la guida della celebrazione. Il rito rappresenta molto più di un semplice gioco: la Galette simboleggia la corona dei Re Magi e la fève il riconoscimento, la fortuna e il ruolo sociale. La festa si svolge sia in famiglia sia in contesti pubblici, come uffici o scuole, ed è un’occasione per consolidare relazioni sociali, trasmettere valori culturali e preservare la memoria storica.
L’atto di condividere la torta e di celebrare chi trova la fève permette di unire convivialità, religione e identità culturale, mantenendo viva una tradizione medievale in un contesto moderno. La Galette des Rois mostra come l’Epifania possa fondere simbolismo religioso, pratiche sociali e tradizioni culinarie, offrendo uno spaccato della cultura francese che trascende il semplice rito religioso.
Germania, Austria e Svizzera: Sternsinger e partecipazione comunitaria
Nei Paesi di lingua tedesca, l’Epifania è associata ai Sternsinger, bambini vestiti da Re Magi che visitano le case cantando inni e scrivendo sulle porte l’anno e le iniziali dei Magi con il gesso. Documentata fin dal XVII secolo, la tradizione ha origine come forma di catechesi e celebrazione collettiva: i bambini imparano il significato della festa, la solidarietà e il ruolo attivo nella comunità.
Le donazioni raccolte durante le visite vengono destinate a progetti umanitari, trasformando la pratica religiosa in un atto concreto di partecipazione e responsabilità sociale. La scritta sulle porte rappresenta un simbolo di protezione, augurio di prosperità e legame comunitario. Sternsinger integra quindi devozione, memoria storica e coesione sociale, insegnando alle nuove generazioni valori culturali, religiosi e civici. La festa è un esempio di come l’Epifania possa assumere forme locali che coniugano fede, educazione e socialità, rendendo il rito una esperienza collettiva e identitaria che supera la dimensione puramente domestica.
Europa orientale: acqua, purificazione e fede ortodossa
Nei Paesi ortodossi, come Grecia, Bulgaria e Russia, l’Epifania segue il calendario giuliano e cade spesso il 19 gennaio, celebrando il battesimo di Gesù. L’elemento centrale è l’acqua, simbolo di purificazione, rinnovamento e vita. In Grecia, il sacerdote getta una croce in mare o in un fiume, e i giovani si tuffano per recuperarla, ricevendo benedizione e protezione. In Russia e nei Paesi baltici, le immersioni rituali in acque gelide simboleggiano resilienza spirituale e rinnovamento interiore.
Questi riti affondano le radici nei primi secoli del cristianesimo e mostrano come la religione si sia adattata a contesti climatici e culturali molto diversi. L’Epifania ortodossa combina simbolismo religioso, partecipazione comunitaria e rispetto della tradizione storica, rafforzando l’identità culturale dei fedeli e offrendo momenti di condivisione collettiva. La festa mostra come il sacro e il simbolico possano diventare strumenti concreti per rinsaldare legami sociali, educare le nuove generazioni e mantenere viva la memoria storica di un popolo.
Regno Unito e Scozia: Twelfth Night e memoria medievale
In Gran Bretagna, l’Epifania viene spesso chiamata Twelfth Night, il dodicesimo giorno dopo Natale, una denominazione che risale al Medioevo, quando si contavano dodici giorni di festa tra il 25 dicembre e il 6 gennaio. Questa ricorrenza era l’occasione per balli, drammi religiosi, canti e banchetti, un momento in cui il sacro e il profano si intrecciavano in un unico grande evento comunitario.
La tradizione medievale prevedeva anche la preparazione della King Cake, dolce che conteneva una sorpresa nascosta e serviva a designare il “re” della giornata, simile alla pratica francese della fève. Il rito aveva molteplici funzioni: segnava la conclusione del periodo natalizio, permetteva alle famiglie di riunirsi, rafforzava legami comunitari e offriva alle classi contadine e nobili l’occasione di partecipare a celebrazioni comuni.
Ancora oggi, in alcune zone della Scozia e del nord dell’Inghilterra, il Twelfth Night viene commemorato con drammi teatrali, canti e incontri sociali, mostrando come una tradizione antica possa adattarsi al tempo e ai contesti urbani e rurali. La festa, quindi, non è solo ricordo religioso, ma un’occasione di memoria storica e identità culturale, in cui il divertimento e la celebrazione convivono con simboli e valori tramandati da secoli.
America Latina: Día de los Reyes e continuità culturale
In Messico, Colombia e Venezuela, l’Epifania è celebrata come Día de los Reyes, una festività centrale nella vita familiare e comunitaria. I bambini ricevono i regali il 6 gennaio, in linea con la tradizione spagnola introdotta durante la colonizzazione, mentre la vigilia del 5 gennaio le città organizzano sfilate e processioni che rievocano l’arrivo dei Magi.
La tradizione gastronomica è rappresentata dalla Rosca de Reyes, un dolce a forma di corona che contiene statuine nascoste. Chi trova la statuina si assume un impegno simbolico: offrire i tamales il 2 febbraio durante la festa della Candelora, collegando in modo concreto l’Epifania ad altre celebrazioni religiose e creando continuità tra festività. Questo rituale ha un significato profondo: rafforza i legami familiari, crea momenti di socialità comunitaria e trasmette valori culturali alle nuove generazioni.
Le celebrazioni includono inoltre processioni pubbliche, spettacoli e giochi, che rendono l’Epifania un evento collettivo capace di integrare religione, storia e identità locale. In questo modo, la festività latinoamericana non si limita al dono materiale, ma diventa un’occasione di educazione culturale, coesione sociale e rafforzamento dei legami comunitari, mantenendo vivi i simboli del viaggio dei Magi e della generosità.
Medio Oriente: Libano e Siria, identità religiosa e culturale
In Libano e Siria, le comunità cristiane celebrano l’Epifania con liturgie solenni, processioni pubbliche e rituali di benedizione dell’acqua. Queste tradizioni derivano dai primi secoli del cristianesimo e commemorano il battesimo di Gesù, ma in contesti in cui i cristiani costituiscono minoranze, le celebrazioni assumono anche un valore identitario.
Le processioni pubbliche permettono alle comunità di rendere visibili simboli, canti e riti che rappresentano secoli di storia e tradizione. Partecipare a questi eventi rafforza il senso di appartenenza e mantiene vivi legami culturali e sociali. I riti di benedizione dell’acqua simboleggiano purificazione e rinnovamento spirituale, ma hanno anche una funzione sociale: educano i giovani a riconoscere la propria identità religiosa, trasmettono la memoria storica e creano momenti di aggregazione comunitaria.
Queste celebrazioni mostrano come l’Epifania possa essere contemporaneamente rito religioso e strumento di coesione culturale, permettendo ai fedeli di riaffermare la propria presenza e la propria storia in contesti storicamente complessi.
Africa: Timkat in Etiopia, un rito di comunità e fede
In Etiopia, l’Epifania è celebrata con la festa di Timkat, una delle festività cristiane più importanti del paese. Timkat commemora il battesimo di Gesù nel fiume Giordano, e le celebrazioni includono processioni, danze, canti e rituali di benedizione dell’acqua. L’evento coinvolge intere comunità, con partecipazione collettiva di uomini, donne e bambini, e rappresenta non solo la fede religiosa, ma anche un momento di forte identità culturale. I sacerdoti trasportano le tabot, repliche dell’Arca dell’Alleanza, che vengono portate in processione, e l’acqua benedetta viene distribuita alla comunità come simbolo di purificazione, rinascita e protezione.
Timkat mostra come l’Epifania possa adattarsi a contesti climatici e culturali molto diversi, mantenendo intatto il significato di rinnovamento spirituale. La festa rafforza i legami intergenerazionali, educa i giovani alla partecipazione religiosa e sociale, e celebra la memoria storica del cristianesimo etiope, una delle più antiche al mondo. È un esempio concreto di come un rito religioso possa assumere dimensioni collettive, educative e culturali, consolidando la coesione della comunità e l’identità di un popolo.
L’Epifania, tutte le feste se le porta via!
Nonostante le differenze geografiche, climatiche e culturali, l’Epifania conserva alcuni elementi universali: il viaggio dei Magi, il dono, l’incontro e il rinnovamento. Che si tratti di sfilate spagnole, dolci francesi, immersioni in acqua gelida o processioni pubbliche in Medio Oriente e Africa, ogni tradizione interpreta concretamente la storia dei Magi e il battesimo di Gesù, adattandola alle esigenze storiche, sociali e culturali dei popoli. La festa dimostra come un’unica ricorrenza religiosa possa generare pratiche e rituali molto diversi, ma sempre con un nucleo simbolico comune che collega storia, fede e identità culturale.
L’Epifania diventa così non solo celebrazione religiosa, ma anche occasione di trasmissione culturale, educazione sociale e rafforzamento dei legami comunitari, mostrando come le tradizioni possano evolversi pur rimanendo profondamente radicate nella memoria storica. Attraverso queste celebrazioni, il viaggio dei Magi si trasforma in un viaggio culturale che unisce continenti, popoli e generazioni, rivelando la forza simbolica e sociale di una festa millenaria.
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Immagine di copertina generata con IA Bing
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